Thalia Zedek

Thalia Zedek

Donne E Motori - Brescia

25/04/2002  |  di Christian Verzeletti

THALIA ZEDEK
25/04/2002 - DONNE E MOTORI (BS)

Oltre al consueto senso di attesa, la strada che porta a un concerto di Thalia Zedek è segnata anche da una buona quantità d’orgoglio: una militanza di quasi vent’anni nel rock indipendente americano non le avrà portato fama e visibilità, ma di sicuro le ha guadagnato forti sensi di appartenenza e di immedesimazione tra gli affezionati di un certo rock minore, come si deve ai cosiddetti artisti di culto.
Thalia si trova seduta a un tavolino del Donne a sorseggiare birra con i ragazzi del suo gruppo, ad aspettare che arrivino il momento del concerto e insieme una buona serata. Daniel e David, batterista e violinista, si alzano per spostarsi su un divanetto dove rimangono per qualche attimo ad occhi chiusi in silenzio, poi salgono sul palco con l’aria di chi va a curiosare per vedere se si può fare qualcosa.
Tra qualche eco e qualche piccola distorsione, Thalia si avvicina al microfono e quasi per caso le note della sua chitarra si combinano con quelle degli altri strumenti: “Back to school” e “Strong” sono due ballate dello splendido “Been here and gone”, primo disco solista dell’ex Dangerous Birds, Uzi, Live Skull e Come. Anche dal vivo le canzoni mantengono quell’andamento incerto, costruito su poche note, uno stato privato dell’anima difficile da condividere. Thalia è di poche parole, lascia che brevi silenzi si depositino tra un brano e l’altro, così che anche gli applausi arrivano col massimo rispetto.
Quando il suono sale grazie alla batteria di Daniel Coughlin, vengono in mente le ruvide malinconie dei Dirty Three, liberate però dalla voce di Thalia che non spezza mai l’attesa delle intensità strumentali. Il piano e il violino rimangono ad aspettare le canzoni, qualche frazione di tempo in cui penetrare: un assolo di piano rimane a galla su “Angels”, mentre il finale di “Dance me to the end of love” diventa una marcetta accelerata sul classico la-la-la-la di Leonard Cohen.
Thalia azzarda qualche domanda sul 25 aprile per capire se è una specie di 4 luglio italiano, poi semplicemente brinda al nostro day off e torna ad arrampicarsi sulle sue ballate. Man mano il concerto procede, aumentano le parti strumentali con la viola di David Curry che sale sugli accordi della chitarra elettrica.
Il set si chiude con la struggente “10th lament” iniziata in solitudine, poi spinta dalla band e di nuovo abbandonata nella lentezza.
I musicisti scendono dal palco, si ha la sensazione che qualsiasi richiamo sia fuori posto di fronte a questa musica e solo dopo un paio di minuti il pubblico ha il coraggio di qualche applauso. Thalia risale sul palco come se non ci fosse stata pausa, chiede ai suoi compagni se ricordano questo o quel brano, poi esegue ancora un paio di pezzi, di cui una incredibile cover di Dylan: dove la voce di Bob si stringeva e si incrinava, la sua invece sale affranta davanti al nulla.
Ora lo dice, “You’re a big girl now”, ma lo è sempre stata, Thalia.

 



TRACK LIST

BACK TO SCHOOL .1
(EVERYBODY KNOWS)      
STRONG .2
TEMPORARY GUEST .3
ANGELS .4
EXCOMMUNICATIONS .5
DANCE ME TO THE END OF LOVE .6
1926 .7
TREACHEROUS THING .8
DESANCTIFIED (FULL CIRCLE) .9
NO SUBSTITIONS .10
SOMEBODY ELSE .11
10TH LAMENT .12
FIRE .13
YOU’RE A BIG GIRL NOW .14

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