Elliott Murphy

Elliott Murphy

Vigevano / Teatro Moderno


24/05/2015 - di Laura Bianchi
Fuori, il caldo di una domenica pomeriggio nella Bassa pavese.

Dentro, il calore del sano robusto tenero fortissimo rock and roll.

Fuori, la folla del passeggio per vedere e farsi vedere.

Dentro il Teatro Moderno di Vigevano, una piccola folla di appassionati, riuniti attorno a uno degli interpreti più genuini del songwriting americano: Elliott Murphy, per un concerto organizzato alle 17 ("Vigevano è la capitale del rock`n`roll..non vede l`ora di sentire il rock`n`roll...non può aspettare la sera, deve farci suonare il pomeriggio!", dice Murphy sorseggiando un five o` clock tea).

On Bob Dylan`s birthday, reduce da un pugno di date italiane del suo neverending tour, con a fianco il fido, e sempre più bravo, Olivier Durand, Murphy inanella una canzone dopo l`altra, senza sbagliare un colpo. Bandana da pirata e cappello nero sulla testa, lunghi capelli bianchi, occhiali spessi, sudore e sorrisi: perché ogni concerto, per un professionista dal cuore grande come lui, è dannatamente importante, e il pubblico va rispettato, che siano 40 o 40000. Le chitarre si incrociano, intrecciandosi in un numero quasi da circo, in cui Elliott suona la chitarra di Durand, che fa gli accordi sulla chitarra di Murphy, e passa nelle nostre orecchie tutta una vita di canzoni semplicemente perfette: Diamonds by the yard, Sonny, On Elvis Presley`s birthday, And General Robert E.Lee, You never know what you`re in for sfilano in ordine sparso per gli spettatori , rese essenziali dall`arrangiamento scarno e purissimo.

Ma oggi è anche Dylan`s birthday: e allora, ecco un`incredibile Like a rolling stone, riportata a casa, in questa casa improbabile che è il teatro, paradiso per chi sa cantare col cuore prima ancora che con la voce; ma la voce esce, eccome, con tutti i presenti che cantano, battono le mani seguendo il tocco delle chitarre e l`aria, che esce dall`armonica e si fa musica, armonia, preghiera.

L`umanità dell`artista si nota anche durante i bis, in cui Murphy fa suonare la sua chitarra a un piccolissimo fan seduto in un angolo del palco, avendo in cambio uno dei sorrisi più cristallini mai visti. Perché il rock and roll è anche questo: sudore e cuore, anima e tecnica.

Chi incrocia Elliott Murphy una volta, non lo lascia più, anche per questo.

  (Foto di Giuseppe Verrini)

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