Chiari Blues Festival

Chiari Blues Festival

Cortile della Rocca Chiari (Bs)


23/07/2017 - di Marcello Matranga
L’inizio di un weekend è uno dei momenti più belli per molti. Per chi ama la musica questo era uno di quelli da segnarsi con il cerchietto rosso visto la molteplicità di eventi. Andare a Chiari era scelta quasi obbligata visto la curiosità che suscitava la doppia esibizione dei Dr.Feelgood e dei Canned Heat, due band, una inglese, l’altra americana, che, in tempi e con approcci musicali diversi, hanno caratterizzato periodi diversi, con componenti diversi. Apertura, come spesso accade da tempo da quelle parti, lasciata nelle corde dei Pipsy Sugar, un trio locale formato da Valerio Consoli e Claudio Mutti alle chitarre, con Luca Ziliani al contrabbasso, che ha piacevolmente intrattenuto i presenti nella splendida cornice del cortile della Rocca, con riproposizioni di classici di Django Reinhardt e rivisitazioni in stile gypsy di Soft Cell o Domenico Modugno. I Dr.Feelgod, quelli degli anni settanta in particolare, sono stati uno dei gruppi che spesso hanno soggiornato sul piatto del giradischi all’epoca con album che hanno definito un genere (il Pub Rock inglese) portandolo a livelli certamente interessanti e, a mio avviso, imprescindibili per certi versi.

Dischi come Down By The Jetty, Malpractice, ed i leggendari Stupidity e Sneakin’ Suspicion, hanno disegnato i contorni di un genere che ha lasciato un segno indelebile fra gli appassionati, facendo assurgere a ruolo di musicisti straordinari gente come gli indimenticabili Lee Brillaux e Wilko Johnson. Oggi i Dr.Feelgood non hanno più nulla di quella band visto che al posto dei membri originari ci sono Phill Mitchell (basso), il bravissimo Robert Kane, il front leader (Voce e armonica), Kevin Morris alla batteria, e Steve Walwyn, eccellente chitarra solista. Si potrebbe pensare ad una pedissequa e routinaria riproposizione di canzoni celebri. Ma non è così! Il gruppo rocca & rolla che è un piacere, avvolgendo gli spettatori in un delizioso set fatto di grinta e sudore degno dei bei tempi. Certo, un bel senso di deja vu rimane, ma lo spettacolo è fatto con gran dignità e passione, non rendendosi mai banale, anzi, risultando ancor più interessante, se non migliore, di quello che andranno ad offrire i Canned Heat più tardi. Set potente partito alla grande con i classicissimi Stupidity e I Can Tell, cui hanno fatto seguito una emozionante, fra le altre, All Through The City, la mitica Roxette, ed una finale Route 66 decisamente notevole. Applausi meritatissimi.

Non avrei mai pensato in vita mia di presentare i Canned Heat” Così Mauro Mazzotti ha presentato la band che vede oggi in formazione John Paulus (chitarra e basso), Larry Taylor (basso e chitarra), Fito De La Parra (batteria e voce) e Dale Spalding (Voce, chitarre, armonica). I membri più vecchi della band sono De La Parra e Taylor, mentre Paulus ha rimpiazzato Harvey Mendel alle prese con problemi di salute da diverso tempo. Mentre tuoni e fulmini iniziano a palesarsi sempre più minacciosi ed inquietanti nel cielo sopra Chiari, il cambio di palco procede con lentzza esasperante. Molti temevano che il concerto non sarebbe iniziato visto il cattivo tempo in avvicendamento. Ed invece , quasi risuonassero in lontananza le note di Who’ll Stop The Rain, la pioggia non è arrivata e noi abbiamo potuto goderci lo show. Che, devo dirlo, non è stato nulla di straordinario. Intendiamoci. I Canned Heat sono ottimi professionisti, ma la sensazione è che eseguano un compitino di volta in volta senza sapere cosa voglia dire entusiasmo, coinvolgimento. Certo, il pubblico ha avuto modo di apprezzare i classici in scaletta, ma, a tratti sembrava di ascoltare un disco in sottofondo, senza beneficiare dell’entusiasmo che uno spettacolo live dovrebbe trasmettere. Anche perchè cominciare subito con la celeberrima On The Road Again, taglia un pò le gambe ad un crescendo che dovrebbe essere naturale ed incalzante.

Certo, pezzi come la magnifica Christo Redentor (che amo molto nella versione di Charlie Musselwhite), Time Was o Going Up To The Country sono capaci di catturare immediatamente l’attenzione di chiunque, ma il resto rimane confinato nelle sensazioni di cui sopra. Questo nulla toglie ad una serata perfettamente riuscita ed organizzata dalla ADMR, che ha goduto, oltre che della inattesa clemenza del tempo, anche di un pubblico all’altezza di un’evento del genere, riempendo ogni ordine di posti e con molti presenti in piedi pur di assistere a questa prima edizione di un Blues Festival di Chiari che, speriamo, possa ripetersi anche il prossimo anno. Nel frattempo iniziamo a pregustare gli arrivi di Sonny Landreth il 25 Settembre, Albert Lee a fine Ottobre che doneranno emozioni ai presenti con musica di assoluta qualità. Una costante dalle parti di Chiari.

Dr.Feelgood Setlist
-Stupidity
-I Can Tell
-No Mo Do Yakamo
-Milk And Alchool
-I My Baby Quits Me
-All Through The City
-Back In The Night
-Roxette
-Shotgun Blues
-She Does It Right
-Going Back Home
-Down At The Doctors
-Give Me One More Shot
-Route 66


Canned Heat Setlst
-On The Road Again
-Time Was
-I’m Her Man
-Bullfrog Blues
-Shake It Don’t Break It
-Shake Your Boogie
-Going Up To The Country
-Christo Redentor
-So Sad (The World`s in a Tangle)
-Rollin` and Tumblin’
-Let`s Work Together
-Refied Boogie (Including Let The Good Times Roll)