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Finalmente
riusciamo nell'impresa di vedere dal vivo i Cold War
Kids: non parliamo di un gruppo qualsiasi, in USA i
Cold War Kids sono già quasi alla storia del rock, fanno
sold out nelle più grandi arene per concerti, mentre
qui in Italia riusciamo a malapena a garantire loro
qualche data (ovviamente ce l'abbiamo con la scarsa
diffusione che subisce la buona musica nel nostro paese,
non con gli addetti ai lavori - la musica dal vivo è
un'annosa questione qui da noi a cui noi non sappiamo
più dare risposta alcuna).
L'alchimia sonora del quartetto di Fullerton CA inizia
al buio, quasi in segreto, a nascondere quelle formule
melodiche intrecciate che ci hanno affascinato direttamente
dai loro ultimi due dischi: non ci sono sorprese, i
CWK sono una grande band, virtuosa, quando serve mettere
in mostra i muscoli e sfoggiare strumenti e capacità
da fare davvero invidia, provando la propria bravura
senza nascondersi, rubando i segreti di uno stile antico,
rendendolo imperfetto, masticando musica che proviene
dalla storia e rigurgitando un condensato rock alternativo
che una volta addosso, puzza di musica nera, putrida,
alcolizzata, ritmicamente storpiata, ma maledettamente
estetica, bella! Si è sbagliato di grosso (noi compresi)
chi ha letto Loyalty to Loyalty come un disco dai toni
smorzati rieptto al precedente, i toni sono ancora vigorosi
e i brani, che consideravamo "dal mood spento", dal
vivo risplendono di luce propria: evidentemente la band
americana attinge la propria linfa dall'attività live,
la scaletta subisce sempre delle modifiche, vengono
inseriti brani inediti come l'embrionale "Coffe Spoon",
ancora nelle vesti primarie di una forma canzone semplice
e pura; I Bambini della Guerra Fredda rendono pubblica
la setlist sin dall'inizio, ma sanno prenderci per la
gola, sia per le versioni dei brani, quindi le tecniche
utilizzate nell'esecuzione, che per l'inserimento di
varianti circa la scaletta: la versione di "Robbers"
inizia attraverso un siparietto teatrale, i quattro
richiamano il buio del principio e iniziano una versione
incompleta del pezzo, con le torce elettriche, come
a inscenare le movenze dei topi d'appartamento per poi
fare esplodere il brano in maniera magnifica. La band
sul palco si muove frenetica, concentrata e appassionata
al proprio lavoro d'alchimia, i quattro sono versatili,
tra "Every valley is not a lake" e "Mexican Dog", Nathan
Willett si immerge nel blues più maledetto suonando
il piano più naturale prima e l'hammond poi, mentre
in "Every man I fall for" la band si concentra in suoni
più tranquilli, meno ritmici, di classe autorali, vellutati
e profondi, in linea perfetta con la performance del
vocalist;(più volte assistiamo al leader della band
impegnarsi alla chitarra mentre il bassista Jonnie Russell
- chitarra e Matt Maust - basso - scambiarsi lo strumento)
. La sintonia e il sostegno reciproco tra i musicisti
sembra aumentare sempre di più, oltre a scambiarsi di
ruol i musicisti non contengono affatto l'entusiasmo,
saltellano, si danno tenere testate, si sostengono,
si scambiano energia, si supportano a vicenda quasi
fosse un rito propizio e fondamentale per poter suonare
sempre più forte; in questo modo il concerto dei CWK
non non patisce di certo della mancanza di arrangiamenti:
nel live i ragazzi rafforzano le basi ritmiche, spingono
al massimo i beat fino a raggiungere uno schema pischedelico
e ripetitivo, strutturando maggiormente le parti vocali
come avviene in "Relief", che appare eseguita come un
omaggio a Prince. Nel brano emerge la medesima effettistica
fuzz, ma l'esecuzione ha quel tocco di classe, così
come succede nelle sospensioni delicate tra piano e
voce di "Hospital Beds", fino ad arrivare allo sbrago
completo in chiusura con "Saint John" in cui l'ensamble
si lancia in uno sfogo strumentale tra virtuosismo ed
espressione ludica. Possiamo tranquillamente premiare
la band statuinitense e non esageriemo se consideriamo
il concerto dei Cold War Kids come il migliore evento
dell'anno.
SET LIST:
Every valley is not a lake
We used to vacation
Mexican dog
Something is not right
Every man I fall for
Robbers
Coffee spoon
I've seen enough
Hang me up to dry
Relief
Cryptomnesia
Dreams old men dream
Welcome to the occupation
Quiet please
Hospital beds
encore:
Against privacy
Saint John |
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