Cold War Kids

Cold War Kids

Spazio 211- Torino

22/11/2008  |  di Vito Sartor

Cold War Kids

22 novembre 2008 - Spazio 211 Torino

Finalmente riusciamo nell'impresa di vedere dal vivo i Cold War Kids: non parliamo di un gruppo qualsiasi, in USA i Cold War Kids sono già quasi alla storia del rock, fanno sold out nelle più grandi arene per concerti, mentre qui in Italia riusciamo a malapena a garantire loro qualche data (ovviamente ce l'abbiamo con la scarsa diffusione che subisce la buona musica nel nostro paese, non con gli addetti ai lavori - la musica dal vivo è un'annosa questione qui da noi a cui noi non sappiamo più dare risposta alcuna).
L'alchimia sonora del quartetto di Fullerton CA inizia al buio, quasi in segreto, a nascondere quelle formule melodiche intrecciate che ci hanno affascinato direttamente dai loro ultimi due dischi: non ci sono sorprese, i CWK sono una grande band, virtuosa, quando serve mettere in mostra i muscoli e sfoggiare strumenti e capacità da fare davvero invidia, provando la propria bravura senza nascondersi, rubando i segreti di uno stile antico, rendendolo imperfetto, masticando musica che proviene dalla storia e rigurgitando un condensato rock alternativo che una volta addosso, puzza di musica nera, putrida, alcolizzata, ritmicamente storpiata, ma maledettamente estetica, bella! Si è sbagliato di grosso (noi compresi) chi ha letto Loyalty to Loyalty come un disco dai toni smorzati rieptto al precedente, i toni sono ancora vigorosi e i brani, che consideravamo "dal mood spento", dal vivo risplendono di luce propria: evidentemente la band americana attinge la propria linfa dall'attività live, la scaletta subisce sempre delle modifiche, vengono inseriti brani inediti come l'embrionale "Coffe Spoon", ancora nelle vesti primarie di una forma canzone semplice e pura; I Bambini della Guerra Fredda rendono pubblica la setlist sin dall'inizio, ma sanno prenderci per la gola, sia per le versioni dei brani, quindi le tecniche utilizzate nell'esecuzione, che per l'inserimento di varianti circa la scaletta: la versione di "Robbers" inizia attraverso un siparietto teatrale, i quattro richiamano il buio del principio e iniziano una versione incompleta del pezzo, con le torce elettriche, come a inscenare le movenze dei topi d'appartamento per poi fare esplodere il brano in maniera magnifica. La band sul palco si muove frenetica, concentrata e appassionata al proprio lavoro d'alchimia, i quattro sono versatili, tra "Every valley is not a lake" e "Mexican Dog", Nathan Willett si immerge nel blues più maledetto suonando il piano più naturale prima e l'hammond poi, mentre in "Every man I fall for" la band si concentra in suoni più tranquilli, meno ritmici, di classe autorali, vellutati e profondi, in linea perfetta con la performance del vocalist;(più volte assistiamo al leader della band impegnarsi alla chitarra mentre il bassista Jonnie Russell - chitarra e Matt Maust - basso - scambiarsi lo strumento) . La sintonia e il sostegno reciproco tra i musicisti sembra aumentare sempre di più, oltre a scambiarsi di ruol i musicisti non contengono affatto l'entusiasmo, saltellano, si danno tenere testate, si sostengono, si scambiano energia, si supportano a vicenda quasi fosse un rito propizio e fondamentale per poter suonare sempre più forte; in questo modo il concerto dei CWK non non patisce di certo della mancanza di arrangiamenti: nel live i ragazzi rafforzano le basi ritmiche, spingono al massimo i beat fino a raggiungere uno schema pischedelico e ripetitivo, strutturando maggiormente le parti vocali come avviene in "Relief", che appare eseguita come un omaggio a Prince. Nel brano emerge la medesima effettistica fuzz, ma l'esecuzione ha quel tocco di classe, così come succede nelle sospensioni delicate tra piano e voce di "Hospital Beds", fino ad arrivare allo sbrago completo in chiusura con "Saint John" in cui l'ensamble si lancia in uno sfogo strumentale tra virtuosismo ed espressione ludica. Possiamo tranquillamente premiare la band statuinitense e non esageriemo se consideriamo il concerto dei Cold War Kids come il migliore evento dell'anno.

SET LIST:
Every valley is not a lake
We used to vacation
Mexican dog
Something is not right
Every man I fall for
Robbers
Coffee spoon
I've seen enough
Hang me up to dry
Relief
Cryptomnesia
Dreams old men dream
Welcome to the occupation
Quiet please
Hospital beds

encore:
Against privacy
Saint John

http://www.protosound.net Marte Live A Buzz Supreme Pyxel.it Mk Records