Alejandro Escovedo & Don Antonio

Alejandro Escovedo & Don Antonio

Baveno / Villa Fedora


22/07/2017 - di Laura Bianchi
Mentre, dalle Alpi, nubi scure si addensano su Baveno, e in lontananza lampi minacciosi incalzano, un manipolo di coraggiosi e appassionati si raduna sotto il palco di Amenoblues edizione estiva, per assistere a uno dei concerti più brevi, ma intensi, della lunghissima carriera di Alejandro Escovedo, per l’occasione accompagnato dalla band italo – apolide Don Antonio, con Antonio Gramentieri alla chitarra, Francesco Valtieri a sax e tastiere, Denis Valentini al basso e Matteo Monti alla batteria. La direzione della rassegna, lungimirante, fa iniziare in perfetto orario il concerto, anticipando l’esibizione di Escovedo rispetto a quella dei bravi Delta Moon, in modo da dare la possibilità al pubblico di conoscere appieno la proposta di entrambi i gruppi.

Non sempre alla durata di un concerto si accompagna la sua qualità, ma in questo caso poco più di un’ora basta per esaltare il pubblico, anche perché Escovedo sa costruire una scaletta ad hoc, che costituisce un percorso esauriente ed efficace attraverso le molteplici anime di un cantautore che ha ancora molto da dire.

Splendidamente coadiuvato da una band rodatissima (sono al penultimo concerto del tour, e provengono, dopo un rocambolesco viaggio, nientemeno che dal Montenegro), in cui basta un’occhiata ormai per capire le reciproche intenzioni e valorizzarle al massimo, il musicista texano, figlio di emigrati messicani, racconta le storie dei losers a lui ben noti con sensibilità e coinvolgimento, instaurando da subito un feeling speciale col pubblico, e alternando brani decisamente punk rock ad altri più meditativi.

La chitarra di Gramentieri impreziosisce e sottolinea i passaggi più emozionanti dei brani, come nella torrenziale Luna de miel, o nella sempre attuale Sally was a cop, conclusa da un coro del pubblico, affascinato dalla proposta del gruppo; Valtieri si mette in luce, oltre che per degli efficaci background vocals, anche per ispirati assolo di sax; mentre la coppia basso - batteria sorregge il ritmo con precisione ed efficacia.

Non c’è tempo per le consuete narrazioni di Escovedo, né per le traduzioni in italiano dei suoi pards, perché il tempo, e soprattutto il temporale, incalzano, ma, ringraziando il pubblico e introducendo la conclusiva Always a friend, il cantautore si lascia sfuggire un Grazie mille! Italians are always beautiful people!, che non è di circostanza, ma anzi suona come una dedica speciale, riferita al testo della canzone; saranno sempre amici, Escovedo e l’Italia.

 

SETLIST

Can`t make me run

Shave the cat

Luna de miel

Castanets

Bottom of the world

Sister lost soul

San Antonio rain

Sensitive boys

Sally was a cop

Always a friend

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