Calibro 35

Calibro 35

Teatro Dal Verme

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21/10/2011  |  di Gianmario Ferrario

“Per preparare tutto questo ci è voluto un bell’impegno”, mi confessa Enrico Gabrielli mentre finisce di smontare gli strumenti a fine concerto. Mentre lo dice, però, nei suoi occhi si percepisce la soddisfazione di chi è stato totalmente ripagato, vista l’acclamazione del pubblico durante l’ora e mezza precedente in cui lui, insieme agli altri Calibro 35 e a un bel numero di ospiti, si è reso protagonista di un repertorio ad alta qualità e di non facile esecuzione.

Indagine sul cinema del brivido in Italia è una selezione di composizioni inserite all’interno delle migliori colonne sonore di film horror scritte per mano dei più grandi compositori di casa nostra, da Morricone a Umiliani fino ai Goblin. Sul palco del Dal Verme, i brani venivano presentati per la prima volta, e il set prevedeva, insieme ai Calibro, il percussionista Sebastiano De Gennaro, Rodrigo D’Erasmo al violino, Daniela Savoldi al violoncello, Paolo Ranieri alla tromba e Francesco Bucci al trombone. Durante la scaletta, hanno preso parte attiva allo show anche le brave cantanti Georgeanne Kalweit (Delta V) e Alessandra Contini (Il Genio) (già collaboratrici del progetto Calibro 35), fino al raggiungimento dell’eclettico Gak Sato al Moog Theremin. Alla regia, il sapiente Tommaso Colliva (Afterhours, Muse, Franz Ferdinand) molto attento nel non far scappare una virgola rendendo eccellente l’ascolto in sala. 

La cosa impressionante è stata vedere tutti questi ragazzi, che in media avranno trentacinque anni, suonare quelle musiche con grande passione come se le avessero scritte loro, come se avessero vissuto in prima persona quel passato che tanto amano: la loro competenza a riguardo non si pò discutere, nella scelta della strumentazione, nel look, nella compattezza d’esecuzione. Assistere ad uno show del genere è stato certamente un piacere, sia per chi ama questo genere cinematografico, sia per chi aveva voglia di buona musica, magari conoscendo ben poco del repertorio eseguito. 

Mi ha colpito molto la coraggiosa scelta di Un tranquillo posto di campagna (E. Morricone), forse la proposta più impegnativa da realizzare in quel contesto, data la responsabilità degli strumenti a fiato di eseguire scale che si avviano in un tempo assai complesso; così come pregevole è stato l’arrangiamento di Shock dei Libra (Ex-Goblin), farcito di soli di sax che hanno dato una marcia in più al pezzo. Ottima anche la versione di Profondo Rosso, che proprio non poteva mancare in una serata come questa. E poi altri classici, come Zombie dal film di George A. Romero o Il gatto a nove code, tra i vari omaggi fatti a Dario Argento

Gran spettacolo. Il Teatro dal Verme quasi del tutto pieno e scrosciante di applausi. In un momento di ‘crisi del nuovo’ come questo, in cui tutto sembra voler tornare indietro (almeno di riflesso), l’occhio attento al passato dei Calibro 35 è ben accetto e dà modo a tanti di avvicinarsi ad un fenomeno musicale che si può sicuramente considerare tra le meglio cose del nostro Paese. Dal poliziottesco all’horror, la band milanese ci sa proprio fare, rimaniamo in attesa di sentire cosa ci riserveranno con il loro prossimo album. 

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