Albert Lee

Albert Lee

Chiari / Teatro Toscanini / ADMR Chiari


20/10/2017 - di Roberto Bianchi
Le false coincidenze a volte Ti conducono dove non ti aspetti! Ho ascoltato in passato Albert Lee, ma non ho mai avuto l’occasione di vedere un suo concerto, e oggi posso dire che è stata una grave mancanza!

Grazie a un invito dell’ultimo minuto eccomi davanti al palco del Teatro Toscanini di Chiari, sold-out da un paio di settimane. Sono affiancato da un pubblico eterogeneo proveniente dal nord Italia, ma non mancano presenze da Roma, dalla vicina Svizzera e oltre.

L’evento è nato grazie alla collaborazione tra la Barley Arts e l’associazione ADMR, che da vent’anni offre concerti di altissima qualità nella città di Chiari.

Albert Lee è una leggenda vivente, un grande chitarrista che possiede una tecnica sopraffina ed è in grado di deliziare il pubblico con la qualità dei propri suoni. E’ un eroe silenzioso, che ha spesso sostenuto nella penombra artisti blasonati come gli Everly Brothers, Eric Clapton, Ritchie Blackmore, Joe Cocker, Emmylou Harris, Jackson Brown, Bo Diddley e Herbie Mann.

Si abbassano le luci ed ecco un piacevole antipasto di blues-rock offerto dai veneti Flesh And Bones, che riscaldano subito la platea con suoni di buona fattura.

Il magico momento si materializza quando Albert e la sua fidata band si presentano sul palco! Si presenta con una candida camicia bianca e blue-jeans, è un uomo minuto, dai modi gentili. E’ un uomo che esordisce dicendo: sono pronto per fare rock’n’roll tutta la notte

Detto fatto, si comincia subito forte con la trascinante I’m Ready di Fats Domino, energia allo stato puro, seguita da Two Step Two  di Delbert McClinton. Alle Tastiere il fidato JT Thomas che garantisce tappeti sonori di altissimo livello. Precisa e qualitativa la base ritmica sostenuta da Will MacGregor al basso e dal giovane batterista Ollie Sears, che si fa notare anche per gli  ottimi background vocali.

Evangelina ci trasporta nel territorio country, Restless invece è un ottima ballata di Carl Perkins, eseguita con infinita classe. Le virtuose doti chitarristiche di Albert  sono indiscutibili, non nutrivo dubbi in merito; la grande sorpresa arriva invece dalla voce, che si è mantenuta limpida e coinvolgente.

Lee e la band si muovono  con grande disinvoltura tra classici del rock, rockabilly, rock’n’roll , blues, pop, country, folk rock  e canzoni d’autore. Ogni brano sarebbe meritevole di un commento, la scaletta raccoglie una serie di brani che lasciano il segno.

Runway Train, grande brano di John Stewart, regala forti emozioni e ci accompagna in un eterea dimensione. Con Luxury Liner e Spellbound il ritmo torna a salire, ma non si abbassa minimamente la qualità. No One Can Make My Sunshine Smile è un tuffo verso il passato, un tributo alla indimenticabile collaborazione con gli Everly Brothers: non è nostalgia, ma pura gioia. Così come Leave My Woman Alone, doveroso omaggio a Ray Charles.

Quando Albert  si siede al piano elettrico riesce a deliziarci con Highwayman e ‘Til I Gain Control Again, confermando la sua estrema versatilità. Grandi emozioni!

L’ovazione del pubblico arriva sulle note di Country Boy, brano storico che porta la firma dell’artista. Il pezzo è eseguito con una incredibile passione, sapientemente miscelata all’energia di un ragazzino di settantaquattro anni. Le qualità tecniche di Albert sono esaltate dalla composizione, le dita scorrono fluide sulla chitarra. Il piano di JT Thomas arricchisce le melodie, la base ritmica è impeccabile. Il finale strumentale racchiude citazioni a classici del rock. Rimango senza parole!  

La band si allontana dal palco, ma il richiamo è immediato! Albert e i suoi validi ragazzi non si fanno pregare, rientrano dopo una manciata di secondi regalandoci la delicata A Better Place e il trascinate rockabilly Tear It Up.

Due ore  indimenticabili, volate in un attimo, ma saldamente impresse nella memoria dei presenti. Vorrei aggiungere un infinito grazie a Franco e Maurizio Mazzotti che, con la loro inesauribile passione, ci hanno permesso di vivere questa splendida serata!

Fotografie di: Roberto Bianchi

Set List:

I’m Ready (Sylvester Bradford / Fats Domino / Al Lewis) Two Step Too (Delbert Mc Clinton) Wheels (Chris Hillman Gram Parson) Evangelina (Hoyt Axton) Restless (Carl Perkins) Dreaming As One (David Palmer William Dunn Smith) Runaway Train (John Stewart) Luxury Liner (Gram Parson)   Spellbound (Shawn Camp / Paul Hardy Kennerly) No One Can make My Sunshine (Gerald Goffin / Jeff Walker Keller) Leave My Woman Alone (Ray Charles) Highwayman (Jimmy Webb) ‘Til I Gain Control Again (Rodney Crowell) Tear Stained Letter (Richard Thompson) Country Boy (Tony Colton / Albert Lee / Ray Smith)

Encores A Better Place (Glenn Campbell) Tear It Up (Dorsey Burnette / Johnny Burnette /Paul Burlison)