Venerdì 20 Aprile, la rassegna Americana del Circolone di Legnano, che propone sempre grande musica, spesso in collaborazione con Curtis Loew Agency, ha ospitato sul palco due grandi artisti, il cantautore pop-folk Ian Foster, dal Canada e il nostro Ruben Minuto .
Una serata intima prospettata su set acustico, in cui i due musicisti si sono espressi alternando e spesso intrecciando i propri percorsi musicali, condividendo con il pubblico emozioni, ricordi, dediche e riflessioni profonde, descritte non soltanto dalla bellezza della loro musica, ma anche da piacevoli intermezzi in forma racconto.
Due personalità ben scolpite, due musicisti d’esperienza. Ruben valorizza la sua scrittura malinconica con grinta vocale e fraseggi di chitarra impeccabili, degni del più bravo country-folk player; Ian, nella sua veste intellettuale, volto da bravo ragazzo e approccio mite, ci conquista perché le sue canzoni fanno rima con purezza e semplicità, due elementi fondamentali per chi suona questo genere di musica.
Poiché ogni brano eseguito meritava attenzione, lo spettacolo ha avuto un potere catalizzatore sugli ascoltatori. Pur improvvisando la scaletta, il duo ha giocato bene le sue carte spaziando tra momenti toccanti e profondi con altri più leggeri e ritmati.
Tra i brani migliori, This Hour of the Day di Minuto, fresco e trascinante per via di quel sapore southern che lo caratterizza, così come, d’impatto, apprezzabilissima è Faith, scritta da Steve Harvey ed eseguita sempre da Ruben. Per quel che riguarda il repertorio di Ian Foster si segnalano Deep Dark Night ma, soprattutto, The House, forse la canzone che più ha rapito il pubblico, vuoi per colore, vuoi per finezza. Vuoi perché per un momento, in quel momento, tutti erano immobili e attenti a consacrare quell’ incantesimo che proveniva dal palco.
Incredibile, poi, è stato il blues That Little Dress, attraverso il quale entrambi i musicisti hanno espresso la loro bravura strumentale, e pure gradevole è stata la partecipazione vocale di Nancy Hynes, fidanzata di Ian, in una delle canzoni conclusive della serata.
Questa è la seconda volta che Ian Foster porta la sua musica in Italia. Mentre allietiamo l’orecchio con il suo ultimo lavoro, The Evening Light (2011), ci auguriamo di rivederlo presto e gli facciamo l’imbocca al lupo per il proseguimento del suo tour.