Alessio Lega

Alessio Lega

Caffè Letterario - Bergamo


20/01/2006 - di Christian Verzeletti
Alessio Lega

20 gennaio 2006
Caffè Letterario (BG) Ad un anno di distanza Alessio Lega torna al Caffè Letterario di Bergamo, questa volta senza il piacevole peso del Premio Tenco sulle spalle e senza un nuovo cd da presentare.
L'occasione è comunque interessante, perché in realtà un disco nuovo è in programma a breve, si dovrebbe intitolare "Sotto il pavé la spiaggia" e in scaletta ne sono previsti alcuni pezzi ancora inediti.
Dopo una breve parentesi del coro Pane & Guerra che apre la serata facendo memoria di canti di lotta e di opposizione, Lega si presenta accompagnato da quella che ormai si può considerare la sua band: Gianluca Giusti (tastiere e pianoforte), Rocco Marchi (basso e chitarra) e Mimmo Mellace (batteria).
L'inizio con "Sul palco" (Ferrè) e "Il venditore di sassi" (Marchand De Cailloux) serve per annunciare che il prossimo lavoro sarà centrato su degli adattamenti di pezzi di alcuni cantautori francesi "che nessuno canta più, neanche loro, perché sono ormai morti". Da tempo Alessio Lega ha lo sguardo puntato verso la Francia come ribadisce in una "Parigi val bene una mossa", cantata in coppia con Isa, altra cantautrice che ben ha figurato al Tenco di qualche anno fa.
Sul palco Lega sembra divertito, introduce i pezzi con la sua solita ironia ficcante, si concede qualche numero teatrale finendo per mimare scherzosamente anche un gabbiano: al di là di qualche calo di voce, il concerto è ben avviato, ha un percorso suo di cui ogni canzone costituisce una tappa. "Straniero" e "La straniera" di Louis Aragon spostano l'attenzione sulle peregrinazioni degli emigranti sposando aspetti esistenziali e politici: allo stesso modo la forma cantautorale delle canzoni si completa con arrangiamenti che passano dal popolare al progressive con il piano di Gianluca Giusti che marca volentieri il finale dei pezzi, mentre Rocco Marchi si diletta tra basso, chitarra e coretti.
"Resistenza e amore" e "Un'oasi nel deserto" offrono sprazzi di un prog allegro, che si ritrova anche nei botta e risposta tra chitarra e tastiere di "Medaglia", mentre "Matteotti", "Gorizia" e "Genova" costituiscono la parte più intensa e grave della scaletta: nonostante si tratti di un concerto preparatorio alla tournèe che partirà dopo l'uscita del disco, si nota il tentativo di fondere i pezzi nuovi in un repertorio già consolidato giocando su passaggi drammatici ed anche scanzonati.
Anche il momento dedicato a Jacques Brel è diviso tra una versione de "La scimmia", in cui Lega gioca a fare il teatrante, e una rara "Con eleganza" che è forse la cosa migliore della serata.
Chiude una ironica "Chissà" seguita da un paio di bis: "Vigliacca", cantata con il coro Pane & Guerra, e "Nemmeno per un attimo" in compagnia di Isa e di un inedito Rocco Marchi al piano. La serata si protrae poi su richiesta di alcuni amici, accontentati anche da Isa con un paio di pezzi suoi, tra cui "La buona sorte". In conclusione si è trattato di un concerto non ancora del tutto definito che è servito da stimolo in vista del prossimo disco.
Scaletta:
- Sul palco
- Il venditore di sassi
- Parigi val bene una mossa
- Straniero
- La straniera
- Resistenza e amore
- Un'oasi nel deserto
- Matteotti
- Medaglia
- Gorizia
- La scimmia
- Con eleganza
- Genova
- Chissà

- Vigliacca
- Nemmeno per un attimo  

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