Gea

Gea

Hitchcock Café - Desio (mi)

19/11/2004  |  di Vito Sartor

 Gea

19 novembre 2004
Hitchcock Café, Desio (MI)

C’è capitato di scoprire questa band attraverso il loro esordio nella discografia nazionale indipendente: l’album si chiamava “Ruggine” (2001 Santeria/Audioglobe) ed era caratterizzato da un suond molto vicino alla scena post-grunge italiana. Le chitarre di quel disco ci avevano catapultato negli anni in cui bands come Alice in Chains e Soundgarden scaldavano i nostri cuori e l’essenzialità sonora di un certo rock era diventata il cliché che ci spingeva ad acquistare decine di dischi più o meno simili. Per spiegarci meglio, avevamo archiviato il gruppo sotto il file “suona come …”: ci riferiamo sopratutto a parallelismi musicali con bands come Hogwash (fratelli di sangue e collaboratori) e Verdena, protagonisti della “scena” rock bergamasca. La possibilità però di vedere i Gea dal vivo ci ha ampliamente orientato verso svariati oltre che positivi giudizi musicali.
Il concerto è anche un’occasione per ascoltare in anteprima alcuni brani che andranno a comporre il nuovo disco (il terzo senza contare la carriera dei Bug in origine alla formazione) previsto per il 2005. Ci saremmo aspettati un set allestito da muri di Marshall, e vista la location da salotto letterario la cosa non sarebbe stata del tutto idonea, infatti i Gea da veri professionisti si sono dati un tono più raffinato: innanzitutto calibrando i volumi, pianificando un sound molto compatto, senza rinunciare ad una ritmica possente e senza pompare esageratamente i distorsori degli strumenti a corda.
I primi pezzi proposti parlano al futuro: “Acute Mountain Sickenss” offre qualche spiraglio di quello che caratterizzerà il nuovo sound elaborato della band, che si distingue in questo caso dalle liriche cantate in inglese. Attacchi nervosi e virate improvvise di ritmo e melodia, vengono ancora più evidenziate in “Akuarel”, rimanendo nei territori sonori dell’ultimo disco SSSSh...BLAM!. “Quiete”, che chiude la tripletta di nuovi pezzi, ci sorprende per la sua orecchiabilità e per l’ottima struttura ritmica: è un brano affascinante che crea un piacevole distacco dai pezzi precedenti e mette in mostra, è il caso di dirlo, la bravura della new entry Roby, al basso, il quale fluidifica magnificamente tutto il complesso ritmico.
Il pubblico dal canto suo sembra davvero soddisfatto, eterogeneo per nomina del locale: ci capita di imbatterci in una coppia di signori sulla cinquantina che commentano lo show-case come “una strana performance di rock dai forti sapori jazzati (???)”. Dall’altro lato del locale, una coppia di ecuadoreni scruta l’ensemble in maniera assai curiosa, non mostrando reazioni ai duri colpi che infligge Benny alla batteria e anzi dichiarandosi divertita nonostante la serata musicale fosse lontana dai ritmi latini di baciata e merengue. In mezzo alla sala siede il pubblico “indie” degli abitué, che esprime tutto il suo divertimento godendo, insieme al power-trio, il susseguirsi di brani estratti dagli ultimi due album.
Scorgiamo nel volto del combo bergamasco espressioni di felicità nel lanciarsi sui pezzi più belli dei due dischi passati. Tra i migliori brani segnaliamo: “Slow Snow” per la sua intensità di Steo alla chitarra acustica, che crea un grazioso gap tra la ballata e brani sostenuti come “Cocktail”, “Sole Non Scompare” e “Postulare”, confermando il carisma che la band esercita dal vivo.
Questa sera i Gea hanno davvero dimostrato di avere ancora parecchie cose da dire e soprattutto tantissima voglia di suonare. Teniamoli d’occhio.


Scaletta:
Acute Mountain Sickness
Via
Akuarel
Quiete
Postulare
Fumeria d’ovvio
Cocktail
Ce Soir
Slow Snow
Sole non Scompare
Bijou
Style
Forme
Ancora in Viaggio
Maltman

Mk Records Pyxel.it Marte Live A Buzz Supreme http://www.protosound.net