Don Antonio

Don Antonio

Alvito (FR) / Teatro Comunale


18/12/2017 - di Giovanni Sottosanti
Chi segue la musica dal vivo spesso percepisce, durante e dopo la serata, quella sensazione di pieno benessere, quasi una leggerezza interiore difficilmente descrivibile, che ti fa avere comunque la certezza assoluta di trovarti esattamente nel posto in cui vorresti essere in quel preciso momento. La magia non poteva che ripetersi ieri sera nella sublime cornice del Teatro Comunale di Alvito, protagonisti Don Antonio + Lovely Quinces.

Qualcuno ci ha insegnato che amare la musica è un po`come inseguire i propri sogni, che spesso si realizzano proprio attraverso di essa. Stasera è una di quelle sere in cui i sogni prendono finalmente corpo, voce, cuore e anima. Il cuore immenso e la passione di Vittorio La Pietra che questo sogno lo inseguiva da tempo e stasera finalmente lo vede realizzato, grazie anche al preziosissimo supporto di sua moglie Giulia Bartolomucci. E Don Antonio medesimo, che mai avrebbe immaginato, come dichiara lui stesso, che la sua musica potesse interessare a tanta gente. L`idea che qualcuno metta in moto la macchina e, pur partendo da posti molto lontani, ti venga ad ascoltare fregandosene di freddo, pioggia, Sky, 90°minuto, partite, netflix e compagnia cantando, ecco tutto questo forse corrisponde a veder realizzati parte dei sogni di chi un giorno prende in mano una chitarra, forma una band e inizia a suonare.

Il Teatro Comunale di Alvito è veramente un bene prezioso per l`Umanità, un palco piccolo e accogliente su cui per prima sale Lovely Quinces, giovane venticinquenne di Spalato. Nonostante la giovane età, la bella ragazza croata ha già alle spalle una carriera piena di belle premesse, come l`apertura dei concerti di Robert Plant, Kurt Vile e Thurston Moore, fino alle collaborazioni con i Giant Sand. Armata di sola chitarra e voce, da vita ad un set acustico intenso e magnetico, in cui proprio con la voce mostra le sue grandi potenzialità, capace di accarezzare con soffici ballate folk rock per poi graffiare con improvvise impennate verso tonalità alte, un blues nero ed ipnotico a dettare la strada. La grande competenza, simpatia e professionalità del presentatore Tonino Belardinelli rendono la serata un momento unico e prezioso.

Quando Don Antonio alle chitarre, Diego Sapignoli alla batteria, Francesco Valtieri alle tastiere e Roberto Villa al contrabbasso prendono posto sul palco, sai bene che sta per partire un viaggio musicale le cui coordinate non sono ben definite, possono portarti da un estremo all`altro del mondo, non importa, la certezza è che non si risparmia di certo sui sogni e sulla capacità di trasmettere emozioni. Un disco realizzato tra Catania e la Romagna, contaminazioni tra blues, jazz, folk, border, mexican style, musica caraibica, liscio, il western, Morricone e la tradizione italiana, Sud e Centro America, Sud e Nord Italia. Il tutto filtrato attraverso le mani magiche e sapienti dei musicisti sul palco, pezzi che sono una visione ribaltata dell`Italia, per una volta tanto scrutata da sud verso nord, al contrario di quello che ci hanno sempre imposto le cartine geografiche nelle scuole. Sorpresa aggiuntiva la presenza di una ballerina che accompagna l`esecuzione di Amorcantando, e poi i Los Lobos e Ry Cooder a danzare insieme con La pulga, ogni canzone un nuovo scenario, suoni, colori e odori che si rincorrono e sovrappongono in un insieme perfetto, dal Mediterraneo al deserto polveroso del Texas, passando per le saline di Cervia e appunto, il Teatro Comunale di Alvito.

C`è un altro momento unico in cui Tonino Bernardelli si intrattiene con Don Antonio per una breve intervista, che diventa più che altro una piacevole e significativa chiacchierata, guarda un po`, su musica e sogni. Il finale è ancora di Don Antonio, con un omaggio energico, vigoroso e direttamente dal cuore per uno dei Maestri troppo prematuramente scomparsi. She grew up in Indiana Town e Mary Jane`s Last Dance invade la sala con la sua carica di rock`n`roll e nostalgia. I sogni spesso raccontano anche perdite e tristi separazioni. Le assi del palco raccontano che stasera ad Alvito uno spicchio di storia è stato scritto, le coordinate giuste le abbiamo trovate. Adesso si può solo continuare.

Foto di: Antonio Ruotolo

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