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BRYCHAN
18/11/2003
ACUSTICAMENTE - LA CASA 139 (MI) |
Nonostante
Brychan sia un abituè di Acusticamente e del nostro paese, la data a La
Casa 139 è degna di particolare interesse, dato che il cantautore gallese
è in tour con le canzoni del nuovo “Reel in between”.
La serata è aperta da Ila, cantautrice genovese emergente che si esibisce
in coppia con il chitarrista Enrico Meloni: le canzoni suonano ben costruite,
basate su un’intimità solida e su una voce senza timore. L’esibizione
è dignitosa, anche se la ragazza è da risentire in studio, con una band
alle spalle, per verificarne la personalità.
Personalità che Brychan, non appena sale sul palco, dimostra di aver ricevuto
abbondantemente da madre natura e di aver sviluppato in maniera esponenziale.
Ad accompagnarlo, oltre ai “soliti” Gabriele Tommasini (basso) e Mimmo
Mellace (batteria), c’è Anthony Sebastianelli alla chitarra acustica:
quindi niente dei suoni elettrici ed elettronici, che hanno definito in
modo eclatante il disco appena pubblicato.
Già però dal secondo brano, che non a caso è la title track “Reel in between”,
è chiara la direzione del concerto: il suono è acustico, ma più pieno
di quanto Brychan abbia mai fatto. La voce entra con decisione nel ritmo
dei pezzi, spesso raddoppiato dall’accoppiata basso / batteria: quello
che su disco è un caleidoscopico susseguirsi di breakbeat, drum’n’bass,
funk e rock, viene ricreato con un lavoro sui ritmi più sviluppato e teso
di quanto sentito nei precedenti tour. Mimmo Mellace e Gabriele Tommasini
lavorano anche sulle armonie e sui cori facendo da contrappunto a Brychan,
che canta con la sua sinuosa scioltezza, ma si lancia spesso in parti
serrate, anche per pezzi solitamente dilatati come “Ar gael”: il canto
sfiora il rap e va molte volte in repeat con le propulsioni ritmiche della
band.
Notevole è la versione di “Popstars”, che assume un ruolo centrale nella
scaletta dichiarando apertamente le intenzioni dell’artista: “I abide
by the rhythm and the melody’s in my soul”. Il suono è reso coinvolgente
anche da uno humour esilarante, che mescola inglese, italiano e gallese:
con la stessa libertà Brychan si muove “veramente nel mezzo” della musica,
concedendosi anche una performance al basso in “Vendetta”.
Sia i pezzi nuovi che i cavalli di battaglia arrivano in versioni acustiche,
accentuati in quelle sincopi che sono il marchio di fabbrica del loro
autore. Così “Desert flower” è una botta secca ed asciutta che spinge
verso un drum’n’bass personalissimo, mentre “Catchee a sola” parte dal
suo ritmo flamenco e poi viene spezzata come non mai, mentre Anthony Sebastianelli
si produce in giri di chitarra spagnoleggianti.
Il vero highlight della serata è però “The push”, aperta e chiusa dai
rimandi morrisoniani di “The end”, ma soprattutto incattivita da una serie
di stacchi durissimi che scuotono La Casa. Stesso trattamento anche per
“Bad pink vibe” e poi chiusura in segno dell’intensità con il reggae spinto
di “Nothing lost”.
Se “Reel in between” è da segnalare come uno dei dischi dell’anno per
via del “nuovo” suono, il tour che ne sta derivando è la prova tangibile
della continua crescita di Brychan.
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