Ian Siegal

Ian Siegal

Baronissi / Festival Blues


18/07/2017 - di Giovanni Sottosanti
Per una volta punti il navigatore e direzioni la macchina verso sud, allunghi lo stivale verso il basso perché la musica non ha confini regionali. Scopri così che Baronissi, comune in provincia di Salerno, ospita da alcuni anni un Festival di Blues che ha il sapore delle cose semplici e la forza della passione.

 Ian Siegal invece arriva da Portsmouth, faccia da Mickey Rourke, sguardo da guascone, andatura ciondolante e ugola alla cartavetrata lubrificata a whiskey e sigarette, Muddy Waters tatuato sul bicipite sinistro e Howlin`Wolf sul destro parlano chiaro. Dai primi anni 2000 l`inizio di un`ascesa che l`ha portato a rivestire un ruolo sempre più rilevante nella scena blues, non solo british. Uno stile molto personale in cui il blues classico trova assist di tutto riguardo nel soul, nel r&b e nel r&r, non mancano incursioni verso territori tex mex e cantautorali, il tutto veicolato da una voce capace di passare da sonorità alla Tom Waits fino a Otis Redding. Un salto in avanti la sua carriera l`ha avuto indubbiamente quando ha sporcato il suo blues nelle acque limacciose del Mississippi e, con l`aiuto dei fratelli Luther e Cody Dickinson e di Alvin Youngblood Hart, ha dato alle stampe tre gioiellini come The Skinny (2011), Candy Store Kid (2012) e The Picnic Sessions (2015), in quest`ultimo era presente anche Jimbo Mathus, con cui ha realizzato nel 2016 l`altrettanto bello Wayward Sons.

 Stasera si presenta con la classica formazione due chitarre, basso e batteria, l`inizio è classic blues elettrico e vibrante, gli angeli custodi Muddy e Howlin` si affacciano sorridendo dai tatuaggi, con loro anche Stevie Ray, Buddy Guy, B. B. King e Albert King. Da Back Door Man a I Am The Train, Ian sfodera una presenza scenica brillante e una voce alla Tom Waits che cattura e scalda l`Anfiteatro Pino Daniele. Il primo colpo al cuore arriva con una Carmelita intensa e annerita, Warren e Willy a braccetto su una nuvola si fumano una cicca. She Got The Devil In Her ha il passo di uno slow blues sporco e assassino, in altri pezzi emerge invece il lato più soul e r&b del buon Ian. Uno dei momenti topici della serata è la riproposizione di Gallo Del Cielo, celebrato capolavoro di Tom Russell, canzone unica per senso epico e drammatico che accompagna la lunga cavalcata sonora. Il pezzo viene riproposto in chiave blues con accenti southern, che le conferiscono nuovi colori e rinnovata energia.

 Falling On Down Again apre le porte ad soul che più classico non si può, chiama a raccolta Sam Cooke, Otis Redding, William Bell e Marvin Gaye, per poi sfociare in una Bring It On Home To Me cantata in una strepitosa versione a cappella, brividi lungo la schiena e commozione sono incluse nel programma. I bis prevedono un omaggio al rock`n`roll di Chuck Berry e alle sue Nadine, Sweet Little Rock`n`Roller e Go Johnny Go. Un ultimo coniglio dal cilindro Ian lo estrae nel pezzo conclusivo, Warren Zevon e Warewolves Of London ululano al cielo che stasera la stella del Blues splende su Baronissi.

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