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Una
delle prime date del nuovo tour di Cristina Donà si
tiene alla periferia di Brescia in un Teatro Comunale
che registra il tutto esaurito. Sulla spinta del successo
che sta ottenendo "La quinta stagione" il pubblico riempie
la sala oltre ogni ordine di posto a conferma dell'attesa
che questa cantautrice sa creare attorno a sé con una
musica che come per incanto è sempre più sospesa tra
pop e rock.
La serata è aperta da una breve esibizione di Creme,
cantautore che ha esordito quest'anno con un disco a
cui ha prestato la sua voce la stessa Donà. Le quattro
canzoni proposte, chitarra-voce-armonica, confermano
i dubbi che ci aveva lasciato l'ascolto di "Sulla collina
puoi seppellire ciò che non ami più" mettendo sotto
gli occhi di molti dei presenti una debole tentativo
di stare in equilibrio tra folk americano e musica leggera
italiana. Non bastano qualche eco sulla voce e un'armonica
che fa il verso a "Nebraska" di Springsteen per dare
personalità: sono soprattutto i testi a non convincere
e a lasciare esterrefatti con un sarcasmo che dovrebbe
pungere e che invece rasenta ripetutamente la banalità.
Dopo quattro pezzi Creme si congeda tra qualche applauso
sin troppo generoso e lascia il palco a Cristina Donà
che apre il suo set con "Settembre", attaccata con la
sola voce e poi completata con la band in una versione
soffusa e molto suggestiva. Sin dalle prime canzoni
colpisce l'accurata professionalità dello spettacolo,
perfetto anche nei giochi di luce nell'assecondare ogni
mossa della cantautrice. La band è composta da signori
musicisti come Piero Monterisi (batteria e percussioni
già con la PFM), Stefano Carrara (cori, tastiere), Emanuele
Brignola (basso), Francesco De Nigris (chitarre) e Lorenzo
Corti (chitarre), quest'ultimo vera spalla destra della
Donà e responsabile con la sua Gretsch di molte delle
sfumature del suono.
La scaletta si sviluppa soprattutto sui brani dell'ultimo
disco e prende pieghe più pop che in passato quasi che
"La quinta stagione" stesse segnando nel cammino della
Donà un passaggio intermedio verso una fase altrettanto
ricercata, ma più leggera. Non a caso i momenti più
"forti" sono riservati a pezzi "vecchi" come "L'ultima
giornata di sole", "Stelle buone" o "Nido", quest'ultima
una delle cose migliori della serata con echi di e-bow
e squarci elettrici.
Da segnalare comunque una versione di "Come le lacrime"
che cresce sulla lap steel di Corti e una elegante "Non
sempre rispondo" in cui tra tastiere e fischio si fa
notare anche Stefano Carrara, rimpiazzato al basso da
Emanuele Brignola per via di un infortunio al polso.
Il set si chiude con una "Invisibile" che nel finale
sale scintillando a la Coldplay quasi a voler suggellare
l'incanto pop sviluppato in scaletta.
Nei bis la Donà esegue "Goccia" prima di scuotere con
le spinte di "Triathlon" e di "The Truman show". La
conclusione spetta alla forza cupa di "Ho sempre me",
che libera una tensione sopita. Quella che la Donà sta
incanalando nelle forme di un pop raffinato e ammaliante.
CREME
Sono o non sono un ribelle
Sulla collina
Tu che parli sempre tu non ascolti mai
La mia gente
CRISTINA DONÁ
Settembre
Migrazioni
I duellanti
L'ultima giornata di sole
Stelle buone
Come le lacrime
Universo
L'eclisse
Dove sei tu
Nido
Niente di particolare
Non sempre rispondo
Invisibile
Goccia
Triathlon
The Truman show
Ho sempre me |
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