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È
una serata che merita di essere apprezzata quella organizzata
al Circolo Magnolia, prima di tutto perché il ricavato
del concerto è destinato al progetto "Lamponi di Pace"
della Cooperativa Insieme, impegnata sul fronte della
ricostruzione postbellica nell'area di Srebrenica (Bosnia
Erzegovina).
A tema con l'intento benefico è l'esibizione di Gianmaria
Testa che ha pubblicato da pochi mesi "Da questa parte
del mare", un album centrato sulle migrazioni moderne.
Se il cantautore piemontese ha sempre usato le canzoni
per orientare il suo sguardo sui movimenti più o meno
interiori dell'uomo, in questo ultimo disco si è soffermato
sui forti spostamenti di popoli degli ultimi anni.
Prima di imbracciare la chitarra, Testa propone una
lettura di una poesia di Erri De Luca, "Naufragi", poche
parole che bastano a chiarire quale sarà il filo conduttore
del concerto. Nel corso della scaletta quel libretto
appoggiato su una cassa tornerà ad essere usato con
parsimonia, diventando veicolo di una lingua sobria
in linea con lo stile delle canzoni.
Chitarra acustica e voce, Testa comincia con una manciata
di pezzi dell'ultimo disco e la veste spoglia, quasi
spartana, ben si addice all'umanità sradicata che si
muove all'interno di "Seminatori di grano" e "Forse
qualcuno domani". Con una pennata asciutta, che si fa
secca in "Rrock", e un canto aspro, grave anche quando
sussurra, le interpretazioni creano un'intensità rispettosa
di chi oggi parte senza avere nulla davanti e dietro
a sé.
Poco alla volta Testa lascia emergere con pudore una
passione romantica, un bisogno d'amore ancora più forte
e vero perché unico motivo di vita: prima declama senza
retorica "Nessuna tu" del poeta Izet Sarajlic e poi
commuove nel profondo con "3/4" e "Extra-muros". Pur
limitandosi ad accompagnare con pochi accordi, Testa
calibra le canzoni sfiorando o calcando la chitarra
a seconda dei pezzi e cattura con una semplicità solida,
che non vacilla.
Che canti "parole di periferia", immagini incantevoli
o che racconti qualche aneddoto del suo passato, speso
a lavorare nelle stazioni, non ci sono cali di tensione,
anzi, ogni canzone, ogni verso, è legato all'altro in
una catena di significati umani: così la lettura di
"Valore" di Erri De Luca e "Il valzer di un giorno"
formano un tutt'uno che valorizza ogni forma e attimo
di vita, anche quello più sfuggente.
Un fischio accompagna "Gli amanti di Roma" e porta un
lieve sorriso sul volto del cantautore, che si concede
una "La ca sla colin-a" cantata "senza bluff" nel dialetto
piemontese delle sue origini. Ormai sciolto Testa esegue
"Il disertore" in equilibrio tra rabbia e delicatezza
e poi conclude con la "Miniera", giusto per ribadire
che "la sua canzone è il canto di un esiliato".
Richiamato sul palchetto del Magnolia, offre ancora
un paio di cammei, "Dentro la tasca di un qualunque
mattino" e "Sei la conchiglia", quest'ultima con le
dita che strisciano sulle corde della chitarra mentre
la melodia prende piano il largo. Di un mare attraversato
da uomini sempre più smarriti.
SET LIST:
Naufragi" (Erri De Luca)
Seminatori di grano
Rrock
Forse qualcuno domani
Il passo e l'incanto
"Nessuna tu" (Izet Sarajlic)
3/4
Extra-muros
Comete
Un aeroplano a vela
"Valore" (Erri De luca)
Il valzer di un giorno
Piccoli fiumi
Gli amanti di Roma
La ca sla colin-a
Il disertore
Miniera
Dentro la tasca di un qualunque mattino
Sei la conchiglia |
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