Massimo Priviero

Massimo Priviero

San Paolo D’argon (bg)


16/02/2008 - di Christian Verzeletti
MASSIMO PRIVIERO

16 febbraio 2008 - Auditorium Comunale - San Paolo D'Argon (BG) Un concerto di Massimo Priviero organizzato da Soffia Nel Vento è una scelta fortemente voluta, quasi logica se si pensa che il rocker italiano ha incluso nel suo ultimo disco una cover di quella "Blowing in the wind" da cui l'associazione bergamasca ha preso il proprio nome. Al di là delle "affinità elettive" ad accomunare queste due realtà è lo spirito, la fede in un tipo di musica che va dritta al cuore. Priviero è uno dei pochi testimoni di questo modo di fare rock nel nostro paese, soprattutto perché cantato in italiano: basta scorrere i titoli dei suoi dischi per intuire un messaggio fatto di resistenza e di perseveranza.
Forte della propria esperienza ventennale, Massimo presenta all'Auditorium di San Paolo D'Argon una scaletta in cui dà prova ancora una volta di quanto miri con coscienza e impegno a comunicare un suono e soprattutto un'idea di rock. Proprio per questo la serata è aperta da una versione di "Chimes of freedom" che fa risuonare l'eco di speranza di una musica dai grandi ideali: quella di Priviero è una celebrazione che prende forza dai grandi classici americani, omaggiati nel recente "Rock & poems".
Il rimando a Springsteen è evidente nel modo di stare sul palco, nel suono del pianoforte e in certi drive della band, ma è altrettanto chiaro che a Priviero sta a cuore una realtà vicina alla sua vita, alla gente del suo paese. "Ciao amore ciao" di Tenco, presentata nell'originale testo "pacifista", e "Italia libera" rivendicano la storia di un popolo che non vuole affondare nel qualunquismo imperante.
Per trasmettere l'urgenza di questo messaggio Priviero si appoggia ad una band che spinge con forza sul rock mainstream concedendosi anche alcuni slanci induriti per aumentare l'impatto dei brani: il suono, a tratti molto enfatizzato anche dal synth, serve per creare forti intensità, come succede in "Spari nel cielo" (debitrice allo Springsteen di "City of ruins") e ne "La strada del Davai", importante pezzo sulla ritirata dalla Russia (in cui comunque avrebbe suonato meglio una vera fisarmonica). Sul palco non si gioca al risparmio: Priviero si rivolge al pubblico, suda e prolunga volentieri i pezzi come "Suonando sui marciapiedi" eseguita in medley con "Twist & shout".
L'idea è quella di ribadire il concetto primario del rock: comunicare buone emozioni. Ed è quello che fanno a più riprese Priviero e i suoi, producendosi in ritornelli da cantare in coro sull'onda di classici "sha-la-la". Un inno da cantare insieme diventa quindi "Blowing in the wind" che, prima di essere declamata, viene iniziata con chitarra e voce per ricordare gli esordi da menestrello del rocker veneto.
In chiusura le interpretazioni migliori: "Biglietto di un musicista di strada", in versione acustica con tre chitarre (di cui una slide), e un'intensa "Nikolajevka" a rinsaldare un'idea di memoria storica e di solidarietà celebrata per un'ora e mezza. Si aggiungono un paio di bis: la cover di "We shall overcome", vera e propria prova di forza vocale, e una reprise di "Dolce resistenza" ancora più battuta per lasciare dentro ai presenti l'eco di quello spirito che non vuole smettere di soffiare.
In una realtà come quella italiana, in cui il rock è spesso suonato a sproposito, Massimo Priviero è veramente uno che parla al vento: è in quella direzione, sempre verso l'alto, che lui canta e suona. Con tutta la sua carica mainstream.
SET LIST:
Intro
Chimes of freedom
Dolce resistenza
Nessuna resa mai
Ciao amore ciao
Italia libera
Spari nel cielo
La strada del davai
San Valentino
Suonando sui marciapiedi / Twist & Shout
L'ultimo ballo
Blowing in the wind
Biglietto di un musicista di strada
Nikolajevka

We shall overcome
Dolce resistenza




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