Alla faccia dell’´ensemble di sfigati´ ridotti a chiamare il fonico ´salvaci tuuu´: testuali parole di Giorgio Canali, scherzando a proposito del fatto che il gruppo senza il fonico sarebbe perso! Infatti il concerto di Giorgio Canali & Rossofuoco è stato un vero e proprio manifesto di vitale rock’n’roll: energia pulsante, che non richiede la perfezione tecnica e che si esprime senza farsi penalizzare dalle scelte negli arrangiamenti, non sempre troppo indovinati (la prima parte di ´Precipito´ ad esempio è troppo rallentata per rendere giustizia alla vis del brano).
Immaginatevi un Keith Richards dalla chioma fulva che prende a testate il microfono e gustatevi lo spettacolo. Questa immagine dà l’idea di cosa il 52enne Giorgio è in grado di fare sul palco e di come sia bello vedere al suo fianco una band giovane, affiancata, dal vivo, dal violino del ´maestro´ Andrea Ruggiero. D’altro canto Canali in ambito musicale ha spesso e volentieri aiutato le realtà emergenti, basti ricordare le produzioni per Verdena e Le Luci della Centrale Elettrica.
Il repertorio presentato non tralascia nulla della produzione con i Rossofuoco, non si limita a mera vetrina per l’ultimo disco ´Nostra signora della dinamite´. Pezzi come ´Questa è la fine´, abbandonano le cupe striature dei dischi per acquistare una dimensione live fatta di elettricità e ruvidezza, mentre brani come ´Mostri sotto il letto´ e ´No pasaran´ diventano vere e proprie bombe melodiche da concerto. Il palco regala quindi una nuova veste ai brani, nell’entusiasmo generale del pubblico. E forse è proprio questa la miglior lezione che un pezzo di storia del rock italiano come Canali può offrire: un concerto rock non è l’esecuzione dal vivo di un disco, non è fatto di suoni puliti, impeccabili e senza sbavature. Un concerto è una stella danzante impazzita, ´magnifica mentre precipita´ (parafrasando ´Precipito´) sul pubblico, che deve sorprendere.
Certo, stavolta è mancato il sangue che sgorga dalla fronte a causa delle microfonate (come è successo nella data frusinate), ma tutto sommato può andare bene anche sorseggiare gin con succo d’arancia.