Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

Napoli, Casa della musica

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15/10/2011  |  di Francesco Bove

Sono dieci anni che chi vi scrive segue ininterrottamente Francesco De Gregori, probabilmente per affetto e voglia di rivivere un'adolescenza ormai alle spalle. In dieci anni sono cambiate molte cose nel live del cantautore romano, in particolar modo la sua presenza scenica e gli arrangiamenti più rockeggianti. Dal tour “Fuoco Amico”, infatti, il suono live s'è più imbastardito, è divenuto più aguzzo e la voce, col passare degli anni, è sempre più pastosa e bella.

Dopo l'evento romano con Sparagna alla Sala Santa Cecilia di cui vi abbiamo dato notizia, il nuovo tour vede impegnato De Gregori e la sua band esclusivamente in pub e in club, un tentativo interessante di avvicinarsi quanto più alle nuove generazioni. Non osa molto con la scaletta ma, in compenso, i nuovi arrangiamenti sono degni di nota : una Rimmel che sembra essere un classico reggae, Buonanotte fiorellino a tempo di marcetta, Titanic con intro dixieland.

Come ha avuto modo di dire in un'intervista, a sessant'anni un artista o si diverte o smette di suonare e lui, in questo tour, sta dimostrando di divertirsi ancora come agli inizi, ha la verve di un ragazzino e sta instaurando un rapporto molto più stretto col proprio pubblico, segnatamente con i giovani, sfruttando molti meccanismi che il 2.0 oggi ci offre. Ha dichiarato che avrebbe voluto scrivere “Vita spericolata”, “Volare” o “Azzurro” ma canzoni come La donna cannone – in questo tour eseguita pianoforte, voce e violino – La Storia o Alice sono entrate nell'immaginario collettivo al punto che il pubblico giovanissimo di Napoli le ha cantate come se fossero un inno.

Ma le canzoni di De Gregori sono bellissime per il fatto di essere sempre attuali. D'altronde, ha sempre detto di parlare di attualità attraverso i suoi testi e, infatti, canzoni come Vai in Africa, Celestino, alla luce dei fatti di Roma, o Tempo Reale, considerando gli ultimi giorni del nostro governo, sembrano scritte da pochissimo e - a dispetto di chi vuole De Gregori non impegnato come altri suoi colleghi cantautori – riescono a comunicare più di un editoriale o di una trasmissione politica.

Insomma, una serata meravigliosa con tanto di “black out” tecnico sulla Donna Cannone (poi rieseguita dopo una decina di minuti) e un saluto a Bob “che ha inserito questa mia traduzione in un suo album” sulla struggente Non dirle che non è così.

Il fan magari potrebbe restare deluso per l'esclusione dalla scaletta di alcuni pezzi meno conosciuti ma in un live di De Gregori sono gli arrangiamenti ad avere la meglio e, ancora una volta, l'artista ha vinto sul cantautore.

 

 

 

 

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