Daniele Biacchessi, Marino E Sandro Severini

Daniele Biacchessi, Marino E Sandro Severini

Magenta (Mi) - Decibel


15/09/2017 - di Marcello Matranga
Un sodalizio che si ripete, sempre col medesimo, ottimo, risultato. Già perchè quello tra Daniele Biacchessi e i fondatori e leader dei Gang, è un rapporto che si è costruito nel tempo, fatto di stima e amicizia, oltre che da una visione democratica ed anche utopistica che vorrebbe un mondo basato almeno sulla giustizia e non trasfigurato da perenni depistaggi e manomissioni che sono ormai l’amara realtà che ci circonda.

Rapporto si scriveva, partito anni fa, con un primo spettacolo teatrale, Il paese della vergogna datato 2007, proseguito un paio di anni dopo con Passione reporter. Passano altri due anni per vedere nuovamente insieme i nostri con Storie dall`Altra Italia, cui si aggiunge la presenza di Massimo Priviero, e sempre nello stesso anno, il 2011, arriva anche Orazione civile per la Resistenza, questa volta con la presenza solo in alcune date dei Gang. L’ultima puntata si era consumata con Giovanni e Nori, nel 2014, con i Severini bros, Gaetano Liguori e Giulio Peranzoni.

Alcuni di questi spettacoli hanno trovato una trasposizione anche su CD. Cosa che sarebbe auspicabile anche per questo interessante e riuscito Radio ’77, che prende spunto da due accadimenti che citeremo senza un ordine specifico, nel senso che non necessariamente il secondo sia conseguenza del primo. La nascita delle radio libere nel nostro paese, che è in realtà da ascriversi al 1975, ma che arrivano al culmine della loro importanza proprio nel 1977 (e vedremo poi il perchè), è la pubblicazione dello stupendo Calibro ’77 ad opera dei Gang che, grazie all’amore dei propri fan, hanno potuto realizzare un sogno di Marino, ovvero rimettere mani a canzoni “importanti” del cantautorato, e non solo, di quegli anni.

E così ecco nascere naturalmente uno spettacolo come Radio ’77 che offre il racconto di un anno, il 1977 appunto, in cui l’utopia di un sogno rivoluzionario (o presunto tale) arrivò al culmine, grazie all’importanza ed al supporto delle radio libere, quanto meno quelle politicamente schierate a sinistra, tanto che le stesse vennero in molti casi, accusate di essere fiancheggiatrici e guida nelle azioni sfociate nella violenza. Ed il racconto, per quanto inevitabilmente parziale essendo concentrato nell’ambito di uno spettacolo teatrale/musicale, porta alla luce squarci di una memoria che è giusto conservare per capire l’illusione di movimenti che, pur nello stesso ambito di sinistra, furono antesignani nelle divisioni di una scena politica come quella attuale, ma che già da tempo immemore si trascina nello sfascismo interno.

E la voce narrante di Biacchessi, uno che la radio libera sà da sempre cosa sia stata avendo contribuito a fondarla (Radio Lombardia, Radio Centrale e via dicendo….), è perfetta per far calare lo spettatore in squarci che si aprono nel corso di un racconto cui fanno da contraltare le canzoni interpretate da Marino Saverini, che, affiancato dalla sapiente maestria chitarristica di Sandro, apre il meraviglioso capitolo di Calibro ’77, contribuendo in maniera altrettanto fondamentale alla perfetta trasposizione storica. Ecco quindi scorrere, una dopo l’altra tutte le canzoni del disco, creando un sapore che sfocia anche nella nosalgia. Sarebbe bello poter vedere Radio ’77 in una forma ancor più ampia, nel racconto come nella parte musicale, e portarlo in ambiti, magari come quelli scolastici, per spiegare cosa sia stato un periodo storico che già oggi, a soli 40 anni di distanza, mostra ancora di essere una pagina ricca di sfumature che andrebbero colte ed approfondite, ma certamente non lasciate ingiallire dall’oblio.
La prossima rappresentazione sarà a Milano il 28 settembre al Teatro della Cooperativa.
Non perdete l’occasione di vedere uno spettacolo del genere.Perdereste un’occasione.