 |
BRYCHAN
15/06/03,
VILLA VENIER
SOMMACAMPAGNA (VR) |
Una
delle caratteristiche della musica di Brychan è sempre stata la purezza
di cui trasudano le canzoni, soprattutto quando vengono eseguite su un
palco, a piedi nudi, come lui è solito fare.
A Villa Venier, in occasione della quarta edizione di “Cibo per la mente”,
promossa dall’Associazione Culturale Lucignolo, Brychan ha presentato
un filmato in cui ha reso evidente ai presenti come la sua purezza sonora
derivi da un’atteggiamento interiore e personale: per circa una mezz’ora
il gallese ha parlato, in un italiano buffo, di un progetto avviato nella
sua terra per convertire una tenuta agricola in un agriturismo ecosostenibile.
La cosa, interessante e “pazza”, è che il modello degli alloggi è il teepee
degli Indiani d’America, per fornire un contatto con la natura e per promuovere
l’idea di un turismo più etico.
Alternativo, ingenuo, naive, spontaneo: sono tutti aggettivi, che, nel
loro senso più positivo, si addicono a quest’idea, ma anche a Brychan
stesso e alla sua musica.
E la musica non è mancata, anzi, è arrivata come rinvigorita dalla cornice
fornita dalla presentazione e dal luogo: già l’iniziale “Night of 1000
dreams” ha creato un’atmosfera in cui il vibrafono di Roberto Celi ricamava
trame lunari, mentre la voce di Brychan si muoveva, con molta più scioltezza,
come un animale stregato.
In scaletta è stato incluso anche qualche nuovo brano (“Real in between”,
“Popstars”, “Diamonds”), che Brychan esegue ormai da tempo dal vivo, e
che dovrebbe finire nel prossimo disco, in uscita dopo l’estate e prodotto
da Paolo Benvegnù.
Come suo solito, Brychan ha infarcito le canzoni di vocalizzi e anche
di simpatiche presentazioni, per coinvolgere un pubblico, in verità molto
tranquillo, forse (troppo) rilassato dall’ambiente circostante.
Il concerto è stato comunque notevole per intensità e per energia: Brychan
è riuscito a “spaccare”, come dice lui, con una versione di “Popstars”
al limite di un rap personalissimo e con qualche ballata dilatata, di
grande atmosfera e spessore.
Gran parte dell’energia trasmessa dal palco proviene dal drumming di Mimmo
Mellace, perfetto nel tirare la band, ma anche nel gestire i momenti più
evocativi con le sue percussioni. Esemplare è stata un’improvvisazione
carica di groove, condotta con il basso di Gabriele Tommasinni, e con
la chitarra fuori tono di Brychan.
Il finale è stato tutto un alternarsi di improvvise vampe e di fresche
brezze con la citazione di “The end” ad aprire e chiudere “The push”.
D’altronde la musica di Brychan è fuoco ed acqua, terra e cielo: logico
quindi che sprigioni la forza di questi elementi con tanta vitalità. Chi
è avvezzo ai concerti del gallese sa come queste caratteristiche possono
tradursi in riflessi che sono psichedelici e spirituali allo stesso tempo.
Chi invece incontra Brychan per la prima volta, come la maggior parte
dei presenti a Villa Venier, può rimanere esterefatto e trovare appena
le forze per chiedere qualche bis.
“Piece of mind” e “Wade” sono così arrivate senza farsi pregare, la prima
con la sua carica di singolo pop spontaneo e raffinato, mentre la seconda
con un’atmosfera raccolta che ha chiuso come in un cerchio quello che
era cominciato con “Night of 1000 dreams”, anzi, ancora prima con la presentazione
di un progetto che in ogni senso è stato parte organica della serata.
SCALETTA:
NIGHT OF 1000 DREAMS - SWINGERS - REAL IN BETWEEN -
SELF DESTRUCTION - CATCHEE A SOLA - AR GAEL - POPSTARS - LITTLE BITTER
SKIRT - ANIFAIL - DIAMONDS -
THE END / THE PUSH - BAD PINK VIBE
PIECE OF MIND - WADE
|
|