Gang

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Fiano Romano / Borgo Rock Festival


14/07/2017 - di Giovanni Sottosanti
Se in fondo ad un lungo viaggio con traffico intenso e code trovi ad accoglierti un borgo piccolo e fresco, allora la stanchezza trova ristoro e con essa anche la fame e sete. Se poi sul palco del Borgo Rock Festival di Fiano Romano sono di scena i Gang, sai bene che sarà una serata in cui l`intelletto e la coscienza verranno continuamente chiamate ad uscire dal letargo e ad abbandonare la pigrizia in cui abitualmente le abbiamo rinchiuse, ma sai anche che in ogni caso ti porterai a casa qualcosa di utile, anche solo uno spunto, comunque qualcosa da cui ripartire. Il pubblico non è numeroso e non tutti sono interessati a quello che avviene sul palco, alcuni seguono distrattamente e senza partecipazione emotiva, ma non è un problema per Marino, lui va avanti come un treno e tra Bandito Senza Tempo e La Pianura Dei Sette Fratelli non si stanca di ribadire concetti vecchi ma sempre attuali, come la Resistenza che passa anche attraverso L`Ottavo Chilometro e la storia di Wilfredo Caimmi fino Alle Barricate, omaggio alla resistenza della città di Parma nel 1922.

La classe operaia trova la sua celebrazione in Non Finisce Qui, canzone denuncia per le morti da amianto, mentre Sesto San Giovanni è preceduta da un accorato invito nel ritrovare la dignità che la classe operaia ha perso per un utile più immediato. La dignità come possibilità di rinascita "i sogni di mio padre contadino ora alzano le mani", la memoria come fonte obbligatoria a cui attingere. Paz è il sincero e commosso omaggio ad Andrea Pazienza, uno che oggi avrebbe avuto qualcosa di significativo da dire, quel "non ti sei perso niente" certifica in poche parole l`ennesima sconfitta dei nostri tempi. Marino insiste sull`importanza di essere noi stessi attori principali della nostra storia e di non farla scrivere da chi può manipolarla a proprio uso e consumo. Oltre non è  solo il titolo di una splendida canzone contenuta in Le Radici E Le Ali, ma anche l`invito a riprenderci la nostra libertà "questo grande freddo/dai nostri cuori vedrai se ne andrà/ verrà un nuovo giorno/ e bruceremo queste città".

La memoria è anche il 77, che non ha portato solo il piombo delle pistole, ma anche meravigliosi cantori come Claudio Lolli e Giorgio Gaber, omaggiati in Io Ti Racconto e I Reduci, canzoni fatte proprie da Marino e Sandro e perfettamente integrate nel loro canzoniere. È un attimo arrivare al finale, Comandante e Kowalsky celebrano i sogni, la voglia e capacità di inseguirli sempre per poterli realizzare "dormi e sogna senza rumore/fino a quando un raggio di sole/ti abbraccerà`" , "è solo un sogno/che non riesco a catturare/è solo un sogno da decifrare/è solo un sogno/che non riesco a ricordare/è solo un sogno/o qualcosa in più? ".

I Fought The Low chiude definitivamente la serata, all`interno del pezzo inserti di Blowing Down That Old Dusty Road e This Land Is Your Land, perché Woody Guthrie era un altro che non le mandava certo a dire in termini di antifascismo e il 14 luglio era il suo compleanno. Un concerto dei Gang è sempre e comunque qualcosa in più, un motivo valido per fare dei km e riflessioni importanti da portarsi dietro.

Foto di Maurizio Bisozzi