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In
questo periodo non facile per la musica, soprattutto
per quella dal vivo, non sono in molti a cercare
di proporre delle serate in grado di elevare il
tasso d’interesse culturale di un semplice concerto.
E purtroppo non sono in molti a recepire la proposta,
anche tra i cosiddetti appassionati.
Bisognerebbe capire che di questi tempi la musica
ha bisogno di andare in controtendenza e di lanciare
sfide di qualità: chi lo fa, per ora, deve mettere
in conto il rischio di trovarsi con un pubblico
ridotto.
È quello che è successo alla Festa dell’Unità
di Leno, dove gli Yo Yo Mundi si sono esibiti
in una serata centrata sui brani di “54”, romanzo
dei Wu Ming che la band di Acqui Terme ha musicato
e pubblicato l’anno scorso.
Va prima di tutto dato merito a chi osa organizzare
queste date atipiche e poi ai musicisti pronti
a suonare senza condizioni esclusive: essendo
infatti “54” un disco di musiche e letture, il
suo ambiente ideale sarebbe a teatro e non in
un parco all’aperto di fronte ad un centinaio
di persone sparse su un prato.
Nonostante lo spazio che separava il palco dai
presenti, gli Yo Yo Mundi hanno comunque offerto
uno spettacolo che ha catturato l’attenzione:
il pubblico ha seguito tanto le parti musicali,
per lo più strumentali, quanto quelle recitate,
dimostrando interesse e condivisione per una storia,
la nostra, che si è in dovere di conoscere.
Personaggi e canzoni, parole e immagini si sono
alternati senza una trama precisa, seguendo il
filo rosso di un’epoca che in molti oggi vogliono
riscrivere, se non dimenticare. Il continuo apparire
e scomparire di storie legate al 1954 è stato
reso possibile dalla videoproiezione delle fotografie
di Dario Berveglieri e dalla presenza dell’attore
Fabrizio Pagella, calatosi anche in quelle parti
che su disco erano interpretate da altri.
Bravi gli Yo Yo Mundi a innescare con le loro
musiche le suggestioni di una storia nascosta,
che è apparsa a tratti surreale da tanto è ancora
ignorata. L’emarginazione dei partigiani, le stragi
dimenticate, la fondazione del KGB, l’avvento
del consumismo, il ruolo della TV, la creazione
di miti da parte dei media: sono stati questi
gli argomenti a cui “54” ha ridato vita delineando
le caratteristiche che stiamo ancora vivendo del
secolo scorso.
Non c’è stata nostalgia né alcuna retorica militante
grazie anche all’approccio raccolto della band
che è passata da un suono all’altro con continuità,
dal respiro popolare del tema conduttore alle
parti più rock di certi pezzi strumentali a la
Thin White Rope (che ormai fanno parte del DNA
degli Yo Yo Mundi dai tempi di “Percorsi di musica
sghemba”). Non sono mancati momenti divertenti,
come alcuni siparietti recitati e mimati da Fabrizio
Pagella in coppia con Paolo Enrico Archetti Maestri
(“Il paperotto” e “Tarantella della deposizione
spontanea”).
Fondamentale ancora una volta nell’unire rock
d’autore e musica popolare è stato il ruolo svolto
dalla fisarmonica di Fabio Martino. Flessioni
cantautorali e sprazzi di rock, suoni programmati
e canzoni si sono susseguiti con un’intensità
rispettosa e delicata, ormai propria degli Yo
Yo Mundi.
Giunti al termine di “54”, i protagonisti sono
stati trattenuti sul palco da un lungo applauso
e hanno salutato con “Se muoio stanotte (Ettore
alla battaglia di Porta Lame)”, un brano inedito
che si può trovare in download sul sito dei Wu
Ming (www.wumingfoundation.com). È stato l’ultimo
pezzo di storia, di una storia che continua e
che gli Yo Yo mundi stanno già portando avanti
con l’ultimo loro lavoro di “Resistenza”, uscito
da poco in occasione del 60° della Liberazione.
Scaletta:
Tema
di 54
Resteremmo
qui per sempre
Non
c’è nessun dopoguerra
Wu
Ming
Bao
Dai
Napoletania
Musiche
per un televisore rubato
Ettore,
Stella Rossa vince
Tema
di 54: Angela e Robespierre
Il
generale Serov era in cima
KGB
Lo
specchio
Il
gioco del mondo
Il
sopracciglio inarcato di Cary Grant
This
is a spy story
Tarantella
della deposizione spontanea
Ad
ogni modo il tempo
Il
paperotto
Robespierre
Niente
comunismo, Don Salvatore
Tema
di 54: i sogni di oggi, i sogni di ieri
Se
muoio stanotte (Ettore alla battaglia di Porta
Lame)
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