Peppe Servillo, fabrizio Bosso, Javier Girotto
Mauro Battisti, Rita Marcotulli, Mattia Barbieri
Memorie di Adriano
Live @ Dal Verme– Milano 14 maggio 2012
Serata da romanzo storico quella del 14 maggio anche se, a ben vedere, non ci si riferisce all’imperatore romano di origine spagnola ma ad un cantante di origine lombarda che fa parte integrante del codice genetico della canzone italiana moderna.
Che di un pezzo di storia si tratti non ci sono dubbi; il Clan di Celentano, primo esempio di musica indipendente in Italia in tempi ampiamente anticipati, compie cinquant’anni e merita certamente una degna celebrazione.
Peppe Servillo & C. realizzano un progetto stimolante rivedendo in chiave jazz alcuni passaggi importanti della carriera del molleggiato.
La scaletta del concerto propone classici come 24.000 baci, Una carezza in un pugno, Storia d’amore, Pregherò, Il ragazzo della Via Gluck, Il problema più importante, Sotto le lenzuola, Azzurro, Un albero di trenta piani insieme a passaggi forse meno ricordati come Una storia come questa e Chi ce l’ha con me; il tutto con un chiaro minimo comun denominatore: la musica di Celentano oltre le barriere dei generi e degli anni Sessanta.
L’approccio ai brani dilata la forma canzone tramite le struttura classiche del jazz post bop; si inizia col tema e, se previsto, col canto e poi partono i chorus improvvisati con l’alternanza dei solisti tra i quali fanno la parte del leoni Girotto (sax soprano e baritono, molto interessante e vivace in questa seconda veste), Bosso alla tromba ed una eccellente Rita Marcotulli al piano, grande nel modulare il proprio ruolo tra ritmo, armonia alterata e melodia.
Nello sviluppo delle linee orizzontali spesso il tema della canzone viene abbandonato mantenendo però una coerenza con l’impianto di fondo ed evitando la sensazione della divagazione fine a se stessa; forse talvolta c’è qualche cromatismo di troppo, i fiati inseguono molte note (ogni tanto troppe) e qualche prolissità oggettivamente c’è ma la classe e la freschezza delle basi resta prevalente.
Da sottolineare la sezione ritmica con Mattia Barbieri alla batteria, molto spinto sui piatti e quindi molto delicato e lirico, e con Mauro Battisti al basso, nel non facile ruolo di rimpiazzare un infortunato Furio Di Castri; Mauro è riuscito perfettamente nell’intento sostenendo la parte del beat in modo impeccabile e permettendosi anche qualche intervento sull’arrangiamento.
Peppe Servillo offre infine un’interpretazione diremmo suggestiva del cantato; tutti ricordiamo la verve malandrina e monella di Adriano nel proporre i propri pezzi, unita comunque sempre ad un impegno di fondo.
Peppe vira le esecuzioni con un mood più partenopeo, disincantato e teatrale, rendendo leggeri i passaggi giocando magistralmente con il retrogusto. Istrionico ma anche riflessivo e quindi convincente.
La tecnica delle esecuzioni è al di là di ogni dubbio e discussione; il cast è stellare in tutti i sensi ed assistere ai gesti in diretta risulta incantevole. I dettagli e le sfumature sono numerosi e la sensazione è quella di assistere alla rinascita di un patrimonio che forse avevamo cristallizzato in troppi luoghi comuni.
Fortunatamente l’evento è stato documentato sia su CD che soprattutto su DVD; questo permetterà a molti di vivere un’esperienza artistica davvero originale il cui valore aggiunto principale è, a nostro avviso, l’aver chiarito che unire leggerezza ed impegno è possibile ed utile a vantaggio di tutti.