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Grant-lee Phillips  Opening Act By Hayward Williams

Grant-lee Phillips Opening Act By Hayward Williams

Ferrara / Sala Estense


14/02/2017 - di Giovanni Sottosanti
Il Castello di Ferrara si staglia imponente e orgoglioso, slanciato verso il cielo limpido. La serata è fresca ma piacevole, i passi sul selciato risuonano ovattati e lenti, il cuore trattiene le emozioni appena vissute per assaporarle lentamente e fino in fondo. Serata preziosa come un diamante quella appena andata in scena alla Sala Estense, sul palco due esempi di cantautorato americano con la A maiuscola, personaggi tanto schivi e poco appariscenti quanti unici e di valore. Apre Hayward Williams nientemeno che dal Wisconsin, alle spalle già cinque dischi e un nome ormai affermato nel firmamento dei songwriter, fisico esile, voce profonda e scura, canzoni intime e personali, acquarelli dai colori autunnali a dipingere un tratto artistico semplice ma efficace ed estremamente espressivo. A coadiuvarlo efficacemente in un paio di brani l`amico J. Hardin, habitus e look da Music From The Big Pink. Dura più o meno una mezz`ora il set di Hayward, con brani tratti prevalentemente da Haymaker (2012) e The Reef (2014), gli ultimi due lavori.

Quando Grant-Lee Phillips guadagna il palco, mi rendo subito conto che l`approccio scenico è completamente diverso rispetto all`esibizione dello scorso anno a S. Costanzo. In quella serata regalò un`esibizione bellissima, però molto compassata e rigorosa, sul palco c`era il Grant-Lee prettamente storyteller, questa sera ho visto la sua versione più rocker e spigliata, pur mantenendo inalterate le capacità di incantare il pubblico con ballate dolci e sognanti. Il rocker è uscito fuori nell`atteggiamento con cui ha affrontato il suo glorioso passato di marca Grant Lee Buffalo, pur armato di una semplice chitarra acustica ha rivestito Fuzzy, Mighty Joe Moon, Mockingbirds e Jupiter & Teardrop di un vigore e di una freschezza sorprendenti, modulando la voce da consumato fuoriclasse ha toccato vette altissime per ricadere poi in neri anfratti dell`anima.

Ciarliero, spiritoso e ben disposto verso il pubblico ha tenuto tutti incredibilmente appesi alla sua voce e alle corde della chitarra, non un momento di stanchezza o di calo di tensione mentre sfogliava le perle del suo ormai corposo repertorio, dalla doppietta iniziale di Tennesse Rain e Smoke & Sparks, a Mona Lisa, per passare a Cry Cry, Happiness, San Andreas Fault e via dicendo, colpi da fuoriclasse, il menestrello di Duluth e il Crazy Horse canadese possono lasciare ormai che l`allievo si accomodi alla loro tavola. Circa un`ora e mezzo di piacere allo stato puro, nel momento in cui si spengono le luci e il pubblico lentamente defluisce percepisco un senso di leggerezza e di ripienezza allo stesso tempo, la musica ha ripreso a correre al ritmo dei km della mia auto.

Grazie per le foto e il video a Antonio Ruotolo