Management Del Dolore Post-operatorio

Management Del Dolore Post-operatorio

Bagni di Tivoli (RM) - Dissesto Musicale


13/05/2017 - di Arianna Marsico
Vidi la prima volta dal vivo i Management del dolore post operatorio durante il tour di I Iove you (2015). E mi piacquero molto, anche se notai da parte di Luca Romagnoli ancora qualche incertezza sul palco, come se non fosse totalmente a suo agio. Li rivedo quasi due anni dopo e non posso che constatare con piacere che invece ora Luca è pienamente padrone del palco, un Virgilio in questa commedia poco divina e molto umana che è l’universo dolente e sarcastico dei  Management del dolore post operatorio. Facendo da detonatore alle emozioni ed all’energia della musica del duo, splendidamente supportato  da I MURI.

Il mio corpo  inizia a (surri)scaldare l’aria già rovente, e La pasticca blu è un missile dritto al bersaglio, che mi fa pensare al punk chimico dei Prozac+, a quel lasciarti andare a pogare senza pensare a niente, anche se a sentire le parole ci sarebbe da pensare eccome. Vieni all’inferno con me  l’inferno lo scatena nel locale, è crudele e trascinante e rende appieno l’ipocrisia  di rituali che dovrebbero essere autentici (“la mia famiglia con il velo nero pensa :uno stronzo di meno”) , sbeffeggiando ogni stereotipo sull’Aldilà.  Scuola cimiteriale e Amore borghese portano  di nuovo ad  Un incubo stupendo, con Il tempo delle cose inutili, malinconica eppure vibrante.  Le storie che finiscono male assume sul palco una maggiore teatralità, soprattutto nell’ultima storia finita male, quella di un bambino. Crea inoltre il terreno perfetto per il soffio de Il vento, un’altra storia che “andrà a finire male, succede quasi sempre, a quelli che amano la vita disperatamente”. Luca canta a braccia tese, per un attimo è Icaro che ancora non si è bruciato le ali. E dopo la caduta nel mare, si corre verso il precipizio di Un incubo stupendo, una canzone sull’amore vero, sull’equilibrio instabile di ogni giorno. Lontana dal “ giovane e libero amore” cantato subito dopo, quasi  un rabbioso inno all’autodeterminazione femminile. L’altro lato della medaglia è Norman, nichilista e drammaticamente vera. Visto che te ne vai viene presentata come una catarsi dedicata a “chi va affanculo” e cantata da tutti col dito medio alzato. Esagerare sempre è una folata allegra (“la dieta falla tu”) prima di Naufragando, onirica. Dal sogno all’incubo surreale/iperreale il passo è breve, con Pornobisogno
(“Ho fatto il test dell`HIV, amore/E non capisco perché tu ti allarmi/Senza un motivo/
Se ti ho detto il risultato è positivo”
), martellante e disturbante. Auff è giocosamente irridente. Oggi chi sono accompagna all’atto finale,  Lasciateci divertire. Che fa da summa al pensiero della band, al miscuglio impazzito di contraddizioni, voglia di divertirsi, bisogno di tenerezza, orgoglio, voglia di mandare tutto al diavolo.

Stasera però ha vinto la voglia di divertire, di dare il massimo, alla faccia di chi vince sempre.

 

Setlist

Il mio corpo

La pasticca blu

Vieni all’inferno con me

Scuola cimiteriale

Amore borghese

Il tempo delle cose inutili

Le storie che finiscono male

Una canzone d’odio

Il vento

Un incubo stupendo

Il mio giovane e libero amore

Norman

Visto che te ne vai

Esagerare sempre

 

Naufragando

Pornobisogno

Auff

Oggi chi sono

Lasciateci divertire

 

Foto: Daniele Di Mauro

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