Roccella Jazz Festival 2011

Roccella Jazz Festival 2011

ROCCELLA

12/08/2011  |  di Francesco Bove

Per gli appassionati di musica, l’estate è sinonimo di festival ma, soprattutto, jazz. In Italia l’offerta non manca ma non sempre la qualità è garantita e, dopo la virata commerciale di Umbria Jazz, rimangono pochi festival storici sicuri. Rumori Mediterranei è uno di questi e da trentuno anni garantisce sempre un cartellone di tutto rispetto,  live set originali e soprattutto unici. Anche quest’anno, dal 12 al 20 agosto, la cittadina di Roccella Jonica s’è animata di tante persone desiderose di ascoltare buona musica e godersi il sole e il mare della Calabria. Il risultato è vincente.

 Il titolo di quest’edizione è Unitàlia-in-attesa, dai molteplici significati, che ben rappresenta lo spirito del Roccella Jazz. Si parla, però, di un’Italia diversa, multiculturale, legata alle proprie radici ma desiderosa di contaminarsi con altre tradizioni. Gli spettacoli all’Auditorium hanno proprio posto l’accento sui pensatori della nostra nazione puntando su una commistione teatro-musica che non ha mancato di emozionare il pubblico presente in sala. Oltre ad Epta di Nicola Piovani, spettacolo di punta, è stato particolarmente interessante lo spettacolo di David Riondino e Massimo Donà (presente col suo quartetto con l’aggiunta del sax di Francesco Bearzatti) dedicato ad un pensatore sconosciuto, Andrea Emo.

Quest’anno, oltre alle consuete location del Teatro al Castello e Auditorium, il festival ha piantato le tende al Porto delle Grazie offrendo, nella prima parte della kermesse, una serie di set particolari, lontani dal mainstream. L’apertura è tradizionalmente affidata alla cittadina di Reggio Calabria che, quest’anno, ha visto come protagonisti Al Di Meola e Danilo Rea con Flavio Boltro. Cercherò in questo report di evidenziare gli eventi più significativi della kermesse facendo una rapida panoramica sui concerti tenuti al porto.

La serata del 14 agosto, in due set, ha fatto una breve panoramica sullo stato del jazz europeo contemporaneo passando dai Tingvall Trio, uno dei pochissimi gruppi jazz tedeschi, che fa dialogare il jazz minimalista con il pop da camera strumentale definendo un genere inconsueto.

Il progetto Hear in Now, tutto al femminile, animato dalla contrabbassista Silvia Bolognesi, collaboratrice abituale dei progetti di Tiziana Ghiglioni, vede come ospite la bravissima e apprezzata cantante di Chicago, Dee Alexander e affronta coraggiosamente il discorso post-free innervandolo di melodie atipiche e sghembe altrimenti intraducibili nel linguaggio del jazz. Un set delirante e definito, che ha saputo comunicare con i presenti.

Il 15 agosto è stato il turno dei Sidony Box, giovanissimi, che potrebbero ben essere definiti "power jazz", e di Monica Salmaso, una delle interpreti della MPB più autorevoli della sua generazione. Il suo set - per inciso uno dei migliori del festival - ha alternato choro, bossa nova, forrò, samba e musica popolare venezuelana grazie all´aiuto del pianista André Mehmari, che ha all´attivo un capolavoro come Miramari, del pandeirista Sergio Krakovski e di Teco Cardoso, famoso per il suo suono personalissimo del clarinetto.

Tanti i classici affrontati dalla cantante di Sao Paulo, a partire da Pra que discutir com madame, suonata anche dal cello samba di Jaques Morelenbaum, fino a Insensatez di Tom Jobim. Il pubblico è in visibilio e la richiama sul palco diverse volte. Alla fine, resta un bel ricordo di una notte verdeoro.


Vediamo adesso singolarmente le serate del Teatro al Castello:


17.08.11 Roberta Gambarini Quartet "So in love"

Un ottimo inizio, una delle cantanti italiane più accreditate all´estero e un ensemble da paura. Il grandissimo Victor Lewis alla batteria, collaboratore di Stan Getz, e una serie di standard inanellati uno dopo l´altro fino alla classica Estate e alla meravigliosa On the sunny side of the street. Forse troppo tecnica per i gusti di chi vi sta scrivendo ma piacevole.


17.08.11 Eddie Gomez Quartet "Omaggio a Scott La Faro"


Il Roccella Jazz è unico per i suoi progetti originali che si alternano sul suo palco ma l´omaggio sentito e commovente di Eddie Gomez ha colpito tutti. Contrabbassista virtuoso e dal tocco personale, Gomez ha trascorso un lungo periodo nel trio di Bill Evans sostituendo degnamente La Faro, calabrese di Siderno. Tra composizioni dello stesso La Faro e alcune produzioni originali, il set si contraddistingue per lo swing e alcune improvvisazioni memorabili, tra cui alcuni assolo di batteria di Nasheet Waits
 

18.08.11 Cristina Zavalloni + Radar Band, ospite Cyro Baptista

Cristina Zavalloni è una cantante atipica ed eccessivamente eccentrica. Il progetto proposto a Roccella è stato una passeggiata tra ricordi jazz, suggestioni "avan-classiche" e pose teatrali ma, nonostante l´aiuto simpatico ed apprezzato del percussionista brasiliano Cyro Baptista, non è andato a segno. I brani, pur essendo testualmente interessanti, tardavano a decollare, non toccando le corde emotive del pubblico. 


18.08.11 Ahmad Jamal

Il nome di punta di Roccella Jazz, il concerto migliore. Chi vi scrive non ha smesso di muoversi, dimenarsi sulla propria sedia per lo spirito percussivo e trascinante del set. E´ difficile immaginare che un uomo di ottantun anni riesca ad avere tanta energia in corpo ma chi ha assistito al live in questione, è rimasto sbalordito. Ritmi ossessivi, armonie mai scontate, un insolito modo di suonare il pianoforte, Jamal è il jazz, nel senso più vero del termine. L´Africa che incontra l´America, il fraseggio insolito e ostinato, la pienezza delle note suonate fino in fondo. Un´ora e trenta di concerto con tanto di Poinciana e But not for me come bis finali. Applausi fiume alla fine e un abbraccio accorato che il pubblico di Roccella ha voluto regalare ad uno dei maestri del jazz.


19.08.11 Jaques Morelenbaum Cello Samba Trio

Altro progetto interessante e raffinato che sta girando il mondo in lungo e largo è il Cello Samba Trio di Morelenbaum che ripropone gli standard della bossa nova con Lula Galvao alla chitarra e Rafael Barata alla batteria. Morelenbaum si tuffa a capofitto nel canzoniere di Tom Jobim, Caetano Veloso e, tra i vari, Joao Donato (con la stupenda Sambou sambou) aprendo con Samba de uma nota so e proponendo pezzi da novanta come Brigas Nunca Mais, Retrato em branco e preto, Coraçao Vagabundo, Outra vez o la riuscitissima - e fedele - Tim tim por tim tim di Heraldo Barbosa. Nonostante sia  passato un po´ in secondo piano rispetto al secondo evento della serata, è stato parecchio apprezzato e non ha mancato di scaldare i cuori della platea.


19.08.11 Moni Ovadia "Senza Confini Ebrei e Zingari"

Il teatro a Roccella è sempre stato un tassello fondamentale e imprescindibile ed è sempre stato contaminato con la musica e la poesia. Moni Ovadia presenta un progetto originale sull´altro, una personale battaglia contro ogni razzismo. Nel suo recital, Ovadia legge e racconta storie, canta canzoni del popolo rom supportato da solisti che hanno accompagnato in maniera virtuosa la narrazione. E´ un esercizio di memoria quello che ci propone Ovadia, una prospettiva diversa con cui confrontarsi e dialogare, una testimonianza importante valida sempre.

Il calvario degli zingari e la loro condizione non ancora riconosciuta sono il leit-motiv dell´intero lavoro e, grazie anche alla graffiante ironia del narratore, la loro storia di emarginazione viene paragonata con leggerezza calviniana a quella degli italiani in America scardinando, appassionatamente, ogni luogo comune su questo popolo pacifico.


20.08.11 Chiara Civello & Jaques Morelenbaum

Un set da pianobar, come è stato definito da uno dei presenti. Effettivamente, non è andato molto lontano. Concerto piacevole, voce, chitarra e violoncello e innumerevoli strizzate d´occhio al pubblico. Non solo canzoni di Chiara Civello ma anche Coraçao Vagabundo di Caetano Veloso e Il cuore è uno zingaro, standard della musica leggera italiana portato al successo da Nada.

Niente di particolarmente interessante, la Civello suona troppo (quando dovrebbe limitarsi al canto) ed è troppo protagonista. Alla fine, quel che resta è un set elegante ma pretenzioso, musica da attesa per il vero evento della serata.
 

20.08.11 Piovani dirige Piovani

Il premio oscar s´era già fatto apprezzare all´auditorium col progetto Epta ma l´evento della kermesse era questo lavoro con l´orchestra nazionale dei conservatori italiani. Poco più di un´ora (bis compresi) e una cavalcata rapida sui sentieri delle migliori colonne sonore del compositore premio oscar. Un concerto impetuoso, toccante con un Piovani - un po´ spaesato, a dire il vero - a dirigere un´orchestra di giovani ragazzi felici di partecipare alla serata. A parte la direzione - non proprio impeccabile - la scaletta ha visto come protagonisti celebri brani come Ginger & Fred, La voce della luna, il pluribissato La vita è bella e una rarità, Il generale, che forse, stando alle parole di Piovani, non verrà più eseguito. Apprezzabile ma prescindibile.

Roccella Jazz Festival 2011



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