Band Of Horses

Band Of Horses

Musicdrome (mi)

12/03/2008  |  di Vito Sartor

BAND OF HORSES

12 marzo 2008 - Musicdrome (MI)

Ecco come un'esibizione dal vivo può farti cambiare idea sul messaggio musicale di una band, forse una delle tante che vengono importate dagli USA, ma che dal vivo stravolge completamente ogni aspettativa senza però ribaltare quello che è il significato della loro musica. Il gruppo in questione si chiama Band Of Horses, viene da Seattle e forse "Cease To Begin" non è neanche stato uno dei dischi più belli usciti nel 2007: rimane il dubbio di non averlo ascoltato con le orecchie giuste, a giudicare dal pubblico accorso e dai i pezzi cantati a squarcia gola dai ragazzi delle prime file. Se non altro per la magnifica performance di questa sera, siamo rimasti completamente plasmati davanti a questo stupendo sipario pop-rock.
Ben Bridwell, Rob Hampton e soci non si risparmiano, si lanciano immediatamente nelle forme tradizionali di un rock autorale con grande scioltezza. La voce del front-man è alta e potente tanto da immortalare momenti emozionanti attraverso due ballate tratte da "Everything All The Time" (2006): "Monster" si accende sulla steel guitar tormentata da Ben, mentre in "The First Song" le chitarre di Rob ricoprono le melodie puntando sulla potenza di un suono elettrico alla Young.
Quando il singolo "Is There a Ghost" alza un polverone di consensi, il gruppo si lascia trasportare poco dal proprio soul affidandosi agli schemi del pezzo e forse commettendo una delle poche imprudenze della performance: il momento è inquadrato come una foto istantanea in cui la band rinuncia al proprio stile libero e dinamico.
La tecnica dimostrata è comunque eccellente, anche quando i cinque ritornano a ricalcare la durezza del rock come succede nel ritornello di "Great Salt Lake" introdotto da una nuova metrica, o nelle aperture chitarristiche di "Funeral" e in "Island on The Coast", in cui emerge la mole sonora delle keyboards di Ryan Monroe. Le tastiere, spesso volte a funzione di contorno, diventano in più occasioni protagoniste dell'impianto melodico dei Band Of Horses. E non solo: in un brano il tastierista si erge in prima persona all'interno di una ballata da brivido con piacevoli inserimenti seventy e blues.
Ben Bridwell continua a tenere alto il tono della sua voce e si fa guidare dai ritmi sostenuti dei compagni come succede nei tempi duplicati del folk di "The General Specific"; è palpabile la sua emozione quando si impegna ad interpretare quel mondo irreale, fantastico e immaginario cantato in "Ode To LRC", in linea con il pubblico intero ("The World is such a beautiful place").
I Band of Horses si sono così accaparrati i consensi del pubblico italiano (i fans provenivano da tutto il Nord Italia) e hanno terminato il set mettendo in evidenza la loro dote migliore, ovvero il lato sognante di un folk di tanto in tanto innovato come nelle versioni live di "Marry Song" e "Cigarettes Wedding Bands".
Alla fine hanno potuto permettersi anche una chiusura in tutta rilassatezza, giocata tra di loro sul palco con tanta complicità attraverso una cover dei Them Two, "Am I a Good Man".

Band Of Horses



Leggi anche:

Recensioni:

Live:

Pyxel.it Marte Live A Buzz Supreme http://www.protosound.net Mk Records