Fabrizio Coppola

Fabrizio Coppola

Milano


11/10/2005 - di Vito Sartor
Fabrizio Coppola

11 Ottobre 2005 - Goganga (Milano) Abbiamo conosciuto Fabrizio Coppola quando girava per locali a presentare il suo disco d'esordio, "La Superficie delle Cose", un lavoro deliziosamente imperfetto che lasciava intravedere troppi elementi di miglioramento. Allo stesso tempo lo stile dell'artista spiccava per la sua semplicità e immediatezza, ma questa affermazione ci viene facile ora che ha raggiunto con successo creativo la fase più difficile della carriera di un cantautore, ovvero l'uscita del secondo disco.
Fabrizio Coppola ha scelto la musica per poter approfondire la vita di tutti i giorni, che passa attraverso i rituali di una Milano sempre più fredda e grigia: questo è il concetto chiave che ci viene consegnato alla festa di presentazione dell'album mentre attacca con "Tutto Resta Uguale". Dietro l'assetto rock di matrice americana, non fatichiamo a riconoscere le varie fasi dei processi lavorativi che hanno portato alla confezione del disco: spiccano prima il lavoro di scrittura e poi la sensibilità artistica, la ricerca di un intimismo meditato attraverso l'emotività umana delle canzoni.
Per Coppola oggi è un giorno importante, una di quelle serate in cui guardi in faccia tutte le persone che ti vogliono bene e che sono venute a sostenerti. L'emozione di questi istanti gliela si legge negli occhi, nella tensione del volto, e questa energia la ritorna ai presenti attraverso l'espressione sonora: canta sicuro i brani che aprono "Una Vita Nuova", come "La Città che Muore" o "Non ci Sei Più" condita con l'immancabile armonica. Dal palco giungono vivaci i racconti di quei personaggi che popolano le sue canzoni, un crogiolo di vicende umane che ruotano attorno alla grande città, vista nei particolari dei suoi occhi.
Ascoltando le nuove canzoni cresce la certezza che le sonorità più dolci e orecchiabili sono funzionali ad un'atmosfera avvolgente: così Fabrizio racconta le storie di uomini ("Il Migliore") e di donne ("Radici") fino a calarsi nel profondo intimismo della dolce "1973", guardando in faccia i protagonisti di quella vicenda che oggi sono lì a sentirlo in un clima di grande occasione. Lui però non si limita ad interiorizzare i posti dove vive, ma vaga in continuo movimento tra un brano e l'altro, tra un luogo e l'altro, e arriva ad introdurre "Cerco Ancora Te" che sarà presto accompagnata da un clip girato nelle prime ore del mattino presso Polo, oggi archeo-industriale, del petrolchimico di Marghera.
Man mano i quattro sul palco si scaldano, si alza il livello qualitativo: le impennate di puro rock si sciolgono nella matrice autorale e divertono tutti anche se la pessima acustica del locale spesso e volentieri si mangia la ritmica della batteria. La soluzione è fare leva sugli strumenti, divertendosi e facendo divertire: la seconda parte dello show case libera per un attimo i momenti riflessivi, supera le soluzioni di rock americano (Fender - Armonica) per lasciare spazio alla passione cantautorale.
Un breve tuffo nel passato ci fa rispolverare "Lungo i Viali", "Volontà" e "La Superficie delle Cose", tratte dal precedente lavoro, mentre una cover di Tom Petty, "The Apartment Song", smaschera il carattere scherzoso, seppur introverso, di questo ragazzo che all'età di 31 anni continua a "giocare con i suoi amici a fare la rock band" (parole sue).
Avendo avuto la fortuna di seguire la sua evoluzione, notiamo miglioramenti nella voce, che si è fatta più morbida, e nelle atmosfere meno ruvide, che oggi lasciano spazio a suoni più caldi e raccolti senza rinunciare alla carica di un rock importante, teso solo quando serve a rinforzare i ritornelli e i picchi melodici. Anche il lavoro con i musicisti che lo hanno accompagnato è sorprendente: Ale Annibale (basso e cori), Corrado Solarino (tastiere e cori) e Fabio Deotto (batteria) mettono a disposizione la complicità di una vera band. Tutto questo fa sperare, anzi, pare già una conferma della crescita di questo ragazzo.

Un ringraziamento particolare va a Giuseppe Fabris per tutta l'assistenza e Patrizia Carzaniga per le bellissime foto.
Scaletta:
Tutto Resta Uguale
Non Ci Sei Più
Lungo i Viali
Il Migliore
La Città che Muore
Cerco Ancora Te
Non Mi Aspetto Niente
La Superficie delle Cose
Il Dolore che non Hai
The Apartment Song
Volontà
Radici
1973
Esplode La Gioia  

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