Brunori Sas

Brunori Sas

Parco Tittoni, Desio


11/07/2013 - di Laura Bianchi
ARRIVEDERCI TRISTEZZA. ARRIVA BRUNORI SAS

“Io proprio non so che ci troviate voi giovani di bello in un mio concerto, perché vi piaccia: sono depresso, sovrappeso, ho quasi quarant’anni…”; Dario Brunori, alias Brunori Sas, dal palco di Villa Tittoni a Desio  (location suggestiva in un parco vicino a Monza, benedetta dalla prima vera serata estiva, illuminata da una splendida luna piena), incalza il suo pubblico, accorso per ascoltarlo dal vivo,  perché lo segue da anni, oppure perché incuriosito dall’eco suscitata dal suo ultimo lavoro, Il cammino di Santiago in taxi. E in effetti può sembrare strano il fatto che moltissimi siano i ventenni presenti, che cantano apparentemente spensierati le storie agrodolci presentate dal cantautore cosentino, al suo terzo disco dall’esordio, nel 2009: invece la risposta può ricercarsi proprio nell’empatia con cui Brunori si immedesima nelle storie di tutti, che non hanno età né caratterizzazione geografica, ma sono popolari.

La chiave pop (nell’accezione più autentica e genuina del termine) permette di decifrare anche lo stile musicale con cui si esprime Brunori, accompagnato da una validissima band, i suoi compagni – come li definisce lui - Stefano Amato al basso, Massimo Palermo alle percussioni  - stranamente alla destra del palco, e non nella consueta posizione centrale arretrata -,  Mirko Onofrio a ogni genere di fiati – probabilmente il vero valore aggiunto di questo live -, Dario Della Rossa alle tastiere – forse penalizzate da un’acustica non sempre ottimale – e la compagna anche di vita Simona Marrazzo a cori e aggeggi vari, che si cimenta in una versione samba dell’hit anni Settanta Un’estate fa. Il concerto fila via piacevole e senza cedimenti, in un precario, ma riuscito equilibrio fra la volontà di accontentare le richieste del pubblico (come nei bis Guardia 82 e Rosa, pretesa a gran voce fin dall’inizio del concerto) e il desiderio di proporre un percorso più intimista e riflessivo, che vede Brunori validissimo pianista (Kurt Cobain, struggente ballata dai toni esistenzialisti, è forse il momento più alto – e il meno compreso dal pubblico - della serata).

Non mancano nemmeno gli intermezzi in cui Brunori presenta un lato ironico ed umoristico, con folgoranti battute su quanti, fra il pubblico, vivono il concerto attraverso un cellulare o una videocamera (“Questo pezzo lo eseguiamo con una tecnologia innovativa: è il primo pezzo che si può vedere DIRETTAMENTE CON GLI OCCHI, e non col cellulare! Potete ascoltarlo subito qui, e non su Youtube!!”), o su coloro che seguono i pezzi con le braccia conserte “come tanti Mastro Lindo”; inoltre, Brunori si rivela anche un potente chitarrista hard rock, nel suo rifacimento di Back in Black, con tanto di presa in giro dei rockers che enfatizzano la loro performance con smorfie e gesti esagerati.

Il mondo di Brunori sta tutto in questa ventina di canzoni: amori finiti male, amori accettati nonostante le amarezze inevitabili del tempo che scorre via, amori con riserva; e ancora, vite marginali, eroi minimi e spesso perdenti, ma resistenti; oppure, nostalgie di un’infanzia della speranza e di una periferia dei sentimenti, che dal vivo, grazie a un’intesa perfetta fra l’artista e la band,  si tingono di armonie sorprendenti e suggestive e di un’ironia disincantata, ma mai acida, perché condita della dote migliore per un artista: l’autoironia.

SETLIST

Arrivederci tristezza

Le quattro volte

Fra milioni di stelle

Amore con riserva

Come stai

Kurt Cobain

Nessuno

Pornoromanzo

Lei, lui, Firenze

Paolo

Mambo reazionario

Una domenica notte

Un’estate fa

Italian Dandy

Tre capelli sul comò

Il Santo Morto

Bis:

Guardia `82 (con Nicolò Carnesi)

Rosa

Si ringrazia Luca Tavecchia per le foto e i video. 










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