Miraspinosa

Miraspinosa

Sala Polivalente Isu - Brescia

11/05/2002  |  di Andrea Salvi

MIRASPINOSA
11.5.2002 Sala polivalente ISU - Brescia

Metti una serata universitaria, organizzata con tanto coraggio e passione quanta ingenuità. Un passaparola che è un sussurro, e troppi posti in sala risultano vuoti, un vero peccato. Ci si ritrova quindi in pochi, una cinquantina di persone sparpagliate in un auditorium, questa sera troppo grande, troppo spoglio.
I tre Miraspinosa salgono sul palco in punta di piedi, con una pacatezza che lascia in realtà trasparire l’emozione di un incontro segreto, l’aspetto più irreale della sua intimità.
Il brano d’apertura, "Fallen", a differenza della versione in studio acquista spessore ed energia grazie all’introduzione della chitarra di Pier Paolo Enzo e ad una voce, quella di Mirka Valente, in ottima forma. La scaletta del concerto, folgorante, pesca a piene mani dall’ultimo album "Duel", lanciando solamente uno sguardo minimale sull’album d’esordio - di oramai 5 anni fa - del quale vengono riproposte "Fa male", con un riarrangiamento più funzionale alle nuove sonorità del gruppo, e le sempre emozionanti "Metal sun" e "Aghàr piàr milegha". Il restante è un brano inedito cadenzato e particolare che può indicare un possibile ulteriore sviluppo originale nel linguaggio del gruppo, prossimo alla pubblicazione del terzo album.
Se la peculiarità delle esibizioni live dei Miraspinosa sta nel particolare equilibrio che sanno ottenere nel dosaggio di sonorità che - chitarra a parte - sono interamente sintetiche, l’effetto complessivo si rivela di assoluta originalità, grazie ad una vocalità in continua evoluzione, senza pari nel nostro panorama musicale, più battagliera e dolce di Bjork, più incisiva e versatile di Elizabeth Fraser, perché sono questi gli unici termini di paragone possibili.
"Distanze" e "Va tutto bene" sono un brivido: la prima energica e potente con un basso felicemente in evidenza, la seconda implode in mille suggestioni, con Mirka inginocchiata e sognante su un trame elettroniche mai così calde, grazie alla sapiente regia di Filippo d’Este. La parete bianca sullo sfondo e le solo accennate luci pastello rendono suggestivi i brani più raccolti, suggerendo giochi d’ombre intorno alla figura della cantante, che con assoluta semplicità riesce a tenere il palco quasi ipnotizzando i presenti.
Diversamente, nelle occasioni più movimentate, "Waves" su tutte, il gruppo soffre un poco del distacco proprio dell’ambito teatrale, un peccato questo ma anche un rischio da mettere in conto quando la propria proposta musicale supera le barriere delle canoniche distinzioni tra musica "pop", "d’ascolto" e "da ballo".
In un’ora di concerto i Miraspinosa si raccontano in musica: i propri sogni, le difficoltà, le speranze. I presenti ricambiano, rapiti, al termine. La felicità di aver scoperto qualcosa di prezioso in una serata qualunque, ad un’improbabile festa universitaria, ha reso magico questa occasione, e al termine l’unanime impressione non può che essere di gratitudine nei confronti di un gruppo che ha scelto di porre il valore e la propria sincerità artistica al di sopra di qualunque altra qualità.

 

>> Miraspinosa:                         
- Mirka Valente: voce
- Filippo d’Este: elettronica
- Pier Paolo Enzo: chitarra elettrica

Foto: Marco Baratti
>> barattistuta@yahoo.it <<


Scaletta <<
1) Fallen
2) Overflow
3) Fa male
4) Insane
5) Mantras
6) Waves
7) Distanze
8) Metal sun
9) Va tutto bene
10) Not afraid
11) Aghàr piàr milegha a

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