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Metti
una serata universitaria, organizzata con tanto coraggio e passione quanta
ingenuità. Un passaparola che è un sussurro, e troppi posti in sala risultano
vuoti, un vero peccato. Ci si ritrova quindi in pochi, una cinquantina
di persone sparpagliate in un auditorium, questa sera troppo grande, troppo
spoglio.
I tre Miraspinosa salgono sul palco in punta di piedi, con una pacatezza
che lascia in realtà trasparire l’emozione di un incontro segreto, l’aspetto
più irreale della sua intimità.
Il brano d’apertura, "Fallen", a differenza della versione in
studio acquista spessore ed energia grazie all’introduzione della chitarra
di Pier Paolo Enzo e ad una voce, quella di Mirka Valente, in ottima forma.
La scaletta del concerto, folgorante, pesca a piene mani dall’ultimo album
"Duel", lanciando solamente uno sguardo minimale sull’album
d’esordio - di oramai 5 anni fa - del quale vengono riproposte "Fa
male", con un riarrangiamento più funzionale alle nuove sonorità
del gruppo, e le sempre emozionanti "Metal sun" e "Aghàr
piàr milegha". Il restante è un brano inedito cadenzato e particolare
che può indicare un possibile ulteriore sviluppo originale nel linguaggio
del gruppo, prossimo alla pubblicazione del terzo album.
Se la peculiarità delle esibizioni live dei Miraspinosa sta nel particolare
equilibrio che sanno ottenere nel dosaggio di sonorità che - chitarra
a parte - sono interamente sintetiche, l’effetto complessivo si rivela
di assoluta originalità, grazie ad una vocalità in continua evoluzione,
senza pari nel nostro panorama musicale, più battagliera e dolce di Bjork,
più incisiva e versatile di Elizabeth Fraser, perché sono questi gli unici
termini di paragone possibili.
"Distanze" e "Va tutto bene" sono un brivido: la prima
energica e potente con un basso felicemente in evidenza, la seconda implode
in mille suggestioni, con Mirka inginocchiata e sognante su un trame elettroniche
mai così calde, grazie alla sapiente regia di Filippo d’Este. La parete
bianca sullo sfondo e le solo accennate luci pastello rendono suggestivi
i brani più raccolti, suggerendo giochi d’ombre intorno alla figura della
cantante, che con assoluta semplicità riesce a tenere il palco quasi ipnotizzando
i presenti.
Diversamente, nelle occasioni più movimentate, "Waves" su tutte,
il gruppo soffre un poco del distacco proprio dell’ambito teatrale, un
peccato questo ma anche un rischio da mettere in conto quando la propria
proposta musicale supera le barriere delle canoniche distinzioni tra musica
"pop", "d’ascolto" e "da ballo".
In un’ora di concerto i Miraspinosa si raccontano in musica: i propri
sogni, le difficoltà, le speranze. I presenti ricambiano, rapiti, al termine.
La felicità di aver scoperto qualcosa di prezioso in una serata qualunque,
ad un’improbabile festa universitaria, ha reso magico questa occasione,
e al termine l’unanime impressione non può che essere di gratitudine nei
confronti di un gruppo che ha scelto di porre il valore e la propria sincerità
artistica al di sopra di qualunque altra qualità.
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Miraspinosa:
- Mirka Valente: voce
- Filippo d’Este: elettronica
- Pier Paolo Enzo: chitarra elettrica
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Foto:
Marco Baratti
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barattistuta@yahoo.it <<
Scaletta
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1) Fallen
2) Overflow
3) Fa male
4) Insane
5) Mantras
6) Waves
7) Distanze
8) Metal sun
9) Va tutto bene
10) Not afraid
11) Aghàr piàr milegha a
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