James Maddock

James Maddock

Besozzo -Teatro Duse / Malnate Scuole Nazario Sauro


11/02/2016 - di Aldo Pedron
JAMES MADDOCK, DAVID IMMERGLUCK, ALEX VALLE

featuring : Tac Tic band e Coro Mani Bianche

11 Febbraio 2016, Teatro Duse – Besozzo (Va)

12 Febbraio 2016, Aula Magna Scuole Medie Statali Nazario Sauro – Scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih - Malnate (Va)

 

UNO SPETTACOLO NELLO SPETTACOLO

Uno spettacolo nello spettacolo é quello a cui ho assistito e ci hanno omaggiato per due sere consecutive, James Maddock e soci( come previsto) ma inaspettatamente anche da dei ragazzini disabili (dai 9 ai 15 anni credo) sul palco a suonare e cantare con il linguaggio dei segni e tutto ciò mi è sembrato semplicemente sorprendente, educativo, piacevole e commovente.

James Michael Alexander Maddock, persona squisita, englishman di Leicester (ndr. città diventata famosa e alla ribalta in questi giorni perché la squadra locale di calcio che milita nella Premier League, ovvero nella massima serie del Campionato inglese è prima in classifica ed è allenata da Claudio Ranieri, allenatore italiano!) è nato il 21 Giugno 1962 ma residente (per amore di una donna con cui si è poi lasciato) dal 2003 a New York City, si è prestato molto volentieri e con entusiasmo a questa parade della Tac Tic band e di questi ragazzi fenomenali che hanno suonato, cantato e scherzato con lui prima, durante e dopo il concerto. La serata di Besozzo era organizzata da Luca Guenna, cantante, cantautore, affetto da Parkinson, instancabile promotore di iniziative benefiche (di recente ha raccolto la somma ingente di 35.000 Euro, fondi devoluti a varie associazioni per la ricerca sulla malattia di Parkinson) e fautore di un interessante Festival estivo di WOODinSTOCK a Ternate (Va) insieme per l’occasione ad Alessandro Gusmini, collaboratore di WOODinSTOCK, qui al mixer e in veste di coordinatore del piacevolissimo concerto. WOODinSTOCK per chi non lo sapesse ancora, è un’associazione di Promozione Sociale e benefica nata dall’idea di Luca Guenna per combattere la malattia di Parkinson. Alessandro Gusmini insieme a Luca Guenna invece hanno suonato e cantato in America nel 2014 e nel 2016 dividendo il palco con James Maddock (Willie Nile, Garland Jeffreys, Joe D’Urso, Joe Grushecky, ecc.) al Paramount Theater di Asbury Park, da cui nasce il naturale aggancio e la promessa mantenuta di ricambiare l’invito con due serate con lo stesso James Maddock a Besozzo e Malnate.

A Besozzo i ragazzi disabili e con deficit della Tac Tic band hanno aperto la serata eseguendo da soli e con entusiasmo, coadiuvati da un’ottima insegnante, Cristina Bulgheroni Axé che mostrava loro il linguaggio dei segni, ben 4 brani: Kia Hora Te Marino (un motivo di Christopher Tin tratto dal suo album vincitore di due Grammys Call all dawns del 2009 ed ispirato dal linguaggio e dai proverbi Maori), Everybody di Lorenzo Bertocchini, Jambo Bwana (african song) e l’Ombelico del Mondo di Jovanotti. I tredici ragazzi hanno costituito una sezione percussiva elevata con tanto di Djembè, congas, tamburi, bonghi, xilofono, timpano, piatto, cassa, batteria e piccole percussioni varie e con un solo ragazzino al metallofono (idiofono a percussione) dal tocco e suono scintillante. Luca Guenna che aveva introdotto il concerto si è esibito a sorpresa con un repentino cambio di programma, in uno dei suoi sogni avverati, cantare cioè in coppia con James Maddock e con il solo accompagnamento alla chitarra acustica di Alessandro Gusmini, Always on my mind, un classico che Elvis Presley interpretò nel 1972.

La Tac Tic band (a Besozzo) e il Coro Mani Bianche (a Malnate) fanno parte della Associazione La Nostra Famiglia, due progetti educativi e musicali nati per dare voce e spazio a bambini e ragazzi che presentano deficit di vario tipo. Il risultato da quello che si è visto e sentito è più che lusinghiero tenendo aperto la porta della speranza per questi giovani.

L’associazione La Nostra Famiglia è dislocata sul territorio italiano con 29 sedi in diverse Regioni e in particolar modo la Tac Tic band in questione fa parte della sede di Vedano Olona (Va) e che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità, soprattutto in età evolutiva.

Tutto ciò non ha minimamente distolto lo sguardo o il pensiero al clou della serata con un artista, James Maddock, davvero eccellente, primordiale, che ancora una volta se ce ne fosse stato ancora bisogno, ha dimostrato e confermato la bontà della sua musica.

Lasciate le fuliginose East Midlands inglesi ed approdato a New York, James Maddock ha esordito alla guida dei Wood incidendo per la prestigiosa etichetta Columbia (Sony) l’album Songs from Stamford Hill (1999) da cui vennero tratte due fortunate canzoni Never a Day che apre la colonna sonora del film Serendipity del 2001, (in italiano Quando l’amore è magia) e Stay you nel Serial TV Dawson’s Creek.

Niente faceva però presagire che per il capitolo successivo avremmo dovuto aspettare il 2009. Da allora e negli ultimi 7 anni James ha ritrovato l’ispirazione regalandoci dischi e ballate di sorprendente freschezza. La sua partecipazione diverse volte al tour benefico Light of Day soprattutto sul palco del Paramount Theater di Asbury Park, che vede spesso promotore lo stesso Bruce Springsteen, Alejandro Escovedo, Joe D’Urso, Joe Grushecky & The Houserockers, Willie Nile, Garland Jeffreys, Israel Nash Gripka ed altri ancora (spettacolo in cui può capitare di dividere il palco e duettare con il Boss), lo hanno messo particolarmente in luce.

Il trio internazionale ed inedito di James Maddock alla voce e chitarra, David Immergluck al mandolino, chitarra e coro e Alex Valle al dobro che si è esibito qui in Italia per l’occasione, è risultato in perfetta forma e ben variegato. James Maddock dal canto suo è autore di una manciata di canzoni davvero ragguardevoli e di spessore, ben confortato da una voce graffiante ed intensa a conferma di un personaggio illuminato ed illuminante che andava sicuramente seguìto nei suoi concerti italiani e su disco dove nel nuovo millennio ci ha dispensato con ben 7 ottimi album. Il rocker si è ora sicuramente ritagliato un ruolo da protagonista nel panorama del songwriting mondiale. James, artisticamente parlando, è sicuramente figlio di un tenace  cantautorato anni ’70 della Grande Mela e dintorni: il primo Bruce Springsteen, Steve Forbert, Billy Joel, Southside Johnny, Dirk Hamilton, Willie Nile, Garland Jeffreys. Strana la vita, piena di sorprese, cicli e ricicli, ma con Bruce Springsteen, Willie Nile e Garland Jeffreys, addirittura, James Maddock oggi spesso si trova a collaborare, cantare dal vivo e incrociare le strade. La sua voce, ed un fondo di verità c’è, è stata paragonata a Rod Stewart e a Van Morrison di cui lui è un fervente ammiratore.

David Immergluck, lo si visto spesso qui in Italia, in 5 tour con James Maddock, innumerevoli volte per la sua nota attività nei fenomenali Counting Crows di cui è chitarrista sin dagli anni ’90, con i Monks of Doom e con i Camper Van Beethoven, ancora una volta si è dimostrato partner ideale per James Maddock regalandoci pregiate finezze e dolci ricami, scorribande acustiche, alternando a seconda dei pezzi la chitarra acustica o il mandolino. Alex Valle completa qui il trio oltre ad essere stabile da oltre 10 anni nella band di Francesco De Gregori, polistrumentista eclettico già collaboratore di Lucio Dalla, nella Dalla-De Gregori reunion del 2010, con Alan Sorrenti, Vernice, Enrico Ruggeri, Luigi Grechi, Little Tony, Chris White, Steve Philips, Richard Bennet e Greg Trooper impreziosendo l’inedito ensemble con il suo dobro.

Dopo alcuni anni trascorsi invano ad Austin, Texas, James è ritornato a New York Ciry in pianta stabile ed é proprio New York City la sua indiscutibile musa ispiratrice. E’ qui nella Grande Mela che James Maddock ha scritto splendide ballate urbane come Stars Align, Fragile, Chance, Mr. Universe, Sunrise on Avenue C, Straight Lines e When the suns out, autentiche e pregevoli perle nonché veri e propri piccoli capolavori.

Le canzoni di James Maddock, un inguaribile romantico del rock and roll, parlano e raccontano di vita vera, vissuta, di fragilità umana, di sogni, delusioni e speranze, di malinconici chiaroscuri ed un lirismo superbo. Come pochi altri James sa cantare le albe sulla Avenue C di New York (poco lontano da dove lui vive) e in un flashback ricordare le brume del suo Leicestershire (Leicestershire Mist dall’album Another Life del 2013). La sua musica é una perfetta sintesi della scena folk-rock statunitense.

Nonostante a Besozzo e Malnate, in queste due occasioni e nel tour italiano 2016, non ci sia una full band a supportare James Maddock, una formazione elettrica in cui solitamente emergono le sue magnifiche ballate grazie ai preziosi tocchi di chitarra e di pianoforte (Oli Rockberger su tutti), questo trio unplugged non fa rimpiangere la versione elettrica dimostrando che James Maddock e David Immergluck con il supporto di Alessandro Valle (Alex) sanno il fatto loro e qui le canzoni brillano lo stesso di luce propria anche in questa versione più intimista ed acustica.

I due concerti di Besozzo e di Malnate hanno visto James Maddock brillantemente in scena, attivissimo ed impegnato nel sociale. Nella serata precedente a Malnate e prima del concerto di Besozzo ha partecipato ad un workshop con i ragazzi di terza media per oltre 2 ore rispondendo a numerose domande con gli studenti della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo Iqbal Masih di Malnate. Il concerto presso l’Aula Magna di Malnate organizzato da Vittorio Puglia e dalla Associazione Genitori Malnate Onlus attiva sul territorio malnatese da oltre vent’anni con all’attivo il più grande mosaico entrato nel Guinness dei Primati nel 2011 e che focalizza la propria attenzione sullo sviluppo educativo e sociale dei figli, è risultato semplicemente superlativo.

Il trio ben assortito e perfettamente amalgamato e composto dall’inglese James Maddock (ma la sua casa elettiva è New York City), l’americano David Immergluck (nato il 3 Maggio 1961 nella contea di Alameda in California) e l’italiano dei Castelli Romani (Roma), Alex Valle ha offerto uno spettacolo decisamente riuscito.

Il tour italiano 2016 di James Maddock (7 date a Savona, Grosseto, Besozzo, Malnate, Dodici Morelli in provincia di Ferrara, Torino e Cantù) è risultato vincente e se Besozzo ha visto il Teatro quasi al completo con circa 180 presenze, Malnate è stato un clamoroso successo con 300 persone in una magica serata sold-out grazie soprattutto allo sforzo di un vero appassionato come l’instancabile Vittorio Puglia che insieme ad amici, collaboratori, genitori ed insegnanti ha perfettamente organizzato l’evento.

In entrambe le due serate ci sono stati momenti commoventi per l’esibizione straordinaria dei bimbi. Due concerti con un set artistico di assoluto rilievo grazie alla disponibilità e alla sensibilità di James Maddock, David Immergluck e Alex Valle e in virtù dell’emotività che si respirava a pelle in entrambi gli spettacoli.

James Maddock ha una voce strozzata, roca, appassionata, che regala grandi emozioni, confermandosi uno dei maggiori, più sofisticati e più promettenti talenti della scena folk-rock americana, forte di una intensa vena romantica, una ottima scrittura ed un lirismo eccellente. Le sue canzoni scivolano via sinuose e sensuali, pigre ed agrodolci, candide e poetiche, giocate su contrappunti ritmici, spezzate soltanto dalla sua voce sussurrata. Capace di rendere credibile ogni piccolo racconto o verso. Un songwriter e poeta con la chitarra, esemplare e dall’altri tempi, autore di canzoni melodiche dal feeling irresistibile, ricche di umori malinconici, artista di classe e di cuore. Motivi e ballate intrise di sentimenti, squarci di costante romanticismo e luoghi metropolitani.

James, capelli riccioli ed arruffati, sguardo sempre sorridente, dolce e ironico è un talento naturale che con le sue avvolgenti e melodie e canzoni fa sognare e trovare pace in fondo all’anima. Non usa una scaletta pre-definita, le canzoni da eseguire le decide all’ultimo istante consultandosi spesso con David. Le due serate in ogni caso, lo hanno visto proporre e riproporre brillantemente le sue magnifiche ballate ed il suo repertorio sorprendente.

A Malnate rispetto a Besozzo, ha ugualmente suonato e cantato i suoi cavalli di battaglia con poche eccezioni. E se a Besozzo, James e soci ci avevano conquistato, Malnate è risultato ancor più convincente, sbalordendo il numeroso pubblico presente. Nello specifico le sue canzoni e ballate sono per davvero intimiste, sofferte, magiche. A Malnate Never ending con tanto di armonica è apparsa in una bellissima versione da pelle d’oca, Keep your dream (continuate a sognare) punteggiata dal mandolino è sublime, così come magistrale e da brivido è stata Wake up and dream suonata con due chitarre, dobro e armonica e dove James e David hanno dialogato entrambi in un up-tempo perfetto alla chitarra. When the suns out è l’ennesima piccola gemma mentre in chiusura con il pubblico estasiato e in coro a sussurrare oooohhh, Sunrise on Avenue C, cantata divinamente e con David Immergluck dal tocco magico al mandolino.

James Maddock appartiene ad una specie nobile, da preservare ed é un artista assolutamente da conoscere, apprezzare, sia dal vivo che su disco, sicuramente non ve ne pentirete.

 

Foto scattate a Malnate da: Liliana Chemotti

 

SET LIST (Besozzo)

Always on my mind (versione Elvis Presley del 1972) con James Maddock e Luca Guenna voci soliste e Alessandro Gusmini alla chitarra

poi in trio, James, David e Alex in

Once there was a boy

Rag Doll

Better on my own

What have I done

Straight lines

My old neighbourhood (con i 13 ragazzi disabili della Tac Tic band della Associazione La Nostra Famiglia)

Another life    (con i 13 ragazzi disabili della Tac Tic band della Associazione La Nostra Famiglia)

Mr. Universe (in trio con l’aggiunta di un bambino ed una ragazzina, Teo e Bea, rispettivamente di 9 e 12 anni alle chitarre, allievi di Alessandro Gusmini)

Beautiful now   (scritta da James Maddock con Mike Scott dei Waterboys)

Stars Align  (capolavoro scritto a Londra nel 2006)

Step into the water

ENCORE / BIS

Sunrise on Avenue C

When the suns out

 

 

SET LIST ( Malnate)

Once there was a boy  (dall’ultimo album The Green pubblicato in Italia dalla IRD/Appaloosa nel 2014)

Rag Doll  (dall’ultimo album The Green pubblicato in Italia dalla IRD/Appaloosa nel 2014)

Better on my own  (con tanto di assolo di chitarra di David Immergluck e poi di James Maddock)

Stars Align    (David Immergluck alla chitarra slide)

Chance  (brano d’apertura dell’album Sunrise on Avenue C del 2009)

Never Ending  (James Maddock, voce solista e armonica)

My Old Neighbourhood (James Maddock alla chitarra, Alex Valle al dobro e David Immergluck al mandolino e con l’aggiunta sul palco di oltre 20 bambini a mimare la canzone con il linguaggio dei segni e il Coro Mani Bianchi diretto da Cristina Bulgheroni Axè)

Mr. Universe   (sempre con i bambini del Coro Mani Bianche e la teacher Cristina Bulgheroni Axé) 

If i had a son  (sempre con i bambini del Coro Mani Bianche e la teacher Cristina Bulgheroni Axé)

Another Life  (con mandolino e dobro in evidenza in due brillanti assoli)

Beautiful now  (assolo di David Immergluck)

Wake up and dream  ( con due chitarre, dobro e armonica)

Leicestershire Mist

When the suns out

ENCORE / BIS

Sunrise on Avenue C  (con il mandolino di David in evidenza e il pubblico a cantare in coro)

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