Emma Tricca

Emma Tricca

Pentagrate Music Fest


10/07/2015 - di Laura Bianchi
Chi ha detto che la Brianza è solo velenosa, avara e lavoratrice, che i brianzoli non sanno gustare le bellezze della vita? Ogni tanto, c`è qualcuno che pensa a smentire i luoghi comuni. E lo fa pensando in grande, immaginando un festival di musica, due serate estive da dedicare alla qualità e alla profonda leggerezza delle emozioni che solo un pugno di belle canzoni sa suscitare.

Il Pentagrate Music Fest, idea di Pierangelo Cantù, sostenuta dall`Amministrazione Comunale, ha visto, dopo il successo dei Sacri Cuori, la piazza piena per un concerto eccezionale, sotto molti punti di vista. Emma Tricca, italianissima, ma ormai londinese di adozione, accompagnata dal virtuoso della slide Andrea Garbo, ha portato il pubblico in un viaggio suggestivo nel suo mondo, fatto di tinte tenui, di nostalgie del futuro, di emozioni e incanti, ricamati in punta di chitarra da un vibrante fingerpicking, arte di cui Tricca è maestra.

L`Italia, e in particolare quella del Nord, non ospita spesso questa cantautrice, che ha al suo attivo due album quotatissimi dalla critica, che riceve costanti riconoscimenti all`estero, ma non è adeguatamente conosciuta nel suo paese d`origine. Così, il concerto è stato per molti un`autentica, piacevole sorpresa: accanto ai brani del suo nuovo lavoro, Relic, Emma ha proposto canzoni provenienti da quel Minor white che l`ha fatta conoscere, ma anche qualche interpretazione di artisti imprescindibili per lei, come il Dylan di Love Minus Zero/No Limit, l`Arlo Guthrie di Coming into Los Angeles, o l`Hedy West di 500 Miles, che Tricca fa cantare in coro in conclusione di concerto, camminando e suonando in mezzo al pubblico come una folksinger di razza.

Il modo di stare sul palco della cantautrice è spontaneo e delicato, quasi timido, mentre le gioverebbe una maggiore consapevolezza delle sue indiscutibili doti; quando il suo tocco di chitarra e gli originali vocalismi emergono dal tappeto sonoro creato da Garbo, l`ascoltatore si rende conto che è di fronte a un`artista vera, che vive per e in mezzo alla musica, che si impossessa dei due strumenti che ha a disposizione, chitarra e voce, per trasmettere emozioni destinate a durare nel tempo.

 

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