Carmen Consoli

Carmen Consoli

Teatro Greco di Tindari


09/08/2017 - di Antonio Galota
Indiegeno Fest è un festival che si propone di portare la musica indie nella Sicilia orientale, in particolare, fra gli altri luoghi, nel teatro greco di Tindari, frazione di Patti, un comune della provincia di Messina che conta la bellezza di trentatré abitanti. Considerando il posto in cui si svolge, poco pratico per quanto affascinante, e se si pensa alla scarsa familiarità che ha la Sicilia con la “forma” del festival e con la musica “indie” per com`è concepita oggi in Italia, non si può che ammirare il coraggio di chi decide di impegnarsi nell`organizzazione di un evento simile. Giunti alla quarta edizione sembra però che la manifestazione abbia ormai guadagnato una sua stabilità e che il pubblico accolga con piacere anche l`idea di scoprire proposte musicali meno note, per quanto si colga a volte l`impazienza di arrivare subito all`act principale. Quello a cui assistiamo è il concerto del 9 Agosto 2017 durante il quale sono programmate le esibizioni di Elisa Rossi, cantautrice pop con influenze dream ed elettroniche, Persian Pelican, musicista che propone un eclettico repertorio art rock e Carmen Consoli, che grazie alla sua popolarità ha dato risalto a questa serata.

Appena calate le luci della sera ad aprire le danze arriva Elisa Rossi, con una setlist composta da sei brani tratti dal suo ultimo album, Eco, un gioiellino indie pop da non perdere. Gli arrangiamenti moderni ma sofisticati che sono stati messi in piedi dalla cantautrice non perdono smalto dal vivo e la sua voce rimane impeccabile, limpida ed eterea, apparentemente fragile ma capace di esprimersi in tutta la sua pienezza anche nella dimensione live. Con Persian Pelican le atmosfere diventano più rarefatte e, se nella prima parte la voce era protagonista, adesso la musica strumentale prende il sopravvento. Il rock da camera dell`artista è visionario, capace di trasportare lentamente il pubblico in un intreccio di suoni a tratti distorti e inquietanti e a tratti rassicuranti, più vicini al rock tradizionale. Il grande pregio del cantautore è quello di approcciarsi alla musica in maniera intensa ed intima: ascoltandolo si coglie un mondo intero nascosto dietro lunghe code strumentali ottimamente suonate. Dopo circa quaranta minuti le luci del palco si spengono nuovamente e inizia l`esibizione finale, quella di Carmen Consoli che, in onore della platea sicula, apre la sua setlist con `A finestra, pezzo interamente in siciliano, che racconta la vita popolare di una media cittadina siciliana, fra soprusi, pettegolezzo e speranza nel futuro. Accolta con grande calore l`artista presenta una selezione dei migliori pezzi del suo repertorio, ripescando alcuni piccoli capolavori come Mio zio, brano emozionante e inquietante al contempo, che parla di pedofilia e incesto. La voce della Consoli è in grado, come sempre, di stabilire una forte connessione col suo pubblico e di raccontare umane miserie, amori tormentati e problematiche sociali in maniera diretta e con una capacità di interpretazione invidiabile. Degni di nota alcuni arrangiamenti di classici del suo repertorio (ad esempio Venere) che vengono rivisitati e avvicinati alla dimensione folk.

L`unica pecca di questo festival sembrano essere i tempi di attesa: tra un artista e l`altro è stata persa più di un`ora, tempo che forse potrebbero essere ristretto in futuro. Per il resto l`Indiegeno Fest è una manifestazione particolarmente degna di nota, soprattutto per il grande pregio di portare musica alternative di buona qualità in un luogo in cui spesso si fatica a trovarla dal vivo.