Graziano Romani

Graziano Romani

Chiringuito - Spalti di San Michele Bergamo Alta


09/08/2012 - di Andrea Furlan
Da qualche tempo non assistevo ad un concerto di Graziano Romani e per di più ero molto curioso di ascoltare dal vivo i brani del suo ultimo disco dedicato all’eroe dei fumetti. La data di Bergamo del My Name Is Tex Tour è capitata quindi a puntino in una calda sera d’agosto, già in clima di ferie, l’atmosfera ideale per godersi della buona musica e bere una birra fresca. Arrivo al Chiringuito, il locale all’aperto sugli Spalti di San Michele nella città alta, appena in tempo per fare quattro chiacchiere con gli altri Spiriti Liberi (i fan del rocker emiliano) già sul posto e accomodarmi in prima fila. Vestito di nero con un altrettanto nero Stetson calato sul capo, Graziano sale sul palco in perfetto orario, imbraccia la chitarra, da un cenno alla band e lo show comincia. Come previsto, l’inizio è affidato ai nuovi pezzi, My Name Is Tex, Goldeena, Carson e il traditional Red River Valley, mentre dal precedente Zagor King Of Darkwood vengono ripescate Guitar Jim e Darkwwod. L’esecuzione della formazione a quattro è grintosa e veloce, il suono decisamente chitarristico, spiccatamente country-rock, che l’assenza dell’elettrica vira verso il folk più energico e scoppiettante. Se gli arrangiamenti del disco possono contare su sfumature più ampie, impreziositi come sono dalla presenza di violino, dobro e accordion, dal vivo si apprezza invece la compattezza e l’energia del combo.

La band gira molto bene, Francesco “Mika” Micalizzi alla batteria e Michele “Smiro” Smiraglio al basso, sono una sezione ritmica molto precisa che da il giusto tiro  ad ogni brano, mentre il bravissimo Erik Montari alla chitarra è dotato di un’ottima tecnica e i suoi interventi giungono sempre puntuali e a tono. Il gruppo è solido e affiatato, e garantisce alla stupenda voce soul di Graziano il supporto adeguato. Romani, come sempre, mette nel canto tanta passione e il suo entusiasmo, rimasto intatto negli anni, contagia la band, molto abile nel seguirlo nelle molte divagazioni imposte alla scaletta. Degni di nota il tributo a Woody Guthrie di Rumblin’ Around e il folk irlandese Molly Malone che precedono due chicche del repertorio dei Rockin’ Chairs, quelle Hate And Love Revisited e No Sad Goobyes che è sempre un piacere riascoltare. Molto bella, dedicata a tutti gli Spiriti Liberi e a chi continua, nonostante tutto, a sognare, Up In Dreamland, intensa ed emozionante. D’ora in avanti è tutto un crescendo, dalle springsteeniane Factory (eseguita molto raramente) e No Surrender a una strepitosa Little Wing che permette ad Erik Montari di sfoggiare tutta la sua bravura. Non resta che accennare Chico e concludere con la meravigliosa I Shall Be Released e i saluti finali.

Il bilancio del concerto è decisamente positivo: ho visto un Graziano Romani in piena forma e con una gran voglia di divertirsi, che il gruppo ha egregiamente seguito nell’affrontare sia le canzoni più recenti che il repertorio storico. Unico neo della serata, purtroppo, i frequentatori del Chiringuito. La location scelta non era forse il contesto più adatto; il locale, allestito all’aperto nel periodo estivo, è frequentato da ragazzi giovanissimi che probabilmente nulla sanno di Graziano e nemmeno sono preparati alla sua musica. Romani ci ha anche scherzato su, complimentandosi con un pubblico così composto ed elegante (leggi freddino) come non gli era ancora capitato. Peccato, perché la levatura e la classe del personaggio meriterebbero molto di più, ma tant’è, non sempre la buona musica viene apprezzata come dovrebbe. Fortunatamente uno sparuto di Spiriti Liberi (tra cui il sottoscritto) era presente ed ha sostenuto a dovere Graziano, ricambiato con uno spettacolo bello e coinvolgente.

Graziano Romani Altri articoli