Paul Weller

Paul Weller

Villa Arconati (mi)


09/07/2008 - di Vito Sartor
Paul Weller

09 luglio 2008 - Villa Arconati (MI) Finalmente il Fathermod approda sul palco di Villa Arconati e lo fa proprio in grande, accolto da un numerosissimo pubblico multigenerazionale.
Paul Weller arriva con puntualità inglese, accompagnato dallo storico compagno d'avventura Steve White e da una line up "neofita" alla sessione ritmica di basso e batteria. La scelta di coinvolgere nuovi elementi per questo tour è chiara sin da subito, l'approccio elettrico di "Peacock Suit" fa presagire che l'ex Jam abbia ricercato gente giovane per riprodurre quel suono alla "Small Faces", generoso e sanguigno: i volumi sono tenuti al massimo e la velocità ritmica raggiunge picchi heavy rock; il buon papà dei mod si vede infatti più vote impegnato a richiamare le chiusure dei brani smorzando l'entusiasmo psichedelico dei suoi musicisti, forti di una presenza energica alle tastiere, sia vintage che all'effettistica pop più moderna. Lo show di Paul Weller si allontana da ogni riferimento soul-rock degli Style Council o dalla delicatezza di "As is Now" per la quale viene dedicata solo la romantica "Come On/Lets Go" sul finale e "From The Floorboards Up" in apertura, quest'ultima in una direzione sonora più tesa: in tutta la prima parte del live la tendenza rimane l'affondo delle chitarre elettriche, anche nella scelta di inserire un pugno di brani tratti dall'ultimo "22 Dreams" ("Sea Spray", "Have You Made Up Your Mind" e "Invisibile"), preferendo anche in questo la linea pura del brit-rock. Il giovane/vecchio Paul si dimostra infedele ad ogni stile e lo fa accomodandosi seduto e dedicandosi ai tasti anziché alla sei corde: in questa fase del concerto la band celebra l'alternanza tra i suoni Seventies ("Broken Stones") e le radici del roots rock, fino a creare momenti divertenti come la versione quasi dub/rock di "Wild Wood" o in chiusura di concerto "All You Need Is Love" con tanto di violoncello.
L'aspetto emotivo del live tiene anche conto di qualche brano più datato di epoca Jam, misurato dai sussulti del pubblico senior, perle rare in una set list che ha comunque privilegiato la carriera solista del nostro. Paul Weller si conferma tra gli artisti vincitori di questa rassegna, la sua carica e il suo modo di darsi alla musica è perfettamente in linea con quello che avremmo voluto vedere nell'edizione 2008 del Festival di Villa Arconati e soprattutto è l'ennesima conferma di un'artista che ha ormai superato la fase di blocco creativo vissuta negli ultimi anni.

Un ringraziamento a Federico Costa per le informazioni fornite

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