Eels

Eels

Conservatorio - Milano

08/10/2005  |  di Vito Sartor

Eels

08 ottobre 2005 - Conservatorio Milano

Erano mesi che attendevamo un concerto di questo calibro e finalmente il momento è giunto e ha giustificato in pieno la spesa di quaranta Euro per una seconda poltrona in posizione centrale.
Sotto ogni punto di vista l’esperienza del Conservatorio G. Verdi di Milano è stata positiva: l’acustica dell’Auditorium, un teatro lungo e stretto, ha esaltato ogni particolare sonoro del set allestito dagli Eels; il pubblico numeroso, eterogeneo (molti i giovani fans), si è lasciato coinvolgere dall’emozioni elettroacustiche partecipando attivamente allo show attraverso le sollecitazione di Mr. E, rivelatosi una vera belva da palco.
Prima dell’inizio del concerto, un piacevole stop-motion è stato proiettato sul lenzuolo bianco che copriva tutto il fronte del palco. Si trattava di una formidabile animazione russa che prene il nome dallo stesso protagonista: Cheburashka (1974 - Eduard Uspensky) è il personaggio animato più famoso in Russia, risalente al periodo Sovietico, e fu la mascotte della squadra olimpica Russa nel 2004. La fiaba ha diffuso un velo di tristezza malinconica misto a tenerezza, mentre in sottofondo girava un motivetto di una canzone tradizionale: già da qua ha cominciato a risaltare l’umanità di Mr E che tutto sommato potrebbe rassomigliare ad un artista al tempo dell’Est Sovietico. Quando gli Eels sono comparsi sul palco, si è subito intuito il tiro che avrebbe avuto la serata: il set sarebbe stato semplice ma allo stesso tempo anche uno dei più dettagliati mai visti. Il quartetto d’archi che accompagnava la band non si è mai limitato alle funzioni orchestrali, mentre quattro eleganti dame hanno hanno aumentato i cori e l’accompagnamento ritmico con sonagli, tamburelli maracas e vibratore (direttamente dai banchi di un Sexy Shop). Il tutto mentre Alan Hunter (al contrabbasso e al piano) e Chet Lyster (alle chitarre, ai rumori, alla steel e all’organo) costruivano un live particolareggiato, confezionando arrangiamenti e soluzioni minimali senza precedenti: la bravura dei musicisti, sempre pronti a scambiarsi e interpretare le idee del loro leader, ha portato del nuovo in qualsiasi brano, cosa che ha riempito d’entusiasmo i presenti.
Esemplare è stata la versione di “Novocaine For The Soul”, un condensato di esperienze e di umori che hanno attraversato diversi linguaggi sonori tra i quali il soul, roots, folk e indie rock. Di conseguenza il percorso tracciato dalla scaletta non poteva essere diverso: ha toccato un po’ tutte le tappe discografiche degli Eels, dalle ruvidezze acide di “Souljacker”, alle malinconiche atmosfere di “Daisies for The Galaxy”, “Shootenanny” e ovviamente estratti dal capolavoro “Beautiful Freak”.
In mezzo a tutto questo Mr. E, con il suo modo di apparire disadattato, ha sempre trovato la direzione verso cui andare: così è stato in ogni suo disco così è in ogni sua esibizione, che, oltre ad essere un evento, è una storia da raccontare e un dramma da rivivere sulla sua personalità. Il suo look era teso ad imitare un quacchero, un becchino, un saggio musicista “anziano” che si aiuta con il bastone da passeggio, un gentleman inglese che sorseggia il suo whiskey, oppure semplicemente un omaggio allo stesso Tom Waits. L’ultimo paragone calza proprio a pennello, ad incominciare dalle tonalità vocali sempre più baritone e cupe di un tempo (“Bus Stop Boxer”), usate e abusate nei chiaroscuri delle ballate con chitarra o pianoforte come in “Trouble With Dreams”. E ancora l’intimismo di “If You See Natalie” che è scomparso dietro il suo viso perennemente in ombra anche quando si è rivolto al pubblico coinvolgendolo nei propri pensieri: “spero di ricordare l’ultima volta che sono venuto in Italia” oppure “volete del rock and roll? Avete sbagliato concerto”, “Volete delle ballate acustiche? Bene”, e ancora “più applaudite più ci saranno probabilità che usciremo un’altra volta…insomma siamo nelle vostre mani…” così ha introdotto “I Like Birds” suonata da solo, chitarra-voce, dopo aver sgomberato la pedana del quartetto e dei due musicisti al suo fianco.
Momenti in cui il rock and roll si è rifatto sulle ampie atmosfere rarefatte ce ne sono stati: già in apertura la band ne ha regalato un assaggio con il ritmato (“tum chaka”) rock popadelico di “Fresh Feeling”, seguito da una carrellata di acustic ballads tratte dall’ultimo “Blinking lights and other revelations” , in cui il gruppo ha mostrato ai presenti la sua grande creatività soprattutto nelle dinamiche strumentali componendo nuovi ingredienti di un cocktail sonoro dalla basi acustiche.
Gli Eels non hanno peccato nemmeno in generosità: quando tutto sembrava terminare in saluti e ringraziamenti, hanno regalato ancora due bis. Dopo che l’accensione delle luci in sala aveva fatto scappare tutti i presenti con i minuti contati per la chiusura della Metro e dopo che un fantomatico presentatore (tecnico di palco) aveva confermato che la band aveva lasciato l’Auditorium, i musicisti sono ricomparsi all’improvviso tutti vestiti in pigiama: a quel punto il pubblico ha fatto marcia indietro e si è stretto intorno alla band come a un vero concerto rock, tanto vicino da respirare le zaffate di sigaro che Mr E aveva fumato tutta sera e che poi avrebbe regalato ad un fan. Mentre nell’aria salivano come cerchi di fumo “I Could Never Take The Place Of Your Man” di Prince e “Mr. E's Beautiful Blues”.


Alcuni link d’approfondimento allo spettacolo tenuto dagli Eels.
Per lo stop-motion:
http://chebur.hobby.ru/images/ep4.htm
http://chebur.hobby.ru/first_1.html

Per il concerto:
http://www.eels.nl/2005/eels20051008milan.html
http://www.eelsitalia.com/08102005.asp#audio



PLAY LIST

Fresh Feeling
Packing Blankets
Bride Of Theme From Blinking Lights
From Which I Came/ A Magic World
Son Of A Bitch
Dirty Girl
Ant Farm
Jeannie's Diary
My Beloved Monster
Bus Stop Boxer
Pretty Ballerina [The Left Banke]
I Like Birds
It's A Motherfucker
Inedito
Railroad Man
Trouble With Dreams
If You See Natalie
I'm Going To Stop Pretending That I Didn't Break Your Heart
Dead Of Winter
Flyswatter
Novocaine For The Soul
Losing Streak
Climbing To The Moon
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Blinking Lights (For Me)
Hey Man (Now You're Really Living)
Things The Grandchildren Should Know (incl. Theme From Blinking Lights)
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Dog Faced Boy
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I Could Never Take The Place Of Your Man [Prince]
Mr. E's Beautiful Blues (outro)

 

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