Il “recensore manierato” potrebbe attaccare prendendola alla larga, riferendo di quanto sia carismatico Jeff Tweedy, di “quale pazzesco” chitarrista sia Nels Cline, dell’eclettismo di Pat Sansone, dell’oscuro e straordinario lavoro di Michael Jorgensen, di quanto pesi cotanta sezione ritmica, condotta dal sapiente John stirratt e dalla drum machine Glen Kotche ed altro ancora, magari analizzando e vivisezionando, a beneficio degli assenti, tutte le ventisei, dicasi 26! canzoni proposte nelle due ore e quindici dello show dell’Alcatraz ma tutto ciò non sarebbe il punto focale per valutare questa esibizione, forse il senso del concerto dei Wilco sta nello spiegarci come mai siano una delle migliori R’n’R Band del pianeta, quelle che si contano sulle dita di una mano e perché ad ogni loro venuta in Europa si nota un costante incremento di pubblico, in termini numerici ma anche nella trasversalità generazionale.
Per comprendere la grandezza di Wilco bisogna valutare l’iter di evoluzione artistica di Jeff che parte da lontano, da quando decise di rompere quel giocattolo giovanile che non gli bastava più, i grandissimi Uncle Tupelo; se analizziamo i lavori di Jay Farrar, co-leader di quella storica band, notiamo che egli oggi è fermo su quelle canzoni, si arrotola mestamente su sé stesso, mentre già allora Tweedy sentiva l’esigenza di andare lontano, sperimentare, impastare le lezioni del passato imbevendole di modernità, rapportandosi con compagni di viaggio che sapessero seguirlo senza porgli limiti e steccati ma anzi mettendo al servizio anche la loro visione della musica e quindi rendendo fondamentale il loro contributo. A vederli sul palco si ha la percezione, vuoi come strumentisti, vuoi come uomini, vuoi per le rispettive età abbastanza variegate, che sono musicisti tremendamente diversi uno dall’altro ma che, quando mettono a fattore comune il loro sapere, la loro voglia di suonare insieme, diventano un monolite sonoro.
Wilco fanno musica globale, un frullato di folk, country, blues, pop, rock, psichedelica, noise, il tutto servito su un ottovolante musicale dal quale si viene travolti, storditi, ammaliati, infatti, le canzoni hanno cambi di ritmo continui, anche tre volte nella stessa e questo è un altro dei motivi per cui in concerti così corposi ed articolati non compare mai un momento di noia, si è in un costante su e giù ritmico. Da ultimo Tweedy scrive belle canzoni, possiede un innato gusto per la melodia (con i Beatles e Costello nel cuore ma con un occhio sbircia Dylan, Gram Parsons, Guthrie e Young). Impossible Germany e Via Chicago (la stanno eseguendo raramente in questo tour) sono due canzoni epocali che ogni volta ci fanno esultare sin dal primo accordo. Hanno realizzato, in sedici anni, dieci dischi in studio ed un live, senza avere un cedimento, essendo mai ripetitivi, sempre a cercare arrangiamenti diversi. Sono modesti, educati, riservati e anche questo approccio low profile allo star business giova e permette loro d’instaurare un rapporto indissolubile con il loro pubblico.
A questo punto viene da domandarsi: ma non hanno neppure l’ombra di un difetto? Forse si ed è da ricercarsi nella loro totale capacità di riprodurre interventi di tutti i musicisti assolutamente identici ad ogni concerto (accade ormai da qualche hanno), questa è la dannazione del rock ma per contro rappresenta anche un porto sicuro dove sai di poterti rifugiare senza avere sorprese e anche ciò li rende comunque speciali. Concerti così se ne vedono pochi, al prossimo passaggio l’Alcatraz per una sola data sarà insufficiente.
Fotografia di: Elena Barusco
The Band:
Jeff Tweedy: voce e chitarre
Nels Cline: chitarre
Pat Sansone: tastiere, chitarre, cori
John Stirratt: basso, voce e cori
Glen Kotche. Batteria
Michael Jorgensen: tastiere, cori
Setlist:
Hell Is Chrome
Art Of Almost
I Might
Misunderstood
Bull Black Nova
At Least That's What You Said
Spiders (Kidsmoke)(semi-acoustic version)
Impossible Germany
Born Alone
Laminated Cat (Loose Fur cover)
Open Mind
Hummingbird
Handshake Drugs
Box Full Of Letters
Capitol City
War On War
Dawned on Me
A Shot in the Arm
Encore:
Whole Love
I'm the Man Who Loves You
Jesus, Etc.
Theologians
Heavy Metal Drummer
Red-Eyed And Blue / I Got You (At The End Of The Century)
Outtasite (Outta Mind)
Hoodoo Voodoo
Split songs per album:
The Whole Love (7)
Art Of Almost
Born Alone
Capitol City
Dawned on Me
I Might
Open Mind
Whole Love
A Ghost Is Born (5)
At Least That's What You Said
Handshake Drugs
Hell Is Chrome
Spiders (Kidsmoke)
Theologians
Yankee Hotel Foxtrot (4)
Heavy Metal Drummer
I'm the Man Who Loves You
Jesus, Etc.
War On War
Being There (2)
Misunderstood
Outtasite (Outta Mind)
2009-07-13: Keyspan Park, Brooklyn, NY, USA (1)
Hoodoo Voodoo
A.M. (1)
Box Full of Letters
Sky Blue Sky (1)
Impossible Germany
Summerteeth (1)
A Shot in the Arm
The Wilco Book CD (1)
Hummingbird
Wilco (The Album) (1)
Bull Black Nova
Covers (1)
Laminated Cat (cover Loose Fur)