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PompeiLab
è cultura, centro di aggregazione culturale ma anche
un'isola piacevole nel caos cittadino. PompeiLab è il
piacere della scoperta, un' "idea fatta materia" nata
tre anni fa a Pompei, grazie alla passione e al dinamismo
di un gruppo di volontari che hanno trasformato un ex
depuratore in disuso in un posto magico. Giovane è il
progetto ma altrettanto giovane è l'offerta musicale
proposta da questi ragazzi.
La serata del 7 marzo ha visto sul palco della sala
Mannitidiriale del centro pompeiano gli Epo, gruppo
napoletano che propone un affascinante mix di musica
cantautoriale e rock.
Al PompeiLab, gli Epo si sono esibiti in formazione
ridotta con Arcangelo Michele Caso al violoncello e
il leader Ciro Tuzzi alla chitarra e hanno offerto un
set acustico di ottima fattura, coinvolgente, vivace
ma anche riflessivo e malinconico attingendo a piene
mani dai loro tre lavori ma, allo stesso tempo, proponendo
cover di Radiohead, Beatles e Bjork riarrangiate, per
l'occasione, in maniera molto personale.
Ciro Tuzzi, oltre ad essere un abile entertainer, ha
una voce intensa, melodiosa, accesa che riesce a dare
colore e pathos a brani immediati, sognanti, disarmanti.
Disarmanti perché denunciare in maniera così semplice
e incosciente le proprie sensazioni ad un auditorio
attento potrebbe portare alla banalità e alla prevedibilità.
Ma, con gli Epo, non si corre questo rischio. Tutto
è ben dosato, c'è sinergia tra violoncello e chitarra,
il pubblico la avverte e applaude calorosamente a fine
serata. Tra i brani proposti da Ciro Tuzzi spiccano
l'iniziale "Camera Verde", melodica e soffusa, l'ispiratissima
"Sporco", dal testo duro ma ammorbidito dall'impeccabile
Arcangelo Michele Caso al violoncello e "Pezzo commerciale
estivo", finale (prima dei canonici bis) denso e coinvolgente.
Non ci sono distorsioni, né uno sconfinamento sconsiderato
nel "rumorismo", eppure Ciro Tuzzi violenta ripetutamente,
in pieno stile grunge, la sua chitarra acustica che
grugnisce, protesta, morde ma che, alla fine, si lascia
addomesticare. Una serata d'eccezione, quindi, acustica,
leggera ma energica che vi consiglio di non perdere
nel caso capitasse dalle vostre parti.
Foto
di "POMPEILAB"
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