Billy Bragg

Billy Bragg

Rimini / Teatro degli Atti


06/08/2017 - di Giovanni Sottosanti
La temuta e, per altri versi tanto attesa, partecipazione di Giove Pluvio all`ennesima torrida serata di questa bollente stagione, contribuisce indirettamente a renderla ancora più speciale. Lo spostamento del concerto dalla Corte degli Agostiniani al più raccolto Teatro degli Atti, favorisce il manifestarsi di un`atmosfera magicamente intima e carica delle giuste vibrazioni, per un evento in cui tra artista sul palco e pubblico in sala si crea da subito una perfetta simbiosi, in un flusso continuo e reciproco di emozioni forti.

L`apertura è affidata al folk rock di stampo americano made in Rimini by Lorenzo Semprini, anni e anni di palchi, sogni e km per arrivare ad una maturità in cui le sue Hard Times e Burning Ground suonano fiere e scarnificate, rock songs spogliate fino all`osso e rivestite di combat folk, come Tears Are Falling Down con l`intro di California Stars a decretarne l`appartenenza. Il contrabbasso di Francesco Pesaresi accompagna Lorenzo, impreziosisce e puntualizza i pezzi. Dopo il John Belushi ormai alla deriva in On The Rox, arriva I Fought The Low a chiudere il cerchio, rabbiosa e tagliente anche in versione acustica. Una performance pienamente convincente, semplice, scarna, ma carica della giusta energia.

Billy Bragg guadagna il palco intorno alle 22.00, accompagnato alla pedal steel & electric guitar dal fido CJ Hillman. Pronti via ed è subito Sexuality, fresca, tesa e diretta, come sul lato A del secondo lp in Don`t Try This At Home, 1991, 26 anni e sembra ieri. Con The Warmest Room il tuffo nel passato è ancora più acrobatico, di colpo torniamo al 1986 e allo splendido Talking With The Taxman About Poetry. The great British folk-punk, socialist, protest-song master Billy Bragg non ha perso un millesimo del suo carisma, è sempre brillante, estremamente coinvolgente, desideroso di parlare, ammonire e mettere in guardia attraverso le sue canzoni. I Ain`t Got No Home chiama sul palco lo spirito di Woody Guthrie, accanto a lui anche Joe Strummer, altro angelo custode per una musica che è spesso uno schiaffo alle convenzioni, l`invito a svegliare le coscienze, ad abbandonare i propri egoismi e a cercare l`empatia con gli altri.

King Tide è il primo singolo dal nuovo album in uscita per novembre, Bridges Not Walls il titolo significativo, mentre Accident Waiting To Happen continua il viaggio nel passato. Billy alterna acoustic & electric guitar, da solo o in duo, il suono è pulito e brillante, la voce lancia graffi punk rock e morbide carezze folk, come in The Sleep Of Reason, altro pezzo nuovo ispirato da una visita al Museo del Prado a Madrid con la visione dei quadri di Goya. Prosegue con Must I Paint You A Picture? e The Price I Pay, pezzi più intimisti e cantautorali, caratteristica che connotava tutto Workers Playtime del 1988, da cui sono tratti. Il pubblico non può che apprezzare ed applaudire, come quando arriva la storica Levi Stubbs`Tears, seguita da altri due pezzi di zio Woody che non hanno bisogno di commenti, Way Over Yonder In The Minor Key e She Come Along To Me. Ormai ogni canzone che segue è un sussulto, vedi Handyman Blues da Tooth & Nail, ma soprattutto Greetings To The New Brunette, accolta da una vera ovazione.

Dopo Why We Build The Wall, cover di Anais Mitchell, altro momento cardine del concerto, perché The Milkman Of Human Kindness apriva nientemeno Life`s A Riot With Spy Vs Spy, storico primo 12" di Billy, targato addirittura 1983. L`emozione è tangibile sul volto del cantante inglese e di rimando in tutta la platea, un brano che rimanda dritto ai Clash con la poesia di Dylan. Between The Wars chiude il set con un esplicito invito a costruire la pace. Nel primo dei due bis il concetto viene ulteriormente ribadito con I Keep The Faith, prima del finale in cui tutto il pubblico accompagna in coro il ritornello di A New England "I don`t want to change the world / I`m not looking for a new England / I`m just looking for another girl".

Dopo il concerto autografi e foto di rito, Billy è contento e rilassato, continua a scherzare, si rabbuia solo quando, rivelando la sua fede calcistica per il West Ham, gli viene ricordato che in quella squadra ha militato un certo Paolo Di Canio, non propriamente affine, da un punto di vista ideologico, al pensiero di Woody, Bob, Joe, Billy...ma questa è un`altra storia.

 Foto di Piero Rossi

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