Niccolo Fabi

Niccolo Fabi

Milano / Carroponte


06/07/2017 - di Laura Bianchi
LA FORZA TRANQUILLA DI NICCOLO’ FABI

Qual è la misteriosa alchimia che si stabilisce fra un musicista e il suo pubblico? Quale combinazione di elementi fa sì che quest’ultimo permetta al primo di occupare un posto stabile nelle sue preferenze, in un mondo e in un tempo che spingono all’usa e getta e bruciano mode in pochi mesi?

Niccolò Fabi sembra conoscere entrambi i segreti; in vent’anni, la sua popolarità è aumentata, conquistando l’apprezzamento degli addetti ai lavori (che lo hanno premiato con due Targhe Tenco  come miglior disco in assoluto per i due suoi ultimi  dischi), ma anche una nutrita schiera di affezionati ascoltatori, che riempiono il suggestivo spazio del CarroPonte di Sesto San Giovanni, per celebrare con lui i primi vent’anni di percorso artistico, con un concerto su misura, Diventi Inventi. Un creativo gioco di parole, perfettamente in linea coi trascorsi accademici del dottor Fabi, laureato in filologia romanza e da sempre appassionato ricercatore e sperimentatore di modi nuovi di comunicazione.

Aperto in questo caso dal bravo duo napoletano indie folk Blindur, il concerto è inscritto in un tour dal quale, il 13 ottobre, verrà prodotto Diventi Inventi 1997 – 2017, molto più di un greatest hits: un atto di amore da parte del cantautore romano verso quel pubblico che al Carroponte gli dimostra una fiducia incondizionata e un’adesione totale alla sua proposta, riconoscendo ogni brano proposto, cantando in coro, sostituendosi a lui, in un breve momento di amnesia, sull’emozionante Una mano sugli occhi, o interrompendolo con un applauso a scena aperta, denso di empatia e consapevolezza, quando, su Facciamo finta, Fabi canta Facciamo finta che tu sei diverso e che malgrado questo io non ti voglio ammazzare.

Perché la forza tranquilla di Fabi sta proprio nella coerenza del suo percorso; nell’impegno sociale mai sbandierato platealmente, ma piuttosto proposto con pudore e discrezione; nell’emozione con cui riversa, nelle sue canzoni e nelle loro interpretazioni, un vissuto non sempre facile; nella sincerità, a volte spiazzante, con cui le presenta. Come quando, a inizio concerto, commenta Il Giardiniere 2017 dicendo “Parlare adesso del primo disco, vent’anni fa, sembra facile…invece era un casino!”, oppure quando, introducendo Ecco, scritta in seguito alla morte della figlia, la definisce La canzone più difficile da scrivere, e, subito dopo, presentando la recente e bellissima Le chiavi di casa, dedicata al figlio, aggiunge Poi però ho potuto scrivere questa!

E proprio questo pezzo sembra essere il cuore pulsante del concerto, non solo perché al centro della scaletta (che contiene una versione piano solo di  10 centimetri, piccola perla rarissima, tratta da Sereno ad ovest , da lui definito disco sfortunato ma importante), ma anche perché il crescendo nella versione live lascia a bocca aperta per impatto emotivo.

"Una cosa così non succedeva, vent’anni fa… e queste cose, quando arrivano dopo tanti anni, sono ancora più potenti": Fabi, sinceramente commosso, si affaccia sul proscenio all’ennesima ovazione, e restituisce tanto affetto con un set energico e trascinante, che alterna brani del passato lontano (come la splendida Offeso, o l’iconica Capelli) ad altri del bel disco recente (come nella doppietta iniziale Una somma di piccole cose e Ha perso  la città), e momenti intimi ad altri più rock, soprattutto nelle code strumentali, che portano tracce di quando Fabi militava nei  Fall out, cover band dei Police, e vengono impreziosite dagli assoli di una band efficace e compatta (sugli scudi l’ottimo Alberto Bianco, autore di Mela, eseguita in coppia con Fabi in uno dei quattro bis).

E, se Fabi definisce il proprio concerto una scelta semplice, non celebrativa, in cui ho scelto di suonare i pezzi che mi emozionano di più, la sensazione complessiva è di un progetto curato e importante, che segnerà una tappa fondamentale nel percorso artistico e umano di un artista sensibile. Da non perdere, in giro per l’Italia, fino all’evento conclusivo, a Roma il 26 novembre: una festa per chiudere un tour davvero riuscito.

Foto di: Giovanna MENTASTI

SETLIST

Il Giardiniere 2017
Una somma di piccole cose
Ha perso la città
Solo un uomo
Filosofia agricola
Non vale più
La promessa
10 centimetri
Rosso 
È non è
Ecco 
Le chiavi di casa
Una mano sugli occhi 
Il negozio di antiquariato
Una buona idea
Costruire
Vento d`estate
Offeso
Lasciarsi un giorno a Roma

Bis

Facciamo finta
Mela (di e con Alberto Bianco)
Capelli
Lontano da me

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