Cristiano De Andrè

Cristiano De Andrè

Legnano (MI) / Cinema Teatro Galleria


06/03/2017 - di Gianni Zuretti
De Andrè canta De Andrè

Legnano è sempre stata identificata come la capitale dell’Alto Milanese, ora è diventata, per quanto attiene ai fatti amministrativi, una città ai margini dell’impero della Città Metropolitana, in pratica un avamposto nella guerra contro i Galli ma, fortunatamente, da qualche anno si distingue ed ha il privilegio, grazie al Teatro Galleria e all’intuizione di promoter svegli come Concerto Music, di rappresentare per la Musica ed il Teatro, una specie di circuito di Montjuïc in cui artisti e compagnie teatrali di livello nazionale testano gli assetti e  provano i motori programmando i numeri zero delle tournée (ricordiamo per tutti  lo scorso anno quello di Paolo Conte).

Ora è toccato a Cristiano De Andrè che, prima di mettere in lavorazione un nuovo album con materiale originale (2018?), decide di rivisitare una volta di più il repertorio del padre Fabrizio inserendo nuove canzoni di quel repertorio. Il test era di quelli che fanno tremare i polsi, infatti, nonostante Cristiano sia stato coinvolto nei progetti del padre sin da giovanissimo, come può un musicista, seppur bravo, affrontare e aggiungere qualcosa di nuovo ad un catalogo di canzoni ormai scolpite nel marmo, tanto immutabili e ammirate nel tempo quasi fossero opere del Bernini o del Canova?  A consuntivo della serata il risultato è però andato oltre ogni più rosea aspettativa, infatti,  Cristiano ha “umanizzato”  cotante canzoni,  in molti casi destrutturandole, incrociando il folk con il rock e soprattutto l’amata world music, in qualche modo le ha fatte scendere dai rispettivi piedistalli, togliendo loro  quell’aura intellettuale e a volte, diciamolo, un po’ di birignao radical chic, che da sempre “brina” la musica di Faber, Cristiano lo ha fatto dando loro un respiro più popolare che gli permette così di arrivare anche ad un pubblico di giovani che, come si è visto a Legnano,  ha incitato l’artista con cori da stadio,  richiamandolo sul palco un paio di volte dopo due ore di intenso concerto.

Questo l’antefatto ma la cronaca, a supporto dell’affermazione del cronista di cui sopra, segna che, almeno in un paio di occasioni, l’allievo ha superato anche il padre, ovviamente  negli arrangiamenti in cui, come egli stesso ha ricordato, Fabrizio  lo aveva coinvolto con stima sin da Anime Salve (Le acciughe fanno il pallone), nello specifico ci si riferisce ad una versione rallentata e straordinaria de  La Guerra di Piero, che nel tour estivo non aveva così impressionato e che invece qui  ha rappresentato l’acme creativo della serata mettendo i brividi lungo la schiena al teatro, un vero asso nella manica. Bella anche l’anima rock emersa in una versione cattivissima, un rock blues, potente e diretto di Quello che non ho, in cui ha brillato una band di musicisti di altissimo livello, esperti e duttili che rappresentano la sesta marcia nell’economia del concerto, i soli appassionati e taglienti come spade di Osvaldo Di Dio alle chitarre ma anche gli arrangiamenti del poli strumentista e arrangiatore Max Marcolini (Zucchero) che ha dato un sostegno incessante con le sue tastiere unitamente alla potente sezione ritmica di Davide Devito, splendido batterista e di Massimo Ciaccio al basso che si è inserito perfettamente al posto di Pezzin che è entrato nel team di Ligabue.

Di Cristiano, cosa possiamo ancora aggiungere? al di là di osannare ancora una volta la sua grande perizia di strumentista, bisogna affermare che è apparso in gran spolvero con la voce, sempre più bella (non è vero che sembra il padre, chi lo afferma non conosce o l’uno, oppure  l’altro!) sempre più sicura e personale (ieri si è rotta, per l’emozione, solo una paio di volte all’inizio e durante un racconto sul rapporto con il padre). Il repertorio affrontato è quello del tour estivo con un paio di nuovi inserti, Alla fine c’è stato un tripudio che ha coinvolto tutto il pubblico che non se ne sarebbe più andato, dimostrando a CDA un affetto ed il riconoscimento di un valore intrinseco che travalica la sua genia. “Gli artisti sono personaggi difficili ma non cattivi” questa è stata la sua chiosa parlando del rapporto difficile tra padri e figli che stanno nell’arte, forse un atto teso a smorzare le polemiche di famiglia diventate pubbliche, ma a noi interessa la grande musica e tale quella dei De Andrè.

Il tour è partito nel migliore dei modi e l’artista ha ringraziato promettendo la stessa tensione emotiva in tutte le date, ci sarà una data a Milano e noi ci torneremo per riassaporare tanta bellezza.

Foto di: Dino Buffagni


Prossime date:

7 marzo – Obi Hall – Firenze; SOLD OUT

18 marzo – Teatro Mandanici – Barcellona Pozzo di Gotto (Me);

28 marzo – Auditorium Manzoni – Bologna;

20 aprile – Teatro Ponchielli – Cremona;

21 aprile – Creberg Teatro – Bergamo;

27 aprile – Teatro Regio – Parma;

28 aprile – Teatro Lyrik – Assisi;

11 maggio – Teatro Auditorium Santa Chiara – Trento;

12 maggio – Gran Teatro Geox – Padova; 

19 maggio – Teatro Verdi – Montecatini;

20 maggio – Teatro Colosseo – Torino;

22 maggio – Teatro Verdi – Pordenone;

14 ottobre – Teatro Olimpico – Roma;