Rock Contest

Rock Contest

Auditorium FLOG, Firenze


05/12/2015 - di Matteo Mannocci
Dal 1984, anno della sua ideazione, il Rockcontest organizzato da Controradio è sempre stato al centro della scena musicale, prima fiorentina e locale e poi finalmente nazionale.

Negli anni, sul palco della finale del più importante contest italiano si sono alternati tanti dei grandi nomi del pantheon musicale contemporaneo, come membri in gara, giurati oppure ospiti.

I sei gruppi finalisti della ventisettesima edizione si ritrovano sul prestigioso palco dell’Auditorium FLOG di Firenze dopo aver superato tutte le fasi eliminatorie sui palchi del Tender Club e del Sicurcaiv, dimostrando grande personalità sul palco e bravura nella composizione; infatti da quando partono le prime note, è subito chiaro che la competizione sarà serratissima e che le votazioni non saranno facili nemmeno per la giuria, composta oltre che da tantissimi noti del giornalismo musicale e addetti ai lavori, da Rachele Bastreghi (Baustelle), Dente, Andrea Appino (Zen Circus) e Max Collini, che con gli Offlaga Disco Pax saliva sul palco della FLOG per la finale del Rockcontest un po’ di anni fa.

Due gruppi di Roma, Merigold Roanoke, due di Brescia, Mulai Miwook,Cieli di Turner da Perugia e a fare da padroni di casa i fiorentini Amarcord: questi i nomi che si sono contesi, un quarto d’ora a testa, l’affetto di una FLOG gremita sin dalla prima serata.

Il principale polo d’attrazione sono comunque i Mulai, il duo elettronico di Brescia che si presenta un po’ ‘alieno’ al contesto della finale, nonostante le indubbie capacità dei due; il voto va a loro, nonostante la sensazione generale fosse quella che “vabbè, fighi, ma non vinceranno mai”. D’altronde, abituati come siamo a veder comandare ancora vecchi concetti di RUOCK duro e puro, che pur nelle sue tante sfumature ancora stenta ad accettare la compresenza di sonorità più da dancefloor e senza chitarrini o chitarroni di sorta; quindi, dato che durante tutta la performance dei Mulai il pensiero non può che andare agli emiliani M+A che con il loro sound elettronico hanno conquistato il mondo (tranne che, naturalmente, l’Italia), non puoi credere che per quanto convincenti, riusciranno a prendere troppi voti, armati solo dei loro campionatori e sintetizzatori.

Sarebbe molto più logico vedere incoronati gli Amarcord, che con il loro alternative pop/rock hanno pure conquistato il premio Ernesto De Pascale per il miglior testo in italiano (con annessa settimana di registrazione presso lo studio di Ligabue), o il post-rock elettronico dei Miwook, ma vabbè se proprio devo votare votiamo chi mi piace di più, no?

E non che non ci fossero alternative: gli Amarcord, già visti un paio di volte in qualche occasione, riescono perfettamente ad incastrare tutti gli elementi giusti per tirare fuori delle splendide canzoni, tanto che il loro set riesce sempre a volare senza neanche accorgersene, trovandosi magicamente alla fine dell’ultimo pezzo tutti (compreso te) sudatissimi. E i perugini I cieli di Turner, con il loro indie rock super energico ed attenzione cantautoriale ai testi e alla loro musicalità. E ancora, i già citati Miwook, il cui sound scuro e claustrofobico è una versione più potente degli Aucan, e che primi ad esibirsi avevano già fatto capire che il livello della competizione sarebbe stato altissimo.

Ispirato dai miei altissimi pensieri sulla democrazia e sulla bellezza di avere così tante alternative riapro gli occhi e mi ritrovo fuori dal locale a chiacchierare con Tizio Caio e Sempronio del più e del meno musicale, stupendomi di come sia bello trovarsi in mezzo a tante persone che vivono sul serio la musica e le sue declinazioni dal vivo, molto di più che un anonimo pubblico di un concerto qualsiasi.

Comunque questo momento romantico dura ben poco, spazzato via dall’energia dei Bluebeaters, che nella nuova formazione con Pat Cosmo dei Casino Royale alla voce riescono a far ballare tutti, mentre il voto è stato già effettuato e si attendono i risultati.

Indovinate? Hanno vinto i Mulai. Al Rockcontest. Un gruppo che fa elettronica.

Dicono i bresciani, di cui nel frattempo è pure uscito da pochissimo il loro primo EP Something for Someone: “Il Rock Contest è stata una bellissima esperienza, sia aver vinto che per aver avuto la possibilità di suonare davanti a una giuria che di musica se ne intende veramente. Inoltre, mi ha fatto piacere che la qualità degli altri gruppi con cui ci siamo sfidati fosse così alta. […]Quello che continueremo a fare è proporre musica elettronica ma molto orecchiabile, e puntare su una buona performance live”.

Viva la musica elettronica, viva la democrazia! (Il rock è morto, viva il rock!)



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