|
Spesso
musicisti, pubblico e addetti ai lavori, noi compresi,
si lamentano dei luoghi inadeguati in cui la musica
è costretta. A volte capita invece di trovarsi
in luoghi talmente affascinanti che diventano
stimolo per la performance. Villa Erba a Cernobbio,
in provincia di Como, ospita annualmente la rassegna
Rhythm of the Lake: il programma copre un lungo
arco estivo e spazia allo stesso modo da un genere
all'altro con qualche picco qualitativo quest'anno
rappresentato dal concerto di Tori Amos.
Forse l'ambiente all'aperto non è il più adatto
per la musica raccolta di questa cantautrice americana,
ormai trasferitasi in Irlanda: il tour di "The
beekeper" la vede esibirsi da sola al piano e
all'organo e, per quanto l'acustica sia buona,
si percepisce una certa dispersione.
Se ne deve essere accorto per primo Tom Mc Rae,
che ha aperto la serata con una manciata di canzoni
acustiche, ricamate solo da un violoncello. La
sua breve performance non è stata considerata
con la giusta attenzione da un pubblico ancora
intento a trovare posto a sedere, ma il biondo
cantautore si è mostrato ispirato dalle suggestioni
del luogo, proprio in riva al Lago di Como.
Tom ha sfoderato una voce duttile e sensibile,
capace di raccogliersi gravemente attorno a "A
& b song" e di farsi dolce in una "Walking 2 Hawaii"
in cui il violoncello si è insinuato con qualche
stridore di archetto. Poi ha salutato con "The
boy with the bubblegun", che si è stagliata nella
brezza serale, e con "Language of fools", lasciando
il palco a Tori Amos.
La rossa cantautrice si è presentata con indosso
un'ampia veste rossa, come una sacerdotessa pronta
ad offrirsi al proprio pubblico, e ha attaccato
con "Original sinsuality", unico punto fermo di
una scaletta libera di variare completamente di
data in data a seconda dell'umore e della riuscita
dell'esibizione.
La prima parte del concerto è stata fortemente
ispirata con Tori che si è trovata ad improvvisare
parecchio, arrivando a comporre quasi sul posto
un nuovo pezzo, suggerito proprio dall'ambiente
circostante, come è stato sottolineato anche dal
testo incentrato sulla ripetizione del refrain
"In this place".
La Amos poi ha offerto una manciata di canzoni
a tema, con protagonista la figura della madre,
culminate in una "Mother revolution" eseguita
suonando contemporaneamente piano e organo con
una mano per strumento.
Dopo "Playboy mommy", è giunto l'atteso momento
del "Tori's piano bar", riservato come da programma
ad un paio di cover su richiesta dei fan: dopo
una rilettura di "Personal Jesus", calcata sul
piano in modo personale, è toccato a "Vincent"
di Don McLean, autore citato nell'hit "Killing
me softly" che Tori esegue spesso dal vivo. La
melodia del brano è diventata l'occasione per
una dedica a tutti gli artisti, con particolare
riferimento ai pittori (e a Van Gogh).
Poi, a parte "Parasol", il concerto ha perso stranamente
tensione quasi che la Amos avesse deciso di concentrarsi
esclusivamente sulla propria ispirazione, finendo
per suonare quasi per sé stessa e perdendosi in
qualche lungaggine di troppo (come le succede
talvolta anche su disco).
Nonostante il carisma e la sensualità delle sue
interpretazioni, la seconda parte del set ha sofferto
di una monotonia spezzata solo dai bis, durante
i quali i fan si sono raccolti entusiasti sotto
il palco, dimostrando un affetto che Tori non
ha mancato di ripagare: pungolata forse dalla
presenza ravvicinata del pubblico, la Amos è tornata
a rispondere all'ambiente circostante modificando
gli encores previsti nella scaletta preparata
prima del concerto.
"Sweet the sting" e "Hey Jupiter" hanno concluso
così un concerto parzialmente memorabile, che
ha avuto comunque il pregio di mettere a nudo
tutto l'essere artista di Tori Amos.
TORI
AMOS:
ORIGINAL
SINSUALITY
AMBER
WAVES
SILENT
ALL THESE YEARS
IN
THIS PLACE
MARTHA'S
FOOLISH GINGER
MOTHER
MOTHER
REVOLUTION
PLAYBOY
MOMMY
PERSONAL
JESUS
VINCENT
BEAUTY-QUEEN/
HORSES
PARASOL
WINTER
ICICLE
THE
BEEKEEPER
TEAR
IN YOUR HAND
COOLING
SWEET
THE STING
HEY
JUPITER |
TOM
MCRAE:
FOR
THE RESTLESS
BORDER
SONG
A
& B SONG
WALKING
2 HAWAII
THE
BOY WITH THE BUBBLEGUN
LANGUAGE
OF FOOLS |
|