Garland Jeffreys

Garland Jeffreys

Sarnico (bs)

04/08/2007  |  di Christian Verzeletti

GARLAND JEFFREYS

4 agosto 2007 - SARNICO (BS)

Tornato sulle scene con una raccolta intitolata "I'm alive" (2006), Garland Jeffreys ha ancora qualcosa da dare: se in studio lo si attende al varco di un nuovo cd, dal vivo ha riconfermato la sua verve energica prima con il dvd "Hail hail rock'n'roll live" e poi con una serie di date che lo hanno portato anche in Italia, paese a cui da tempo è particolarmente legato.
Sulla sponda bergamasca del lago d'Iseo la sua esibizione è stata inserita in una tre giorni dedicata alla musica cantautorale americana, il Sarnico Folk Festival, che già in passato ha portato artisti del calibro di Richard Thompson e John Martyn (quest'ultimo purtroppo in condizioni menomate). Il programma di quest'anno offriva due songwriter di tutto rispetto come Dirk Hamilton, nella serata di venerdì, ed Elliott Murphy, un habituè da queste parti, a concludere la domenica sera: in mezzo Garland Jeffreys con la sua band che, pur non proponendo musica folk nel senso più stretto del termine, ha offerto uno spettacolo di valore e ben intrattenuto i molti presenti che hanno riempito la piazza.
Giusto per avvicinarsi al pubblico e guadagnarne l'attenzione, Garland è salito sul palco passando tra le file degli spettatori: le parole a cappella di "Moonshine in the cornfield" hanno fatto da introduzione ad un set che ha attinto al gospel, al soul, al funk, all'r&b e al blues.
Proprio per dichiarare la sua identità e la sua coscienza nere, Garland ha attaccato con una "I'm alive" molto chitarrosa e poi con una emblematica cover di James Brown "Say it loud I'm black and I'm proud". Una band coi fiocchi, in cui è spiccato il tastierista Rudi Genbrugge, e una voce nitida, ancora intensa, gli hanno permesso di costruire uno show di primo livello, condito da una performance fisicamente ineccepibile che lo ha portato spesso a ballare, saltare sulle casse e scendere tra il pubblico.
Oltre alle capacità da entertainer gli spettatori hanno avuto modo di cogliere la sensibilità sociale della musica di Jeffreys che non ha mai mancato di introdurre i pezzi usando anche uno stentato simpatico italiano: "Don't call me buckwheat" e "We the people" ne sono stati tra i migliori esempi con quest'ultima parzialmente improvvisata dalla band e poi conclusa con una citazione di "What's goin' on" di Marvin Gaye.
Tra funk e reggae di ottima fattura Garland ha fatto cantare e divertire riuscendo a coinvolgere anche gli spettatori più occasionali con continui inviti a rispondere ai suoi chorus. Per aggiungere un'ulteriore sfumatura ad una scaletta di per sé già varia, ha presentato da seduto una manciata di pezzi blues acustici, eseguiti con il solo chitarrista Bruno Fevery: nel mezzo delle reiterazioni di "Schoolyard blues" non ha però resistito dall'alzarsi in piedi e lanciare chiare critiche al sistema scolastico americano.
Unico neo dello spettacolo è stata l'assenza dei fiati, che avrebbero reso ancora più pimpante e colorata l'esibizione. Jeffreys ha sopperito con la sua generosità e con una verve molto a la James Brown, a tratti forse un po' "gigiona", ma che comunque gli ha permesso di trovare un'empatia coi presenti, spinti al ballo prima con la spagnoleggiante "Return of the matador" e poi con il funky tutto tastiere di "96 tears".
Dopo aver ribadito il suo amore per l'Italia, paese in cui ha vissuto in alcune fasi della sua vita, e aver annunciato una manciate di date autunnali in occasione della consegna del Premio Ciampi che gli verrà conferito a Novembre, Garland si è lanciato nel gran finale con una convincente cover di "I'm a king bee" e poi ovviamente con il suo pezzo di maggior successo, "Hail hail rock'n'roll": sul groove ballabile della canzone si è scatenato ribadendo la carica sociale e l'energia fisica della sua musica fino ad invitare una signora al ballo e a riprendere nuovamente il refrain di "Sex machine" di James Brown.
Alla fine si è rimesso il cappello e ha salutato tutti, conscio di aver soddisfatto sia gli appassionati che lo seguono da tempo sia i turisti giunti con l'intento di passare una bella serata in riva al lago.

SET LIST:
Moonshine in the cornfield
I'm alive
Say it loud I'm black and I'm proud / Sex machine
Don't call me buckwheat
35 millimeter dreams
I may not be your kind
Modern lovers
Christine
We the people / What's goin' on
Wild in the streets
Bright lights big city
I'm a good man
Schoolyard blues
Return of the matador
96 tears

I'm a king bee
Hail hail rock'n'roll / Sex machine

Marte Live http://www.musicanelleaie.it/mna/ A Buzz Supreme Musica contro le mafie Mk Records