Assistere ad un concerto in prossimità del molo, con la vista che si perde nello specchio nero pece del mare, tra barche a vela che per un attimo ci rapiscono dalle nostre vite d´impiegati e precari, il murales di Ericailcane in lontananza, e le particelle di iodio che ti sguazzano nelle coane nasali e ti mandano in sollucchero i neuroni, non ha prezzo!
Stavolta non si tratta di uno slogan, ma una delle tante occasioni per godersi il Lazzabaretto brulicante di gente, in attesa della performance degli olandesi zZz, dopo l´apertura degli anconetani Lush Rimbaud. La band è composta dal batterista e cantante Bjorn Ottenheim e dal tastierista Daan Schinkel i quali forgiano un sound che strizza l´occhio ad un lisergico amalgama ´doorsiano´ e a certa dance di matrice eighties, che flirta in modo garbato con atmosfere new romantic; un repertorio quindi, piuttosto derivativo. L´esibizione è idealmente divisa tra gli umori psych-blues provenienti dall´album ´The Sound Of zZz´ e le ritmiche danzerecce e new wave/synth pop dell´ultimo ´Running With The Beast´, targato 2008. La terna iniziale sembra messa là per incendiare una già torrida serata: ´House Of Sin´ ci rifila un blues geneticamente modificato dove l´organo Hammond ed il piano Hohner Combo Pianet si amalgamano alla voce nera e carica di effetti di Bjorn, una specie di alter ego macho di Jim Morrison dopo un rave party al Paradiso. ´Ecstasy´ è la versione marcia e lussuriosa di un blues scarnificato e ´Sweet Sex´ fa il verso a Jon Spencer. Nulla di nuovo, ma il combo di Amsterdam sa come mettere il pepe al culo ai presenti. Un suono corposo e massiccio, a dispetto della scarna strumentazione, e una performance senza troppi fronzoli, che rispecchia fedelmente il personaggio Bjorn Ottenheim: un metro e novanta di capelli unti, sudore e voce nera che si esibisce in una danza appesantita e ballonzolante al ritmo di ´Grip´ (vi ricordate lo spot della Fiat?) la quale ci sfonda i timpani con il suo ´basso´ martellante e l´atmosfera space da LSD. ´Amanda´ -anticipata da un sentito invito rivolto ai maschi a limonare con le ragazze vicine- è un dichiarato e riuscito omaggio al cupo romanticismo dei Joy Division. Il ´terzo tempo´ dello show ritorna sui binari psych-blues dell´inizio e ´Soul´ la dice lunga sul sound che sciorinano i due olandesi: i Black Keys di ´Brothers´ che jammano con Ray Manzarek, la cui ombra aleggia pesantemente anche su ´Lalala´. Il finale è intermittente, tra elogi commossi alla cucina del bel paese (´ma quant´è bona la polenta col gorgonzola!´, se solo Bjorn avesse parlato italiano), un´infuocata ´Running With The Beast´, con Daan in piedi come un ossesso sull´Hammond, e ´Loverboy´, una easy-easy-disco cantata in falsetto, e trascurabilissima.
Tutto già sentito un´infinità di volte, ma è un po´ come il retrogusto amarognolo della birra, lo conosciamo a memoria e continua a non stancarci mai.
Setlist:
House Of Sin
Ecstasy
Sweet Sex
Sign Of Love
Spoil The Party
Lover
Grip
Amanda
Lucy
Soul
Lalala
Running With The Beast
Loverboy
Theme Of zZz