Stadio

Stadio

Live Club - Trezzo Sull’adda (mi)


03/12/2004 - di Andrea Salvi
 Stadio

3 dicembre 2004
Live Club - Trezzo sull’Adda (MI) Ritornano gli Stadio con un minitour che vede toccare, sulla distanza di sei date, altrettanti piccoli locali, occasione ghiotta sia per ritrovare a distanza ravvicinata i propri fedelissimi fans che per accumulare la giusta dose di adrenalina che ricarichi le batterie prima della proverbiale chiusura in studio di registrazione per dare forma ad un nuovo album. Dopo parecchi anni il gruppo riprova a riavvicinarsi alla ribalta di piccoli spazi, vuoi per sfidare la propria stessa storia, ma anche i gusti di un pubblico, quello ben più giovane degli ascoltatori “storici” e che forse nutre ancora troppa diffidenza nei riguardi di un gruppo relegato dietro alla patina un poco appannata di una fama costruita su successi irrimediabilmente radiofonici e troppo popolare per venir accettato per quello che in realtà è: una formazione che ha costruito un parte importante quanto sottovalutata della nostra recente storia pop rock.
Quando l’ora si fa tarda, e gli Stadio si affacciano sul palco di un Live Club pieno purtroppo solamente a metà, non si direbbe che il gruppo abbia attraversato praticamente tre decenni pieni e sia giunto fino a qui. I suoni sono equilibrati e puliti come le parole di testi sempre in bilico tra la burla e un romanticismo che sa tenersi a debita distanza da eccessi gratuiti, lambendo soltanto i contorni di situazioni raccontate e che sono perlopiù metafore di un esistere appagato dalla gioia riflessa di un sentimento ricambiato. Degli inguaribili sentimentaloni quindi, non necessariamente nell’accezione negativa del termine, proprio come gli stessi presenti dagli sguardi compiaciuti e dagli applausi generosi, nonostante il grande locale stasera paia ancora più ampio dati gli spazi vuoti intorno ad essi, che li stringono intorno al palco.
Il pubblico è brizzolato e amabilmente trasversale, risponde agli inviti di un Gaetano Curreri in piena forma e dal canto mai tanto fluido, a muoversi con una naturalezza impressionante lungo un’estensione vocale fuori dal comune.
La scaletta ricalca i successi che, come previsto, si alternano uno dopo l’altro puntuali come i gradini di un’attesa che conduce sempre più vicino allo sfogo finale che giungerà solamente dopo qualche capolavoro eseguito troppo presto (Swatch), dopo il freno di un breve set acustico (Lo zaino, C’è, Universi sommersi, Ballando al buio) e dopo i grandi, indimenticabili classici (Acqua e sapone, Chiedi chi erano i Beatles, Bella più che mai). L’apice giunge con la sequenza di chiusura del concerto, dove su richiesta del pubblico il gruppo si trova d’accordo con il proporre “Per la bandiera”, uno dei più intensi pezzi impegnati da loro mai scritti, e quella “Generazione di fenomeni” che è da anni oramai l’inno della comunione medesima dei fans intorno ad un gruppo al quale stringersi senza indugi, perché comunque vada “stanno bene così”.
Scaletta:
1) Graffiti
2) Cerca di non esser via
3) Chi sa che cos’è
4) Ho bisogno di voi
5) Volo d’amore
6) Sorprendimi
7) Dammi 5 minuti
8) Chiaro
9) Swatch
10) Ti mando un bacio
11) Sei tutto quel che ho
12) La faccia delle donne
13) Lo zaino
14) C’è
15) Universi sommersi
16) Ballando al buio
17) Equilibrio instabile
18) Acqua e sapone
19) Il segreto
20) Grande figlio di puttana
21) Un disperato bisogno       d’amore
22) Chiedi chi erano i Beatles
23) Bella più che mai
24) Stabiliamo un contatto
25) Per la bandiera
26) Generazione di fenomeni Stadio:
Gaetano Curreri (voce e tastiere)
Andrea Fornili (chitarre)
Roberto Drovandi (basso)
Giovanni Pezzoli (batteria)
Fabrizio Foschini (tastiere)
Maurizio Piancastelli
      (tastiere,tromba, mandolino)

Stadio Altri articoli