Okkervil River

Okkervil River

Bergamo

03/11/2006  |  di Christian Verzeletti

OKKERVIL RIVER

03 novembre 2006 - ZERO MUSIC CLUB (BG)

Tornano in Italia gli Okkervil River, una delle american bands più cresciute degli ultimi anni grazie ad un disco come "Black sheep boy", capace di mettere d'accordo appassionati di rock indie e roots.
La formazione di Will Sheff ha volutamente scelto di tornare nel nostro paese pur senza alcun disco in uscita a conferma di una volontà di suonare live che la porta costantemente in tour. Dopo la ristampa dell'ultimo album l'unica new release prevista è un Ep di due canzoni intitolato "The President's dead".
Aprono la serata i bergamaschi Hogwash, che presentano davanti al loro pubblico il nuovo cd, "Half untruths", pubblicato a metà settembre. Emblematico il "Ciao, amici" con cui Enrico Ruggeri saluta i presenti a prova di quanto il gruppo qui è di casa. Nel corso della scaletta vengono poi affiancati sul palco anche da un paio di guests locali, Laura alle vocals e Matteo dei Coffee Orchestral alla chitarra acustica. Il set è composto da una dozzina di canzoni che passano in rassegna i brani nuovi in modo più ruvido ed essenziale, privandoli per forza di cose dei ricami portati in studio sugli arrangiamenti. Non tutto riesce al meglio, ma gli Hogwash mettono comunque in mostra il loro suono underground con qualche punta di luce in "Holes in my maps". Un calo di tensione si avverte quando il microfono viene preso dal chitarrista Edoardo Nazzari che si propone al canto per un paio di pezzi; meglio quando alla voce torna Enrico Ruggeri per concludere con alcune interpretazioni più tirate e con qualche distorsione nel finale.
Pur non eccellendo gli Hogwash hanno offerto un'apertura discreta, che solo in parte ha lasciato intuire le capacità del gruppo bergamasco, superiori alla media indie italiana.
Quando sul palco salgono gli Okkervil River, è chiaro a tutti che la serata compie un netto salto in avanti: già alla prima canzone, la melodica "The war criminal rises and speaks", Sheff e compagni dimostrano di poter spaccare salendo di tono con una carica da assoluta rock band. Il concerto prende subito una piega più energica e frontale rispetto a quanto visto un anno fa, anche perché la strumentazione non comprende nè pedal steel nè fisarmonica e la tromba è usata sporadicamente. L'effetto è ancora più sorprendente: le ballate arrivano in crescendo, tese fino a spezzarsi, mentre pezzi come "The latest toughs" sono acclamati dai presenti e interpretati in modo scalmanato da Will Sheff, che si libera progressivamente di giacca, cravatta e camicia, rimanendo con un maglietta delle Shangri-Las.
Non mancano le sorprese come alcuni inediti tra cui "Love to a monster", con qualche sfumatura dylaniana che sembra confermare quanto si dice delle ultime session in studio della band, e un "new rock number", "Unless it's kicks", durante il quale Travis Nelsen alla batteria ha modo di rompere le bacchette. Sheff esegue poi la nuova "The President's dead" conclusa con una poderosa entrata della band quasi a volersi liberare degli incombenti fantasmi della politica.
"Black" arriva in una versione talmente forte da far venire in mente i Grant Lee Buffalo, che poi sembrano comparire davvero sul palco nella parte distorta di "Black sheep boy".
Il finale è un apoteosi con le sferzate di "For real" e "So come back I'm waiting": ancora una volta stupiscono la varietà e l'energia della band, capace di ricamare con keyboards, mandolino e vocals e di passare poi d'un tratto a squarci rock da urlo. Acclamato a gran voce, Sheff torna sul palco da solo per eseguire "A stone", voce, chitarra e tanta personalità. Chiude definitivamente una "Last love song for now" che riassume tutto e lascia con la convinzione che gli Okkervil River stanno diventando una delle formazioni più importanti del rock americano.
In attesa di una nuova prova in studio, non perdeteveli dal vivo perché il loro è un concerto vigoroso e graffiante come pochi.

OKKERVIL RIVER:
The war criminal rises and speaks
Lady liberty
No key no plan
The latest toughs
Love to a monster
Song of our so-called friend
Unless it's kicks
The president's dead
Black
Black sheep boy
For real
So come back I'm waiting
A stone
Last love song for now
HOGWASH:
Crude
Fools do pay
I see you
Mend my ways
As a day
Holes in my maps
Bikeride
Thomas Ross Jr.
Red heart shaped petal
Goodbye letters
My dear december
Me and the half untruths

Pyxel.it A Buzz Supreme Marte Live Mk Records http://www.protosound.net