Doug Seegers

Doug Seegers

Passoscuro (RM) / La Lampara


03/10/2017 - di Giovanni Sottosanti
I`m going down to the river to wash my soul again

In una serata in cui siamo tutti "con l`anima in riserva e il cuore che non parte", c`è veramente bisogno di risciacquare le nostre ansie più intime e nascoste, metterle in circolo e rifornire con nuovo carburante un motore ingolfato. Non è per niente facile sedersi ed ascoltare, lasciarsi trasportare e coinvolgere quando neanche ventiquattr`ore prima hai detto addio ad uno dei più grandi rocker di sempre, troppo fresco il ricordo di un`estate in cui ad Hyde Park cercavamo il nostro personale Stand By Me.

 Doug Seegers ha il volto scavato dalla vita, che ha segnato ogni solco con cura, perché la sofferenza va vissuta fino in fondo, come le rinascite improvvise e inaspettate. Questo ragazzino di sessantacinque anni in realtà è nato tre anni fa, dopo un`esistenza da homeless l`improvvisa consacrazione grazie alla country star svedese Jill Johnson, il fulminante esordio con Going Down To The River, seguito da Walking On The Edge Of The World e Sings Hank Williams. Cappello da cowboy e camicia da Gram Parsons, voce roca e strascicata, sguardo sognante e chitarra acustica a tracolla, al suo fianco siede, per accompagnarlo alla seconda chitarra e al violino, un vichingo corpulento e barbuto, il cui cognome Bjorklund non lascia alcun dubbio sulla di lui nazionalità.

Chiudiamo gli occhi, un battello è partito per il viaggio lungo il fiume, a bordo si suona un cosmic country che puzza di strade malfamate, il blues è bagnato di whiskey e tequila, l`hillbilly rock danza a braccetto con il bluegrass un canto evocativo e liberatorio nell`indiavolata Hard Working Man. Gli onori di casa sono ovviamente appannaggio di Hank Williams e Gram Parsons, The Man In Black è ospite gradito, Guy Clark si affaccia a benedire, il gigno soddisfatto di Doug acuisce le rughe, autostrade su un volto in cui Keith Richards incontra Clint Eastwood. C`è una pausa che forse spezza un poco l`atmosfera e la concentrazione, poi si riparte, Hey, Good Lookin` e Orange Blossom Special, Angie`s Song e She, ci siamo, il viaggio continua, non ci sono grossi sussulti, ma stasera non serve, l`anima e il cuore hanno solo bisogno di pace e di quiete, di lasciarsi andare e cullare da una voce calda e rassicurante e da un suono dolce e antico come il mondo. Stasera la musica ci canta la storia di un uomo che sul viale del tramonto ha trovato un porto sicuro in cui gettare l`ancora, forse ha trovato risposte alle sue domande, forse ha solo smesso di farsele. Noi stasera guardiamo il cielo consapevoli che stiamo imparando a volare, ma non abbiamo le ali, scendere è la cosa più difficile I`m learning to fly but I ain`t got wings Comin`down is the hardest thing.

Foto di Maurizio Bisozzi