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BOB
DYLAN
VILLA ERBA,
CERNOBBIO (COMO)
3
luglio 2004
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Un concerto di Bob Dylan è una sfida, non solo per quei fans che si sentono
chiamati di volta in volta a seguire il loro idolo, a vaticinare sulla
scaletta, a interrogarsi sulla opening track e sulle differenti versioni
di ogni brano, più o meno riconoscibili. È una sfida che Bob Dylan lancia
soprattutto a se stesso: l'andare on the road e salire sul palco è un
mettere in discussione ogni volta una musica che è già stata consegnata
alla storia del XX secolo. È questa la ragione che lo spinge ad andare
ancora in tour, "Live and in person", piuttosto che a concentrarsi sul
lavoro in studio o a godersi i frutti della propria arte: ogni concerto
è un'improvvisazione che va al di là delle variazioni presenti in scaletta.
Con la sua band, formata dai fidi Larry Campbell, Tony Garnier e George
Recile, a cui quest'anno si è unita la chitarra di Stu Kimball, Dylan
lascia ai pezzi un margine molto ampio di libertà: può succedere, come
è stato a Como, che le prime canzoni suonino a dir poco approssimative.
In particolare l'esecuzione di "The times they are a-changin'" ha destato
qualche sospetto sullo stato e sull'umore del suo autore, ma soprattutto
sulla sua voce a cui non sono bastati ripetuti cambi di tonalità. Altrettanto
dicasi per "Just like a woman", maltrattata con l'armonica in crescendo
anche quando la batteria aveva ormai preso altre direzioni: l'impressione
che Dylan, all'età di sessantrè anni, cominciasse ad essere vittima di
qualche svarione e che i suoi musicisti andassero esitanti incontro all'ignoto,
ignari delle intenzioni del loro leader, era concreta e si allungava come
uno spettro sulla serata.
Invece, quando la voce si è scaldata e i suoni hanno preso una piega migliore,
le versioni live delle canzoni hanno cominciato a mostrare uno spessore
rock invidiabile, che meriterebbe di essere consacrato su un disco piuttosto
che sui soliti bootlegs. Dylan è rimasto seduto al piano elettrico, ma
ha cominciato a muoversi all'unisono con la band: a partire da "Floater",
con il violino di Larry Campbell, il concerto ha cominciato a crescere
fino a raggiungere l'obiettivo prefisso con la cavalcata di chitarre spigolose
e acuminate di "Highway 61 revisited". Lo stesso Dylan, che era parso
titubante nel tentativo di afferrare qualcosa che passava nell'aria, è
diventato padrone del palco, come se le transenne in metallo fossero le
pareti di casa sua e lui conoscesse alla perfezione ogni corrente che
soffiava dai loro pertugi: le canzoni hanno mantenuto un senso di misteriosa
improvvisazione, che Dylan riusciva ad afferrare, a stringere e a direzionare
come voleva.
L'intensità acustica di "Boots of spanish leather" e di "Ballad of Hollis
Brown" hanno incantato tanto quanto le suggestioni di una "Forever young"
marcata dalla steel di Campbell, mentre "Honest with me" ha macinato un
rock corposo e tagliente. Addirittura, cosa insolita per lui e rara per
i suoi fans, Dylan non ha nascosto la propria soddisfazione concedendosi
qualche giretto dalle parti della batteria e presentando la band in maniera
visibilmente divertita. Il set è stato chiuso da una imperiosa "Summer
days", partita swing con tanto di contrabbasso e finita con assoli elettrici
a ripetizione.
I bis hanno visto una "A hard rain's a-gonna fall" vivere di splendide
impennate, seguita quasi in medley dalla nuova versione di "Like a rolling
stone" e da una "All along the watchtower", oscura e rallentata, con le
chitarre che ne aprivano improvvisi squarci.
Alla fine è diventato chiaro a tutti il senso di quell'occhio, sormontato
da una corona, che campeggiava sullo sfondo del palco, nel mezzo di un
telo nero, a inquietare la cornice di Villa Erba: era il simbolo di un
re che non smette mai di scrutare, di interrogare se stesso, le sue canzoni
e il proprio pubblico. Lunga vita al re.
TRACK
LIST:
-
Maggie's Farm
- The Times They Are A-Changin'
- Down Along The Cove
- Just Like A Woman
- Floater (Too
Much To Ask)
- High Water (For
Charley Patton)
- I Don't Believe You (She
Acts Like We Never Have Met)
- Boots Of Spanish Leather
- Highway 61 Revisited
- Ballad Of Hollis Brown
- Forever Young
- Honest With Me
- Every Grain Of Sand
- Summer Days
- A Hard Rain's A-Gonna Fall
- Like A Rolling Stone
- All Along The Watchtower
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