Rock Contest 2017

Rock Contest 2017

Firenze - Auditorium Flog


02/12/2017 - di Ricardo Martillos
Il Rock Contest nasce nel lontano 1984, in un epoca storica che vedeva Post punk e New Wave come punti di riferimento musicali e che in quegli anni avevano Firenze come indiscussa Capitale Italiana.
Ed è proprio nel capoluogo toscano che si svolge questa manifestazione che porta centinaia di band nostrane a confrontarsi sui palchi fiorentini con l`obbiettivo finale non tanto di vincere la competizione ma di conquistare una maggiore visibilità. E` successo più di una volta che band uscite da qui abbiano strappato contratti discografici ed ottenuto affermazioni su scala nazionale. Sono usciti da qui artisti del calibro di Alberto Mariotti (Samuel Katarro/King of the Opera) e band come Baby Blue (Blue Willa), Offlaga Disco Pax e The Hacienda.
Se al Rock Contest tutto funziona alla perfezione è grazie alla perfetta macchina organizzativa dell`emittente Controradio, storica radio libera fiorentina che ha da poco festeggiato i 40 anni di attività. A muovere i fili ci pensa l`attenta regia di Giuseppe Barone, Direttore Artistico della radio e di Giustina Terenzi, da ritenersi ormai una garanzia assoluta. A supporto del tutto pure il Comune di Firenze, la Regione Toscana e la SIAE con sponsor come Audioglobe e SAM Recordings Studio.
L`edizione 2017, conclusa al solito sulla pedana dello storico Auditorium Flog del Poggetto, vedeva in gara sei bands, 43 Factory, White Room, Fade Out, Atlantico, PijamaParty e Dust & the Dukes.
Presenza di band toscane per metà, ma non solo, pure il Nord Italia era ben rappresentato.
E` stata una finale dove l`aspetto visuale, decisamente curato dalla metà delle band presenti, ha preso il sopravvento sulla qualità musicale, non trascendentale ed a tratti piuttosto deludente.
Prendiamo ad esempio i ragazzi di Massa denominati White Room, no i Cream non c`entrano affatto, per loro un grande effetto scenico con tanto di avvenente lead singer in intimo nero e spiegamento di comparse mascherate con lancio finale di polvere di marmo. Tutto molto suggestivo, ma la musica? Uno scialbo post punk datato e obsoleto, monotono a tratti. Lo stesso si potrebbe dire del duo 43 Factory, fratello e sorella, lui (Skr4wsex) manovra le ossessive diavolerie elettroniche con tanto di video a corredo mentre lei, (Sixtr3r) ci propone una sorta di rap sconvolto, meglio denominato Electronic Dance Music. La grinta non manca, ma niente di trascendentale. Passiamo oltre. Non convincono gli Atlantico, i peggiori del mazzo e fra i pochi a cantare in italiano, mentre i filo sixties Fade Out non sarebbero malaccio se non fosse che le composizioni non brillano certo per originalità. Rimane poco.
Il meglio viene dalle due band premiate da giuria e pubblico, i PijamaParty e Dust & the Dukes.
I primi, ovviamente vestiti con gli immancabili pigiama, vengono da Colle Val D`Elsa (Siena), anzi Wild Elsa come loro stessi tengono a sottolineare. Ai PijamaParty va decisamente il premio simpatia e quello per la migliore presenza scenica,  per la disinvoltura con la quale riescono a tenere il palco, con indubbia maestria, al di là d`una età media decisamente bassa. Un live act a tratti straripante, infarcito di rap, hip hop e reggae, che ha come valore aggiunto la bella e scatenata lead singer Silvia, con sonorità molto più veloci e aggressive di quanto ascoltato sul loro disco di debutto, Lullabeat, uscito a Luglio di quest`anno. Faranno certamente strada, almeno è il nostro augurio ed avrebbe sicuramente meritato la vittoria al pari dei fiorentini Dust & the Dukes, saliti sul palco come ultima band "last but not least. Quest`ultimi hanno trionfato, un pò a sorpresa ma non troppo, in virtù di un suono asciutto e calibrato, con venature di rock del deserto e con una formazione scarna, batteria, voce e chitarra con aggiunta di tastiere. A livello compositivo il duo formato dall`italoamericano Gabriel Stanza e Enrico Giannini, con Alessio Giusti alla batteria, ha dimostrato una marcia in più rispetto agli altri gruppi e la cosa è stata certamente apprezzata da pubblico e giuria.
A chiudere la serata, quanod la mezzanotte era già passata,  l`applaudita esibizione dell`ex Ritmo Tribale Edda, che presentava il suo ultimo lavoro Graziosa Utopia.
Iniziative come il Rock Contest Fiorentino sono infine perfette per misurare lo stato di salute del rock indipendente italiano, al solito definito di serie b rispetto ai suoi pari anglosassoni ma che negli ultimi anni ha sfornato interessanti realtà che sarebbe delittuoso ignorare.
Per usare la parole di Giuseppe Barone lo scopo del concorso è far sì che le band "abbiano la capacità di portare le loro canzoni on stage, creare un contatto col pubblico, senza proporre una fredda e sterile esibizione". E la gran massa dei numerosi spettatori della Flog, gremita come nelle grandi occasioni, sembra averlo capito in pieno a giudicare dalle sue reazioni.
Long Life to Rock Contest.